XFactor: trionfa Casadilego. Addio a Cattelan, ma il programma non sfigura

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Si conclude così la quattordicesima edizione di XFactor, con la vittoria della diciassettenne Elisa Coclite, in arte Casadilego

Xfactor: trionfa Casadilego. È stata una edizione strana, con il pubblico dimezzato e senza abbracci, ma alla conclusione le lacrime ci sono scappate comunque. Per l’addio di Alessandro Cattelan, dopo dieci anni di conduzione del programma, che, diciamolo, poco prima della mezzanotte ha guastato un po’ la rivelazione del vincitore. Anche se Casadilego, in finalissima con il gruppo rock dei Little Pieces of Marmalade, la scena se la prende lo stesso. Spontanea, con la voce forte e la naturalezza di chi si scopre per la prima volta come un’artista fatta e riconosciuta. E pure se si chiama Casa di lego, poi dei lego non ha molto. Non crolla per niente e brilla fino alla fine, in una notte che è tutta sua.

Vince Hell Raton, secondo Manuel, animale da palco

Vince anche Hell Raton, giudice della categorie delle underdonne.
Solo secondo posto invece per Manuel Agnelli che ancora una volta si rivela un intenditore capace e anche un nostalgico frontman, con l’esibizione “Veleno”, a petto nudo e carichissimo sul sound dei Lpom.

Terza Emma Marrone, col concorrente Blind, che non si toglie un momento per esternare la sua bravura nel cantato e per rivivere certe emozioni da palcoscenico. Mika si ferma a inizio puntata, con l’over Naip, la chicca del programma, eccentrico e con tanto parlato nel repertorio, che a tratti ricorda Elio per la stravaganza e Cristicchi per i contenuti.

La finalissima diventa festa

La finalissima diventa festa, colore, musica, in un momento che a molti manca, tenta di scalzare la malinconia da casa e rilancia le vibrazioni di concerto, con le strimpellate di chitarra dei Little Pieces e la voce graffiata del batterista Daniele. Trionfa l’intero programma oltre a Casadilego, con un riverbero mediatico enorme e quasi un milione di stream sulle piattaforme musicali. A dimostrazione di quanto Sky riesca, pure in una edizione a metà e con tante critiche per esclusione di concorrenti al posto di altri, poi a cogliere nel segno, a coinvolgere il pubblico, a renderlo parte integrante di una competizione che poi è celebrazione della musica.

“GG” per Sky e la produzione

Hell Raton avrebbe impiegato lo slang anglosassone “Gg” good game, per intendere la perfetta riuscita di una combo, musica e spettacolo, che intrattiene fino a tarda notte. E chissà se l’anno prossimo riesca lo stesso, senza Cattelan. Ma per ora è già un successo. Casadilego trionfa, ma XFactor non sfigura.

Photocredits: @xfactoritalia

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