Tassare i ricchi per aiutare i poveri, la misura spagnola

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Il governo guidato da Pedro Sanchez e Pablo Iglesias in versione Robin Hood: mini-patrimoniale sopra i 10 milioni e tasse elevate per redditi elevati

Tassare i ricchi per aiutare i poveri: questa la nuova direttiva che arriva dal governo spagnolo formato dal duo PSOE-PODEMOS. La decisione è stata presa a margine dell’incontro che ha visto il governo spagnolo presentare la nuova Legge di Bilancio, con tutte le misure previste per superare la crisi anti-covid.

Che cos’è una patrimoniale?

La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio sia mobile che immobile (denaro, case, azioni, valori preziosi, obbligazioni). Può colpire sia le persone fisiche che quelle giuridiche. Può essere fissa o variabile.

La patrimoniale è, quindi, un provvedimento fiscale di applicazione di un’imposta sul patrimonio di un contribuente.

La patrimoniale è, in altre parole, un’imposta che non grava sui redditi da lavoro, ma sul capitale detenuto (patrimonio) dal contribuente a titolo di beni mobili e immobili, posseduti sia in Italia sia all’estero.

Presenta due tipo di ratio:
la prima, dal punto di vista fiscale, perchè si esige di più dai cosiddetti “ricchi”;
la seconda, dal punto di vista politico, in quanto la sua funzione è quella di redistribuire le ricchezze.

Le misure anti-covid spagnole

La Spagna in sostanza, farà agire questo istituto fiscale in particolare su due fattispecie: aumentando le tasse sui redditi più elevati e sulle aziende che utilizzano schemi dei elusione fiscale particolarmente aggressivi.

Il governo spagnolo intende tassare i ricchi per aiutare i poveri, prevedendo quindi di aumentare del 2% la tassazione sui redditi da lavoro superiori ai 300 mila euro l’anno e di alzare del 3% il prelievo sui redditi da capitale che superano i 200 mila euro. Quest’ultimo provvedimento riguarda un numero molto ridotto di contribuenti, ma ha un alto valore simbolico e politico. Vengono anche ridotte le esenzioni fiscali sui dividendi distribuiti dalle società e sulle plusvalenze che i grandi gruppi incassano dalle loro partecipazioni in società controllate.

Viene così a nascere una mini patrimoniale: un prelievo pari all’1% sui patrimoni che superano i 10 milioni di euro, misura che in ogni caso dovrà ottenere anche il benestare delle varie autonomie locali.

Le dichiarazioni di Pedro Sanchez

Il Primo Ministro spagnolo ha così dichiarato ai microfoni delle tv spagnole quanto segue:

Dopo il duro colpo della pandemia, avremmo potuto cavarcela con dei tagli, oppure scegliere di rilanciare con energia. Il nostro budget prevede un aumento del 10,3% di investimenti in più rispetto ai precedenti, compresi l’anticipo dei 27 miliardi di euro del piano europeo ”

Il piano spagnolo prevede anche un incremento delle spese per istruzione e sanità e un imponente piano di investimenti infrastrutturali. Il nuovo bilancio pubblico contempla anche l’incremento dell’Iva al 21% sulle bevande gassate, una nuova tassa sugli imballaggi in plastica monouso.

C’è da aggiungere che la Spagna sinora ha detto che non ricorrerà ai fondi del Mes. Usufruire di Mes e prestiti del Recovery Fund comporta, in ogni caso, un incremento del debito pubblico.

Conclude Pablo Iglesias, leader di Podemos e Vicepresidente del Consiglio spagnolo:

“Si tratta di fare giustizia fiscale, ora quelli che hanno di più’ pagheranno di più’”.

Uno spunto di riflessione

Se la grande crisi causata dal COVID ha indebolito le fasce della società già altamente messe a dura prova durante i periodi di normalità, così non è stato per la fascia elitaria dei miliardari. Anzi, clamorosamente la quasi totalità dei loro patrimoni ha subito in incredibile incremento.

Per quali ragioni? Capacità di sfruttare le turbolenze dei mercati, una maggiore propensione al rischio che li ha portati ad acquistare azioni mentre i mercati mondiali affondavano e a rivenderle al rialzo compensando rapidamente le perdite. Le ricchezze complessive dei «già miliardari» sono salite a 10.200 miliardi di dollari, (circa 8.677 miliardi di euro), con un aumento del 27,5% tra aprile e luglio 2020, al culmine dell’emergenza coronavirus. La pandemia ha portato più miliardari (2.189 contro i 2.158 del 2017) e più ricchi.

Secondo la ong Oxfam i 2.189 miliardari del mondo detengono il 60% della ricchezza globale, ovvero hanno più soldi di quanti ne possiedono tutti insieme 4,6 miliardi abitanti della Terra

In Italia, il dato è significativo: secondo uno studio diffuso da Ubs e PwC, infatti, alla fine del luglio scorso il numero di miliardari italiani (in dollari) è aumentato a 40 unità (rispetto ai 36 dell’anno scorso). In poche settimane – tra aprile e luglio 2020 – i loro patrimoni hanno compiuto un balzo del 31%, a 165,0 miliardi di dollari.

È presto per dire se altri Paesi europei seguiranno l’esempio spagnolo, ma è prevedibile che il tema di una maggiore equità fiscale nei prossimi mesi sia destinato quantomeno a entrare nel dibattito europeo.

Redistribuzione e tutela da parte di chi ha di più nei confronti di chi ha di meno.

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