Valérie Perrin: il nuovo romanzo Tre dal 28 giugno in libreria

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Valérie Perrin: il nuovo romanzo Tre dal 28 giugno in libreria. L’autrice di “Cambiare l’acqua ai fiori” torna con una nuova storia

Dopo il successo di “Cambiare l’acqua ai fiori”, divenuto un caso editoriale, ed il suo esordio narrativo, tradotto in una trentina di paesi, “Il quaderno dell’amore perduto”, l’autrice francese Valérie Perrin torna questa estate con una appassionante storia: Tre.

Una lettura, quella di Tre, perfetta per chi sta già pensando a cosa leggere questa estate per staccare da ansie e preoccupazioni del periodo.

Ma cosa rende questa autrice tra le più amate e cosa racconterà nel suo nuovo romanzo?

La scrittrice francese, complice anche il periodo di Lockdown, ha intercettato (in Italia) con la sua storia “Cambiare l’acqua ai fiori”, il bisogno di evasione, di delicatezza di sentimenti e di speranza in un quadro della realtà tutt’altro che florido.

Una serie di fattori, dunque, alla base del successo della scrittrice; tra cui il passa parola tra lettori, la storia giusta al momento giusto, una ottima gestione della strategia di marketing da parte della casa editrice Edizioni e/o e sicuramente il valore letterario del romanzo.

“Mi chiamo Violette Toussaint. Facevo la guardiana di passaggio a livello, ora faccio la guardiana di cimitero. Assaporo la vita, la bevo a piccoli sorsi, come un tè al gelsomino con un po’ di miele. E la sera, quando il cancello del cimitero è chiuso e la chiave appesa alla porta del bagno, sono in paradiso”. 

In “Cambiare l’acqua ai fiori” la scrittrice si sofferma sul rapporto con la morte, il passato, il valore della gentilezza in un mondo freddo e violento. Tutti temi che aveva iniziato ad affrontare con la stesura del suo esordio “Il quaderno dell’amore perduto”.

In Italia “Il quaderno dell’amore perduto” è stato pubblicato dalla casa editrice Nord edizioni successivamente alla pubblicazione di “Cambiare l’acqua ai fiori”. In tal senso questo ha giocato ampiamente a favore della scrittrice.

Le due protagoniste, delle due storie che hanno portato alla ribalta Perrin, sembrano infatti speculari l’una all’altra.

La “nata due volte” di “Il quaderno dell’amore perduto” è infatti ampiamente “integrata” nella caratterizzazione del personaggio di Violette Toussaint, la guardiana del cimitero di “Cambiare l’acqua ai fiori”.

In “Il quaderno dell’amore perduto” si nota una scrittura ancora acerba, con il rischio, in alcuni punti della lettura, di cadere nella banalità dell’ovvio e risultare leggermente deludente nel finale. In questo si nota sicuramente la crescita, sotto moltissimi punti di vista, a partire dal livello di scrittura, di Valérie Perrin.

Tutte le criticità del romanzo d’esordio, vengono infatti affrontate e risolte nel romanzo campione di vendita “Cambiare l’acqua ai fiori”.

Anche in questo caso ci si trova di fronte ad una donna, Violette Toussaint, che deve fare i conti con il vuoto. Una storia che insiste ancora una volta sulla maternità, le ombre del rapporto tra madri e figlie. Ancora una volta, come in “Il quaderno dell’amore perduto”, il lettore affronterà il senso di “abbandono”, il “superare il lutto” (diverse forme di lutto là dove esistono diversi tipi di morte).

Se dunque ormai si conosce ampiamente la visione della scrittrice su tali tematiche cosa attenderci da Tre?

Il nuovo romanzo, in libreria dal 28 giugno, pare svincolarsi leggermente dai suoi predecessori.

Dalla trama infatti si percepisce come la scrittrice voglia con questa sua nuova storia svincolarsi da una certa etichetta affibbiatale

“1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai“.

La storia di Tre è incentrata su un caso abbastanza complicato che la protagonista del romanzo affronta. Il caso che Virginie si “trova tra le mani” nel 2017, ha a che fare con una promessa fatta tra tre amici di provincia nel lontano 1986

Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?”

La scrittrice francese riuscirà dunque con questo romanzo a non deludere i suoi lettori e convincere gli scettici?

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.