Afghanistan: studiare significa rischiare la vita

Afghanistan-studiare-significa-rischiare-la-vita

L’Isis mette ancora a rischio la vita degli studenti in Afghanistan

Dallo scorso 2 Novembre, studiare in Afghanistan significa rischiare la vita. Quel giorno l’Università di Kabul, la più grande e antica dell’intero Paese, ha subito un attacco terroristico da parte dell’Isis. L’attentato ha provocato numerosi morti e feriti, le vittime principali sono stati i giovani studenti che prima della strage registravano un numero pari a 22mila, tra femmine e maschi.

La voglia di reagire

Milad Kohistani, è uno degli studenti che quel giorno ha visto morire davanti ai suoi occhi due compagni. Una volta superato lo shock, Milad è tornato nella sua Università e con grande gioia ha scoperto di non essere l’unico a voler reagire a quel terribile attacco. Insieme ad altri compagni, ha creato il gruppo “giovani per l’istruzione resistente”. L’obiettivo era quello di dare un segnale a chi in Afghanistan vuole bloccare il progresso dell’istruzione dei giovani, per rendere le nuove generazioni ignoranti e sottomesse.

Studiare significa rischiare e se sei donna significa morire

Se in Afghanistan studiare significare rischiare, per le donne significa morire o essere rapite. Infatti proprio in quei giorni è apparso un volantino anonimo sulla bacheca dell’Università:

“Prenderemo in ostaggio le studentesse perchè l’istruzione delle donne è contraria alla regola religiosa.”

E’ quasi superfluo specificare che la maggior parte delle ragazze, dopo aver letto il contenuto del volantino, abbia mollato l’Università e di conseguenza l’opportunità di studiare. Risulta ormai evidente l’obiettivo dell’Isis: ridurre al minimo (o addirittura azzerare) il livello d’istruzione del popolo per poterlo sottomettere.

Marzia Sadaat ha deciso di resistere

Marzia Sadaat, è una giovane studentessa nata e cresciuta a Herat, trasferitasi a Kabul per intraprendere gli studi universitari. Ma, nonostante le continue minacce ricevute dall’Isis, ha deciso di resistere. Ha vinto il primo posto come oratrice al concorso di simulazione delle Nazioni Unite, organizzato dall’Istituto Hayle con l’ambasciata americana a Kabul.

“Questo è il risultato del mio duro lavoro ed è un traguardo anche per tutte le altre ragazze. Il premio è per dire non mollate, osate, perchè possiamo avere un futuro.”

Il coraggio di rischiare in Afghanistan

Così come Kabul, tante città sono vittime di continui attacchi da parte dell’Isis e la quantità di gente terrorizzata da questa enorme potenza, è indescrivibile. Ognuno di noi ha il diritto di studiare, di accrescere la propria cultura, ampliare i propri orizzonti e crearsi un futuro.
Troppo spesso le ali dei giovani vengono tarpate ancor prima di spiccare il volo, troppa violenza invade la vita di queste povere famiglie e troppi sogni vengono infranti.

Marzia è diventata un vero e proprio simbolo di tenacia, coraggio e speranza, è uno spiraglio di luce in una giornata piovosa. L’augurio è che questa giovane donna, possa donare coraggio a chi ormai non vede una via d’uscita. Marzia ci insegna ad osare, a credere in un futuro migliore e in noi stessi, perché nulla è impossibile.

error: Il contenuto è protetto da Copyright