Università: lettera per gli universitari

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Le voci di coloro che studiano all’Università

Gli studenti universitari devono affrontare situazioni che a volte chi le vede dall’esterno non può comprendere. Spesso gli studenti provano a spiegarle e ad esternare le loro emozioni, ma sono incompresi. Per chi non vive in questo mondo, è difficile immedesimarsi, ma attenzione non è impossibile! L’Università è spesso sottovalutata e quando uno studente vive un periodo emotivamente instabile, non sempre riceve il giusto supporto.

Il mondo dell’Università

Un percorso universitario, indipendentemente dal corso di studio, ha alti e bassi e aspetti positivi e negativi. Al contrario di ciò che si pensa, occupa la maggior parte del tempo giornaliero e annuale. Una buona parte è influenzata dal metodo di studio, ma a volte sembra una corsa contro il tempo poiché nel frattempo ci sono le lezioni da seguire.

Purtroppo, in questo momento storico dove la pandemia ha causato problemi in ogni ambito, l’Università non è stata quasi mai menzionata. Gli studenti, ma anche i professori, si sono trovati spaesati, senza sapere come organizzarsi.
Le difficoltà sono aumentate con la chiusura delle biblioteche e la didattica a distanza in sostituzione delle lezioni/esami in presenza. Queste scelte per alcuni sono state un vantaggio (chi doveva prendere più di un mezzo pubblico per arrivare in sede) e per altri no, è molto soggettivo.

Indipendentemente dalla pandemia, a volte ad avvilire gli studenti sono le modalità d’esame e l’organizzazione dell’ateneo. Ci sono stati casi in cui in alcune sessioni, le date degli esami combaciavano lo stesso giorno, oppure non si dava la possibilità di appelli straordinari per i fuori corso o per chi ha esami arretrati. Sicuramente gli studenti sono poco ascoltati, anche quando si organizzano manifestazioni o si cerca di far sentire la propria voce, dopo i cambiamenti sono minimi se non inesistenti.

Pro e contro

La prima cosa che si nota e con cui molti studenti si sono dovuti interfacciare, è la capacità di organizzazione. Sei tu a dover organizzare un piano di studio; all’inizio non sarà facile, ma ti aiuterà a responsabilizzarti e capire come gestire la vita in base alle tue necessità. Alcuni lo capiscono subito, altri ci mettono più tempo, d’altronde i programmi universitari sono molto più ampi rispetto a quelli delle superiori. Non si è interrogati ogni giorno, non ci sono compiti a sorpresa, ma avere un professore che gestisce un intero programma è sicuramente più facile.

Il tempo è un’arma a doppio taglio, spesso inganna, sembra che ce ne sia abbastanza da poter fare qualsiasi cosa, poi ci si trova travolti e con enormi libri da studiare a pochi giorni dall’esame. Capita a tutti di non riuscire a ottimizzare i tempi, a volte sembra di essere in un labirinto dal quale non si riesce a uscire, quasi come se lo avessi creato da solo senza rendertene conto. Ma c’è sempre una via d’uscita, soprattutto quando impari a conoscerli questi labirinti.

Molte situazioni dipendono dal carattere della persona, c’è chi riesce a fare molte amicizie e ad avere un gruppo di studio e chi magari non fa conoscenza con nessuno. Dovete fare sempre quello che vi sentite e che vi va di fare. Non mancano episodi di bullismo e violenze, come in qualsiasi contesto civile. Purtroppo queste situazioni non sono causate dall’Università, ma dalle persone. La cosa importante è restare concentrati sul proprio percorso e l’obiettivo di portarlo a termine. Scegliere un indirizzo che piace aiuta molto nello studio e nel conseguimento della laurea. Ascoltate voi stessi.

Sfoghi di studenti universitari

Erica, 20 anni, Lettere Moderne
Se prima l’Università era un modo anche per conoscere gli altri, adesso l’unica cosa a cui penso è laurearmi il prima possibile. Nel primo periodo mi sono bloccata e non ho dato esami da gennaio ad aprile. L’angoscia accompagnava le mie giornate, non sono stata bene fisicamente, ad un appello non risposi perché l’ansia mi attanagliava. Fortunatamente ora sto meglio, ma nessuno mi ridarà quel tempo di vita perso a causa del Covid.

Martina, 21 anni, Lingue
Ho sempre cercato di farmi pesare il meno possibile lo studio. Poiché al liceo ero agitata per le interrogazioni, col tempo ho iniziato a “fregarmene” dei voti, delle ingiustizie e di tutto ciò che potesse influire negativamente sul mio percorso. Pensavo sempre che la vita è bella e non merito di “soffrire” per lo studio, che in fin dei conti è solo una parte della nostra vita. Possono capitare momenti in cui mi sento persa e vorrei abbandonare tutto. Ci dovremmo ricordare che ci sono cose più gravi di una bocciatura, la nostra serenità viene prima di tutto.

Giulia, 25 anni, Beni Culturali
Il secondo anno, a causa del mio datore di lavoro non sono riuscita a terminare gli esami del primo e ho iniziato a soffrire d’ansia. Con la pandemia molti professori se ne sono fregati di noi e ci hanno dato libri in più da studiare, che erano irreperibili. Per la sessione invernale stessi problemi degli anni precedenti: date che non arrivavano e professori che non rispondevano. Mi è passata qualsiasi voglia di studiare ad eccezione di qualche materia, dove i professori sono umani e comprensivi. Trovo qualsiasi scusa per non studiare perché ho paura di farlo per niente, per sentirmi dire che non valgo nulla. Mi sento un numero che per loro non conta niente. Se chiedi di fare l’orale il giorno stesso e non di finire in fondo la lista perché posso prendermi solo un giorno di permesso, a loro non interessa.

Davide, 35 anni, Giurisprudenza 
La laurea al giorno d’oggi penso sia necessaria per aumentare il livello di istruzione, ma non è sufficiente per trovare lavoro, poiché le competenze richieste non te le offre l’apparato scolastico italiano. Si tratta più di una questione sociale il voler prendere una laurea, derivante da una società neoliberista che vuole inculcare nella mente dei giovani i valori del profitto costante e del pensiero unico, senza dare spazio alla libertà di pensiero. Penso che i ragazzi dovrebbero studiare per loro stessi, la loro passione, la voglia di apprendere ed evolversi continuamente. Non siamo dei numeri con un voto, siamo esseri umani. Stiamo cercando di costruirci un futuro.

Lettera per gli universitari

“Sono una studentessa e voglio dire agli studenti di non arrendersi. Non è un periodo facile, ma non ascoltate quella vocina interiore che vi dice che non siete abbastanza o che non vi laureerete mai… deve essere solo un eco. Prima o poi questa voce negativa diventerà impercettibile. Anche questo fa parte del percorso, ma dovete avere più fiducia in voi stessi perché potete superarlo. Non ascoltate chi vi dice che sarete disoccupati, anche se sono i vostri genitori. Chi scredita un percorso per cui si ha una passione, non vi sta rispettando. Non paragonatevi agli altri, ognuno ha i suoi tempi. Non sempre c’è solidarietà tra gli studenti, quindi non permette a nessuno di mettere in dubbio le vostre capacità. I periodi bui passano e passerà anche il tempo dell’Università. Non fatevi rovinare questa esperienza e godetevela, soprattutto se studiate qualcosa che vi appassiona.”