Van Halen: simbolo dell’Hard Rock

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Fondatore del gruppo Van Halen, deceduto un simbolo assoluto del Rock

Notizia di oggi, riguardante un simbolo del Rock: la morte del chitarrista Eddie Van Halen all’età di 65 anni per un brutto male, che combatteva da tempo. Il mondo della musica perde un altro significativo tassello.

Il decesso è stato comunicato ieri, 06 ottobre, dal figlio Wolfgang tramite il social Twitter, con un post in cui si legge:

“Non posso credere di doverlo scrivere, ma mio padre, Edward Lodewijk Van Halen, ha perso la sua lunga e ardua battaglia con il cancro questa mattina. È stato il miglior padre che potessi desiderare. Ogni momento che ho passato con lui sul palco e fuori è stato un dono. Il mio cuore è a pezzi e non credo mi riprenderò mai del tutto da questa perdita. Ti voglio tanto bene, Papà”.

Il cancro alla gola che lo aveva colpito anni fa, oramai aveva raggiunto altri organi vitali come il cervello, sicché non c’è stato più nulla da fare e l’ospedale St. John’s di Santa Monica, presso cui era ricoverato, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Le sue origini

Nato a Nimega, in Olanda, nel 1955, ma naturalizzato americano, giacché si trasferisce fin dall’infanzia con la famiglia in California, precisamente a Pasadena nel 1962, inizia a far parlare di sé fin dalla fine degli anni ’70, durante i quali già riusciva a mettere il suo segno distintivo sull’Hard Rock: in questo periodo infatti, precisamente nel 1972, con il fratello Alex diede vita alla sua band omonima, a cui si aggiunsero il bassista Michael Anthony e il cantante David Lee Roth, che poi è stato sostituito nel corso della seconda metà degli Anni Ottanta da Sammy Hagar.

Il gruppo si era poi riformato negli anni 2000, dopo che era stato sciolto sul finire degli anni ’90. Proprio la band gli ha dato notorietà, sì che fosse riconosciuto per il suo stile particolare, la maniera di suonare la chitarra a due mani.

Van Halen: deceduto un simbolo del Rock ricordato come abile e rivoluzionario

Tra le caratteristiche di Van Halen, sicuramente c’era quella di possedere una grandissima competenza con la chitarra, oltre che idee innovative e perché no: rivoluzionarie per quel che riguarda gli stili ed il sound.

Infatti, è stato non solo un chitarrista e compositore in grado come pochi altri di fissare un’epoca, stravolgere uno stile, creandone contestualmente uno nuovo e seducendo generazioni intere. Proprio per queste ragioni, egli è stato a lungo un punto di riferimento per i suoi colleghi ed una sorta di modello da imitare.

La sua eccezionale bravura però, non sortiva da una approfondita cultura in campo musicale, bensì da una innata capacità di ascolto messa poi in pratica con l’utilizzo continuato e soprattutto appassionato di diversi strumenti musicali, su cui Eddie esprimeva nel migliore dei modi questo suo talento, nonché il suo fine e perspicace “orecchio musicale”. Egli stesso, in un’intervista al Rolling Stone nel 1980, ha dichiarato:

“Non so nulla di scale o teoria musicale; non voglio essere la chitarra più veloce della città, sempre pronto ad abbattere la concorrenza. Tutto quello che so è che la chitarra rock, come quella blues, dev’essere melodia, velocità e gusto e, ancora più importante, emozione. Io voglio solo che il mio modo di suonare faccia provare alle persone qualcosa: gioia, tristezza, anche eccitazione”.

Man mano che metteva in pratica quanto appreso con l’ascolto, la sua tecnica musicale si è andata perfezionando sempre più, divenendo poi l’artista stratosferico che tutti conosciamo!

I risultati del suo talento

Il riconoscimento per la sua incontestabile bravura, è arrivato con l’inserimento nella top 100 dei migliori chitarristi di tutti i tempi, addirittura all’ottavo posto!

Insieme alla sua band invece, è nella top 20 degli artisti che hanno venduto più dischi di tutti i tempi.

Tra i successi più importanti della sua discografia, ricordiamo: Van Halen (1978); Van Halen II (1979); Diver Down (1982) e tanti altri.

Tanti artisti scomprarsi; panorama musicale (e non solo) deprivato di talenti che avrebbero potuto ancora regalarci tanto.

Forte è il dolore e lo sconforto nell’apprendere notizie simili, ma d’altro canto rimane una riflessione che ci rincuora: un artista rimane in qualche modo nella nostra vita, finché la sua opera resta ad arricchire il bagaglio che portiamo con noi.