Ultima legione: estremismo e violenza

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A L’Aquila è stata individuata una legione di ideologia nazi-fascista

È stato individuato a L’Aquila un terrorismo di matrice fascista, con il nome di Ultima legione. Sicuramente non è di recente formazione, già oggetto di indagini dal 2018. La violenza, per i componenti di tale gruppo, è considerata uno strumento di lotta politica. L’ideologia terrorista in argomento è stata individuata e le investigazioni sono in atto da parte della Digos di Milano, Como, Chieti, Verona, La Spezia, Genova, Pescara, Terni, Macerata, Piacenza, Modena, Vicenza, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza, Venezia. È stato compiuto un blitz dai Carabinieri in un bunker nel quale erano presenti armi di ogni tipo. Da fucili a pistole, fino ad arrivare a calendari, foto di Mussolini e simbolo di rappresentanza: la bandiera tricolore con l’Aquila.

Il reclutamento legionario

L’ideologia e il reclutamento diffusi attraverso un gruppo Telegram -essendo caratterizzato da un sistema di cifratura complessa, hacker o malintenzionati hanno un difficile accesso- di nome “Boia chi molla“. Inoltre il social network russo VKontakte è l’altro canale di recluta; questo sito è noto per la mancanza di censura interna. Attraverso questi gruppi, vengono diffuse immagini (svastiche, armi) e video che incentivano l’utilizzo della violenza. Cambiare le radici dell’Italia capitalizzata dall’instabilità, esaltando il futuro di un intero paese. Sul sito ufficiale è inoltre presente anche un vero e proprio modulo da compilare per aderire alla legione, ed è anche una donazione.

Un terrorismo italiano

Una forma di terrorismo di stampo italiano. La rivoluzione come fondo, con ideologia dittatoriale, non bisogna soccombere, ma passare all’azione. Una repressione contro la Costituzione, denominata una costrizione, mentre la liberazione del venticinque Aprile è vista come l’inizio di una prigionia. Un’associazione con un chiaro programma politico che prevede: sovranità monetaria (libertà economica); riformare la sanità pubblica e privata; la rete come forma di cultura; giustizia e magistratura; fondamento e istruzione; famiglia come patria del cuore. Un mantello che copre la repressione che ne è a capo, la volontà di supremazia e il bisogno di potere. Tutto ciò infatti è intriso nel nome: “legione” che ricordiamo riguardava un’unità militare dell’esercito romano.

Un attacco non andato a buon fine

Nel 2018 tale società si è già fatta sentire, mediante un attacco di matrice terroristica. Il protagonista Luca Traini non è riuscito a concludere un colpo a bordo di un’auto – Alfa Romeo 147 nera- ma ha ferito sei extracomunitari. Sono stati colpiti da un’arma da fuoco, una Glock 17 semiautomatica. L’attacco si è rivelato inutile per la gang terroristica in quanto da uno dei messaggi emerge: “perché non ha eliminato nessuno, avrebbe certamente fatto meglio lasciandoli tutti a terra“. Queste le parole di uno dei componenti.

“Viva il Duce”

Molte sono le foto e i rimandi al duce Benito Mussolini, il quale è rappresentato attraverso articoli e calendari. In suo onore è stato inoltre celebrato il ventotto aprile l’anniversario della sua morte, e la fine quindi di lavoro e libertà. Ma la matrice non riguarda solo il fascismo, comprende anche il nazismo. L’ideologia secondo la quale il popolo ebreo debba essere perseguitato per l’eliminazione del male è al centro di questa concezione. Un partito xenofobo, razzista, contro gli omosessuali; inoltre il coronavirus è visto con sguardo negazionista e complottista. La violenza, l’esaltazione dell’antisemitismo, dei forni crematori, un’iperbole del terrore.

“Le armi si trovano, si trovano. Ho sempre gli anelli alle dita e il manganello dietro ora ho pure un machete”.

Una delle frasi presenti nelle chat

L’ultima legione del terrore

Il fascismo sembrava ormai solo un brutto ricordo, un partito presente solo ideologicamente e negli appositi libri. Sembra invece una realtà nuova, destinata a inquinare le ideologie di uomini, i quali si dicono disposti a rivoluzionare il governo. Una vera follia se si considera che con questi uomini anacronistici, sono presenti molteplici armi, simbolo che dimostra come nella loro ideologia sia presente una vera e propria volontà di insurrezione. Sarà forse una contro-tendenza? Un terrorismo di matrice italiana, disposto evidentemente a instaurare nuovamente una dittatura? Nazi-fascismo alla base, un ritorno agli orrori del secondo conflitto mondiale. Una nuova SS ispirata a un’ideologia basata sulle oscure atrocità di radici hitleriane.  

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.