Perché i tetti di Parigi sono grigi?

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I grigi tetti di Parigi

Iconici, romantici, simbolici, i tetti parigini (les toits de Paris) contribuiscono a donare a la Ville Lumière quel fascino che la contraddistingue.

Immortalati in film, cartoni (gli Aristogatti), dipinti, sono la cornice e lo specchio della città. Talmente unici da essere stati candidati a patrimonio mondiale dell’Unesco.

Perché i tetti di Parigi sono grigi?

Dalla metà dell’800, la città di Parigi fu oggetto di un piano di ristrutturazione affidato da Napoleone III al barone Haussman; questi distrusse l’assetto medievale della città costruendo nuove strade, più ampie e più facilmente controllabili. Risalgono a questo periodo i celebri boulevards.

Per la costruzione dei tetti si puntò verso l’utilizzo di materiali leggeri, riuscendo così a guadagnare più spazio.
Il sottotetto divenne un luogo ospitale: non più disagiato, ma caratteristico dimora di intellettuali e non solo.
Il materiale utilizzato fu lo zinco, leggero, facile da lavorare, perfezionato grazie ad un nuovo processo di laminazione.

Così i tetti di Parigi si tingono di un connubio tra grigio chiaro ed uno scuro o tendente al verde (a causa della combinazione con l’ardesia, come il tetto dell’Opera). Basta alzare gli occhi al cielo durante una promenade per essere travolti dalla bellezza degli edifici parigini oppure osservare la Ville dai punti più alti della città, come la collina di Montmartre.

I tetti di Parigi come patrimonio dell’Unesco

Era il 2014 quando il sindaco del nono arrondissement propose di riconoscere i tetti di Parigi come Patrimonio dell’umanità. Purtroppo i romantici tetti hanno perso la sfida contro la baguette: sarà quest’ultima infatti ad essere candidata ufficialmente.

La baguette è un prodotto nobile, erroneamente considerato semplice, ma ci vogliono anni, a cominciare dai pochi ingredienti, prima di crearla con successo. É un prodotto che ci riunisce, motivo per cui l’ho scelto (…). Si potrà prendere coscienza che una pratica alimentare facente parte della quotidianità e condivisa dai più in modo spontaneo rappresenta un patrimonio in tutto e per tutto.

Roselyne Bachelot, ministra francese della cultura

Nel 2022 sapremo se la proposta verrà accolta dall’Unesco.

@iovinoveritas

I tetti di Parigi nella cultura di massa

  • Sous les toits de Paris (sotto i tetti di Parigi), film del 1930 di René Clair
  • Les toits de Paris di Paul Cezanne
  • La bohème di Giacomo Puccini

Ampia finestra dalla quale si scorge una distesa di tetti coperti di neve. A sinistra, un camino. Una tavola, un letto, un armadietto, una piccola libreria, quattro sedie, un cavalletto da pittore con una tela sbozzata ed uno sgabello: libri sparsi, molti fasci di carte, due candelieri. Uscio nel mezzo, altro a sinistra. 
(Rodolfo guarda meditabondo fuori della finestra. Marcello lavora al suo quadro: «Il passaggio del Mar Rosso», con le mani intirizzite dal freddo e che egli riscalda alitandovi su di quando in quando, mutando, pel gran gelo, spesso posizione.)

Rodolfo 
(volgendosi un poco) 
Nei cieli bigi 
guardo fumar dai mille 
comignoli Parigi 
(additando il camino senza fuoco) 
e penso a quel poltrone 
di un vecchio caminetto ingannatore 
che vive in ozio come un gran signore.

Dalla bohème di Puccini

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.