“Wall of Lies”: il muro in onore delle menzogne di Trump

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Nasce a New York il muro delle bugie dedicato a Donald Trump

Il “Wall of Lies”: le prime pagine di giornali in tutto il mondo, servizi televisivi giornalieri ed emittenti radiofoniche hanno, in questi tempi, un unico ed indiscusso protagonista: Donald Trump. Re delle contraddizioni, delle spettacolarizzazioni, del culto di se stesso e dell’America, è tra i maggior personaggi di spicco a far parlare di sé, e non certo per lodi o stima.

Trump e la strategia dell’autoritarismo

A ridosso delle elezioni che vedono lui ed il democratico Joe Biden, muovere e dividere l’opinione pubblica americana per le politiche opposte, a far discutere, è soprattutto l’attuale presidente.
I più attenti studiosi della politica americana, hanno parlato anche di “tecnica della menzogna”: ripetere una cosa falsa più di tre volte la rende credibile. Con Trump non è errato parlare di “strategia dell’autoritarismo”: imporre agli interlocutori la sua realtà, facendo credere che essa è quella veritiera, autentica. Sembra che Trump abbia preso in parola ciò. D’altronde, egli non ha mai nascosto la sua sincera adulazione verso i leader più autoritari e crudeli (fece scalpore il suo elogio all’approccio terroristico dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein).
“Era uno dei cattivi, uno dei peggiori, ma sai cosa? Ha fatto bene. Ha ucciso i terroristi. L’ha fatto così bene. Non gli ha letto i loro diritti. Erano terroristi. Finito.”

“Wall of Lies”: il muro in onore delle sue 20.055 bugie

Tantissime altre sono le affermazioni che hanno stupito, inorridito e ancor lo fanno, i popoli da parte del leader della Casa Bianca, ma ancor di più evidenti sono le menzogne che perpetuamente asserisce.
A tal proposito, geniale è stata l’iniziativa di Tom Tenney, direttore di Radio Free Brooklyn, una radio indipendente di New York.
Nel quartiere Bushwick di Brooklyn, è stato eretto il “Wall of Lies” (muro delle bugie).
E’ un’installazione artistica che vuole porre in evidenza numeri certi, dati inconfutabili . Dal momento in cui Trump ha varcato la soglia della Casa Bianca, nel 2016, sono state contate 20.055 bugie in 1267 giorni; (viaggiando ad una media di ben 15 affermazioni false al dì). Questi dati gli hanno fatto conseguire da tempo dagli americani il soprannome di “Re Liar”, nome ironico riadattato sul titolo della celebre tragedia shakespeariana “Re Lear”.

“Wall of Lies”: un muro colorato

Si tratta dunque, di una somma sufficientemente grande per dedicarvi un progetto artistico dalle grandi dimensioni: un murale lungo 15 metri per 3 metri di altezza, sul quale Tenney e il suo team hanno fatto stampare le menzogne del presidente, con un colpo d’occhio non indifferente.
Difatti, sono stati usati colori diversi per ogni bugia: celeste per l’immigrazione, blu scuro per la politica estera, verde per il Covid-19, viola per il crimine e rosso per la sua biografia.

“Wall of Lies”: il progetto originale

Il progetto originale non era quello di costruire un muro, ma di leggere le bugie alla radio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per un’intera settimana prima delle elezioni. Ma il vantaggio di colpire, anche visivamente, gli americani, ha catturato sia Tenney che Buehler, fotografo nonché autore dell’opera, che al riguardo dice:

” Trump sta costruendo un muro di bugie per tenere fuori la verità.”

La forma del muro poi, è anche una chiara allusione al progetto di Trump di fermare la migrazione tra il Messico e gli Stati Uniti.

“Wall of Lies”: le bugie preferite di Trump

In principio il direttore di Radio Free Brooklyn, ha contattato il Washington Post chiedendo il database di tutte le bugie che Trump avrebbe dichiarato. Secondo tale database la bugia più frequente riguarda l’economia americana: si tratta della migliore economia della storia. Sembra che il presidente l’abbia ripetuta ben 360 volte. In pochissimo tempo, è divenuta una delle sue affermazioni preferite che, chiaramente, non trova alcuna conferma in nessun libro di storia o d’economia. Di contro, ci fa sapere il New York Times come l’economia, proprio sotto Trump, abbia avuto diverse battute d’arresto soprattutto nel settore manifatturiero.
Ad occupare il podio, figura al secondo posto una bugia ancor più esagerata: il suo muro di confine sarebbe in costruzione. A quanto pare sarebbe stata ripetuta ben 261 volte. Ovviamente, è ancor più evidente la falsità non essendo stato approvato in merito alcun progetto.
Il terzo posto è tenuto dalla “favola” del maggior taglio delle tasse nella storia americana.

“Wall of Lies”: una costruzione di troppe bugie

Il Washington Post, ha dedicato diversi articoli sulle menzogne più eclatanti del presidente americano:

  • “Abbiamo i migliori numeri sulle assunzioni nella storia dello stato della Pennsylvania e di tutto il Paese.”
  • “È il primo anno negli ultimi 51 anni in cui i prezzi dei farmaci sono scesi”
  • “L’esercito americano sarebbe stato costruito con 2,5 trilioni di dollari.”

Ha affermato inoltre che, durante la sua campagna elettorale, Obama e Biden avrebbero spiato ogni sua mossa.
Godrebbe di ampio sostegno da parte della comunità afroamericana.
Come può non generare avversione un uomo che ha fatto della menzogna la sua veste quotidiana? La ricerca della verità per la mente è come ricerca di cibo per il corpo; basilare è vivere in un mondo il più possibile autentico, in cui possiamo riporre fiducia.
Mecenate di fandonie, fautore della spettacolarizzazione: di certo l’uomo che adesso è alle redini della Casa Bianca, continuerà a far parlare di sé, legato ad una rete di ferro creata dalle sue stesse costruzioni di carta, o ancor meglio, dal suo muro di bugie.

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