Sono felice di essere donna, ma non voglio essere madre

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Le donne e l’istinto materno: la mia vita ha uno scopo, anche se non procreo

Quando una bambina è nei suoi primi anni di vita è assolutamente comune che una delle prime cose che le regalano è un bambolotto.
In commercio ne esistono di ogni genere e molti sono talmente realistici che fanno quasi impressione, piangono, camminano, si ammalano, sbrodolano ecc…
Molto spesso il regalo arriva senza essere richiesto, si dà per scontato che una bambina non possa che amare l’idea di prendersi cura di un figlio immaginario.
È ritenuto lapalissiano che ogni donna nasca fornita di una dose ben radicata di istinto materno che, in quanto futura procreatrice, deve essere coltivato a dovere.

L’istinto materno non è di tutte

Giunti al XXI secolo possiamo però permetterci il lusso di esprimere, a chiare lettere, questa tremenda e sconvolgente verità: non tutte le donne hanno istinto materno. Non tutte le donne desiderano diventare madri.

Negli ultimi anni sono sempre di più le donne che combattono contro un modello precostituito, volto semplicemente a ridurle al ruolo di madri.

I sacrifici dell’essere madre

I motivi per i quali una donna può rifiutare di diventare madre sono molteplici e tutti degni di nota.

In primo luogo occorre ricordare che un figlio è un impegno irreversibile, occupa inevitabilmente tutta la vita.
Divenire madre resta una scelta che condiziona, in maniera imponente, la vita di una persona e non si può tornare indietro.
Anche quando i figli crescono e diventano indipendenti non si finisce mai di essere genitori.
Non terminano le preoccupazioni, il bisogno di aiutarli, il desiderio di farli felici, e di cercare di fare qualsiasi cosa possibile affinché costruiscano una vita serena.

Inoltre non tutte le donne sopportano l’idea di vedere il proprio corpo trasformarsi repentinamente per ospitare una nuova vita.
C’è chi odia l’idea di dover allattare o non vuole andare incontro ai dolori del parto.
Mettere a disposizione il proprio corpo, per un altro essere umano è un sacrificio che una donna sopporta, dandosi forza con il proprio desiderio di divenire madre.
Se un figlio non lo desidero cosa può darmi il coraggio e la pazienza di sopportare trasformazioni e dolore?

Ci sono inoltre donne che sentono di non essere in grado di potersi occupare di un altro essere umano. Che decidono, liberamente, di dedicare la propria vita solo a se stesse.
Scelte che, condivisibili o meno, vanno indubbiamente accettate.

Se sei donna devi amare i bambini

Il problema nasce dall’idea che una persona possa non avere sentimenti di tenerezza nei confronti dei bambini, non amarli e ritenerli un ostacolo per la propria vita; sembra inaccettabile, soprattutto, se si parla di una donna.

Nella logica comune, quando una donna in età adulta, sposata o in convivenza da tanti anni, non diventa madre il primo pensiero che sorge spontaneo è che uno dei due nella coppia non sia fertile.
Ciò avviene perché agli occhi del mondo è molto più concepibile che non si possa, piuttosto che non si voglia.
Una donna che, pur desiderandolo, non riesce ad avere figli è meritevole di compassione.
Al contrario una che può avere figli ma decide di non averli è meritevole di essere giudicata.

Senso di colpa

Quante donne, che hanno esternato di non voler diventare madri, si sono sentite dire di sprecare la propria fertilità perché al mondo ci sono invece tante donne sfortunate che vorrebbero figli, ma non possono averli.

Il primo sentimento che si vuole suscitare, in tutte coloro che sono prive di desiderio materno, è il senso di colpa.
Lo scopo è quello di convincerle del fatto che stanno venendo meno ad un dovere, strettamente collegato all’appartenere al genere femminile. Ragionamento in perfetto stile medioevale.

Fertility day

Scoraggia pensare a quanto sessismo brulichi ancora nella società dei giorni nostri.
Immaginare un uomo che scelga di non avere figli per dedicarsi esclusivamente a se stesso è accettabile. Che possa intraprendere la stessa scelta una donna è inconcepibile.

D’altronde, come potremmo mai sconvolgerci oltre dopo aver assistito al geniale Fertility day tenutosi nel 2016 con lo scopo di “sensibilizzare” sull’importanza della fertilità.
A suo tempo fu scelto il nome “Fertility day” perché se si fosse riempita l’Italia di slogan con scritto: “Se sei donna devi procreare perché altrimenti la tua vita non ha scopo” sarebbe stato decisamente sconveniente, seppur il messaggio fosse lo stesso.
Non dimentichiamo che il nostro paese rispetta chiaramente la libertà di tutti, senza giudicare.

Madri e figli infelici

Purtroppo, sono molte le donne che si sono lasciate convincere a mettere al mondo dei figli, pur non avendoli desiderati.
La conseguenza più ovvia è che questi figli, nella maggior parte dei casi, sono cresciuti con una madre che non li ha mai amati davvero.

A questo punto sorge spontaneo riflettere se è giusto che un bambino nasca senza essere desiderato.
Se è lecito che cresca con una madre che riesce a vederlo solo come un impedimento che ha ostacolato la sua vita.
Bisogna domandarsi per quale motivo è ritenuto accettabile che si metta al mondo un futuro adulto infelice e che, con lui, si dia vita anche ad una nuova madre insoddisfatta di essere tale, purché si soddisfi il binomio inseparabile donna-madre.

La realtà dei fatti è che essere donna ed essere madre sono due concetti ben distinti; non possono e non devono incrociarsi.
Per essere donna non è necessario essere madre.
Per essere madre non è necessario smettere di essere donna.

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