Calabria, il Consigliere regionale Domenico Tallini agli arresti domiciliari

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Domenico Tallini agli arresti domiciliari

Domenico Tallini, ex esponente di Forza Italia, è agli arresti domiciliari con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso.

La vicenda nata nel 2013, vede sotto i riflettori i rapporti tra il Consigliere e la ‘Ndrina Grande Aracri, associazione mafiosa che opera nel territorio nel nord della Calabria.
I rapporti con la cosca riguardano la distribuzione di prodotti medici all’ingrosso: il contributo del Consigliere sarebbe stato decisivo nell’autorizzazione della costituzione di una società.

Tallini la nomina contestata

Tallini fu subito contestato dalla maggioranza del parlamento di stampo 5 Stelle. La sua nomina, avvenuta immediatamente dopo la prematura scomparsa di Jole Santelli, non ha quindi mai avuto un vero appoggio dalla maggioranza.
Il motivo delle resistenze, trova le sue motivazioni nel tentativo – da parte di Tallini – di far approvare una legge che consentisse anche ai Consiglieri regionali impossibilitati ad arrivare a fine mandato di percepire il vitalizio.

Le accuse, se dovessero dimostrarsi fondate, darebbero ragione alla maggioranza restia alla sua nomina: non è ciò di cui la Calabria ha bisogno.

L’operazione Farmabusiness e gli arresti

Imprenditori, politici e professionisti sono alcune delle figure interessate nell’operazione Farmabusiness. Sono venticinque indagati e diciannove persone portate all’arresto. Questi sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro.

La situazione in Calabria

Lo scandalo Tallini va ad aggiungersi al ritardo quasi grottesco nella scelta del Commissario della Sanità di cui il principale colpevole è il governo.
La Calabria, dentro questo limbo ormai da giorni, continua a vedersi arrivare notizie tutt’altro che rassicuranti.

Il ritardo sanitario non può e non deve – in questo preciso momento storico – essere motivo di giustificazione per la criminalità. Non lo era in passato e tanto meno lo deve essere in questo momento. Per il bene dei cittadini della regione Calabria e dell’intera dignità nazionale, ci si augura che questa sequenza di scandali e ritardi possa avere una fine imminente.