Tra un finale incerto ed un avvio ambiguo

alla resa con un Conte

Chiacchiere e tabacchere ‘e lignamme ‘o Banco ‘e Napule nun se ‘mpegna

Tra un finale incerto ed un avvio ambiguo: volge al termine un anno terribile; d’altra parte, il detto “anno bisesto anno funesto”, ereditato dagli antichi romani, sembra trovare concreto riscontro.

Inoltre, tra comunicazioni variegate e divulgazioni approssimative, l’uomo della strada è abbastanza stordito e confuso.

Pie persone travestono presunzione con un’inutile umiltà, falsi umili si trastullano con orgoglio. Come siamo straripanti nelle esternazioni e assai meno debordanti nelle meditazioni. Sbaglierò, ma preferisco “livellare”, senza discutere; in entrambi i casi opto per una personale, intima, riflessione.

La situazione era, è e resta assai seria. Sotto molteplici punti di vista. Sembra sempre più evidente il trionfo della superficialità e della pochezza.

Ciò che oggi appare chiaro, domani diventa nebuloso; immediatamente dopo, completamente oscuro.

Risultati ancora attesi, tra un finale incerto ed un avvio ambiguo

Personalmente non mi piacciono i bilanci: mi danno sensazione di “muffa”;
non mi entusiasmano i calcoli: mi danno idea di arida contabilità;
non prediligo le valutazioni: mi danno l’idea delle scelte e le scelte implicano esclusioni.

Preferisco ciò che ho sempre privilegiato: non rinnegare il passato, vivere il presente, guardare al gradisco futuro e, soprattutto, non giudicare mai, se non me stesso. Purtroppo, senza mai assolvermi nel momento decisivo.

Non mi ha ripagato? Pazienza, ma continuo e cerco di fare bene ciò che faccio; forse che ho sempre saputo fare.

Senza mai lamentarmi, sorridendo, anche se amaramente qualche volta, e andando avanti.

Il “Buon Anno”, oggi, è un augurio atteso e previsto meno scontato è, invece, l’auspicio di pensare a colori in momenti di buio. Proviamoci. Io lo ho fatto.

Felice chiusura e migliore apertura. A tutti e, in particolare, auguri a noi.