Tout va très bien, Madame la Marquise

alla resa con un Conte

Giorgio (Matteo) se ne vò jì e ‘o vescovo n’ ‘o vò caccià

Si scrivono pagine nuove, si interpretano scenari lunari, si traducono dichiarazioni criptate.

Il fatto, di contro, sarebbe assai semplice se ci fossero menti attrezzate a comprendere il redde rationem.

Se un documento è stato modificato, rivisitandolo completamente nella struttura e nelle cifre, solo perché è stato fatto osservare – da una “determinata parte” – l’inefficacia dei contenuti, evidentemente qualche problema ci doveva pur essere.

In pratica, alla luce della realtà, si rinvia un ineluttabile evento ai fini di approvare lo scostamento di bilancio da cui, inevitabilmente, dipende il ristoro.

Insomma, da una derapata nacque il “bis” dell’attuale esecutivo e da una sterzata potrebbe prendere la via del tramonto.

Un tramonto che nessuno vuole, un crepuscolo che nessuno sembra accettare.

Un film già visto

Chi obietta vuole il male del Paese; è una situazione già vissuta. Il fatto è che lo spessore era diverso: convincimenti fermi e determinazioni consapevoli.

Oggi non ci capisce dove sta il vulnus, ma di certo le criticità sono evidenti.

La profondità del crollo è profondamente preoccupante; nessuno riesce a focalizzare lo straripante disappunto del Paese.

Siamo bel oltre la frutta, l’identità politica è esautorata, le sinergie esauste.

Certo che rimane assai strano l’accadimento: durante un  Consiglio dei Ministri, i componenti trovano il tempo di esprimersi sui social.

Stampelle cercasi? Intanto la situazione dell’uomo della strada come stava così resta.

Ed ora? Forse si conteranno i “responsabili”, per andare avanti.

Venghino Signori, venghino!

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