“Malato” di viaggi? Sei un Wanderluster

wanderlust-malattia-del-viaggiatore

Potresti avere la sindrome di Wanderlust.
Ma tranquillo non è un disturbo o una malattia grave.

Desideri continuamente viaggiare? Parli sempre di viaggi? Cerchi ogni giorno le offerte migliori per partire?

La sindrome di Wanderlust

Vediamo meglio qual è il significato di Wanderlust e quali sono i segnali per riconoscere un wanderluster.

Il termine Wanderlust deriva dal tedesco ed è composto da wander: vagabondare, girovagare e lust: ossessione, desiderio.
Si traduce letteralmente come desiderio di viaggiare e in italiano prende il nome di dromomania derivante dal greco dromos (corsa) e mania (ossessione).

Si tratta di un impulso incontrollabile, una necessità che induce a partire per visitare un luogo qualunque del mondo, conoscere persone e culture diverse. Per alcuni è un hobby, una passione, uno svago, per altri può diventare un’ossessione, una fissazione, un modo per sfogare insoddisfazioni personali. 

Il desiderio di viaggiare, infatti, può raggiungere un’intensità tale da generare frustrazione e un senso di malessere fisico e psicologico, qualora non si avesse la possibilità di partire appena se ne avverte il bisogno.
Viaggiare, può provocare assuefazione come una vera e propria dipendenza.
In questo caso, allora, si parla di patologia o meglio di un’ossessione.

Il Wanderlust può riflettere un’intensa voglia di sviluppo di sé attraverso la scoperta dell’ignoto ed esplorando culture e stili di vita sconosciuti.
All’origine vi possono essere motivi legati al proprio vissuto o a eventi personali.
Wanderlust indica il desiderio di andare altrove, di andare oltre il proprio mondo, di cercare qualcos’altro: un desiderio di esotismo, scoperta e viaggio.

E’ molto più, quindi, della comune voglia di andare in vacanza per trascorrere un breve periodo di relax.

Cosa dicono gli studi?

Secondo recenti studi scientifici, la sindrome di Wanderlust (o malattia del viaggiatore) avrebbe basi genetiche e sarebbe collegata a un gene presente nel nostro DNA.
Si tratta di un gene denominato proprio gene di wanderlust: il DRD4-7R. Esso risulta correlato con la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore conosciuto come l’ormone dell’euforia, legato alla sfera del piacere, che regola il livello di curiosità e rende sensibili agli stimoli esterni.

Questo gene sarebbe presente solo nel 20% della popolazione e in particolare in quelle popolazioni che storicamente sono state caratterizzate da movimenti migratori, per esempio l’Africa.

E’ stato dimostrato, infatti, che la maggior parte delle persone affette da questa sindrome sono geograficamente collocate in aree del mondo in cui i viaggi sono sempre stati incoraggiati e gli spostamenti sono più frequenti.
Il gene viaggiatore, quindi, sarebbe più frequente nelle popolazioni girovaghe rispetto a quelle sedentarie.

Secondo il ricercatore David Dobbs della National Geographic, il DRD4-7R è il diretto responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. Il gene del viaggio si riscontra in quelle persone maggiormente propense ad affrontare i rischi, a provare i cibi insoliti, ad avere un maggior numero di relazioni sociali e a sperimentare avventure nuove.

Come riconoscere un Wanderluster?

Un wanderluster o “malato di viaggi”, lo si riconosce innanzitutto per la costante necessità di viaggiare e l’incapacità di restare a lungo nello stesso posto. Egli infatti rifiuta l’idea di “casa”, di stanziare radici e di legare la propria vita ad un luogo. Si sentirebbe in trappola!
E’, invece, a proprio agio in paesi che non conosce, dove sa che non resterà per molto tempo.
Di rientro da un viaggio subentra la nostalgia, la malinconia e il bisogno di ripartire per nuove avventure. Probabilmente, infatti, avrà già programmato il prossimo viaggio.

Un ulteriore sintomo attribuibile a chi soffre del Wanderlust, è legato all’ossessione maniacale di controllare i prezzi dei biglietti per partire.
Si è alla continua ricerca, su siti di viaggi, di voli e offerte per partire quanto prima, contando i giorni che mancano alla partenza.

La meta passa in secondo piano quando si pianifica il viaggio, diventa un semplice pretesto per godersi il puro piacere di viaggiare.
Per un wanderluster non esiste alcun oggetto materiale che potrà mai generare lo stesso benessere; ecco perché tutti i risparmi sono messi da parte per viaggiare.
Si pensa a dove andare piuttosto che cosa comprare.

Le persone con questa sindrome sono iperattivi, creativi, sognatori, non rinunciano alla libertà e non hanno paura dei cambiamenti.
Essi parlano spesso dei luoghi visitati, seguono programmi televisivi o documentari sui viaggi.
Inoltre, odiano la vita sedentaria e soffrono al pensiero di restare fermi mentre fuori c’è un mondo da scoprire.

La soluzione, quindi, è quella di viaggiare il più possibile per potersi sentire veramente felici.

Per concludere…

Sono molte le persone che soffrono della sindrome di Wanderlust, anche se non ne sono a conoscenza.

Se vi riconoscete negli aspetti sopra descritti, potreste essere anche voi dei  wanderluster e avrete, probabilmente, un forte spirito di avventura, una buona propensione ad affrontare rischi e relazioni nuove, a partire da soli.
Secondo la scienza i “malati di viaggi” sono tali perché è scritto nel loro DNA e non esiste cura.

Se possiedi anche tu questo gene, allora, sei nato per viaggiare!

“Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo.”

(Robert Louis Stevenson)
error: Il contenuto è protetto da Copyright