Un Pasolini inedito a Casarsa della Delizia

pasolini

In mostra i suoi lavori giovanili. 19 opere, tra quadri e disegni, per un Pasolini inedito

Leggiamo fiumi e fiumi di parole scritte attorno alla figura ed agli scritti di Pasolini, ma pochi sono i riferimenti al suo amore viscerale per l’arte pittorica.

Passione, quella per la pittura, che segna il suo percorso di studi (fu allievo, negli anni universitari dal 1940/41, di uno dei massimi critici d’arte italiani: Roberto Longhi) e che non abbandonerà mai.

Restaurati e ripuliti dal Laboratorio di Valeria Pedroni di Porcia, con il sostegno della Fondazione Friuli, le opere del Pasolini artista verranno allestite in maniera permanente nella sala dell’Academiuta di legna furlana del Centro Studi

Un risultato frutto di sinergia, passione e lungimiranza, di professionalità del settore artistico/culturale ed enti del territorio friulano.

Il ciclo costituirà il nucleo principale della Pinacoteca, a cui saranno aggiunte opere di artisti friulani con cui Pasolini fu legato da profonda amicizia (Giuseppe Zigaina, Federico De Rocco, Virgilio Tramontin, Anzil e Renzo Tubaro).

Intento questo, ribadito proprio dalla presidente del Centro Studi Pasolini: Flavia Leonarduzzi.

Casarsa, luogo non scelto a caso

Luogo dove riposano le spoglie di Pasolini e che ha dato i natali all’amata madre Susanna Colussi, Casa Colussi oggi sede del Centro Studi.

Le opere, dipinti ad olio e tempera, disegni a china e a tecnica mista, sono il frutto delle “sue uscite per il paese”

Come soleva raccontare suo cugino Nico Naldini:

“Per molti anni lo attraeva l’idea di diventare pittore, unendo magari strettamente l’attività pittorica e quella poetica. Cominciò a dipingere a Casarsa nell’estate del 1941: quadri dipinti a olio e con l’acqua raggia secondo le antiche ricette degli impressionisti. Come un vero vedutista usciva di casa con il cavalletto e la cassetta dei colori legati alla canna della bicicletta e si inoltrava nei campi che circondano il paese”

Tra le opere, ci sono anche: “Giovani con strumenti musicali” e “Pantera e Due giovani“.

Un recupero fortuito presso l’atelier dell’artista e amico Federico De Rocco.

Una grande opportunità dunque, che vede l’Italia e le province ancora una volta al centro del “risveglio culturale” del paese

Notizia, quella data dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia (provincia di Pordenone), che ha anticipato di pochi giorni un’altra “buona notizia”.

Quella che vede Procida decretata Capitale della Cultura 2022.

Segni tangibili da parte delle regioni italiane, che si pongono al centro della fervente discussione sul “tornare a fare arte nei territori provinciali”.

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