Simonetta Cesaroni – Cronaca di un delitto senza giustizia

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7 Agosto 1990

2° Capitolo

La giornata di Simonetta inizia come un martedì qualunque, forse con un po’ di adrenalina in più perché le ferie si avvicinano.      
La mattina passa regolarmente presso gli uffici della Reli, oltre alle solite incombenze lavorative, deve guardare se in ufficio c’è un libro che spieghi il calcolo per la maturazione delle ferie delle segretarie.  

Dopo aver finito di lavorare va direttamente a casa. Dopo aver pranzato, Simonetta si prepara per andare a lavoro in via Poma. Il padre Claudio, sono circa le 14.45, rientra in casa e consegna a Simonetta un assegno che il giorno dopo dovrà consegnare al suo titolare Salvatore Volponi.   

Simonetta chiede al padre di portare la sua macchina, una FIAT 126 di colore azzurro, dal meccanico per farla controllare in quanto avverte odore di benzina sperando che le venga consegnata in giornata, perché la sera conta di andare a salutare i suoi amici che partono per le ferie.       

Visto il problema della macchina e siccome il padre è appena rientrato, Paola si offre di accompagnare Simonetta alla fermata della metropolitana. Secondo la deposizione del padre le due ragazze escono di casa tra le 15.00 e le 15.10.   

Forse Simonetta dove incontrare qualcuno……

Dalla deposizione dei familiari sappiamo esattamente che vestiti indossa Simonetta quel pomeriggio: un abito acquistato sul catalogo Postalmarket, la cui pagina con la foto esatta del modello verrà allegata agli atti.      

Il completo era composto da un giacchino a maniche corte di colore bianco con passamanerie in contrasto di colore blu e bottoncini dorati, pantalone in maglina elasticizzata di colore blu. Sotto il giacchino indossava un corpetto di colore bianco.

Un abbigliamento elegante, ma formale, in nessun modo eccessivo o provocante. Ai piedi Simonetta indossava calzini bianchi e un comodo paio di scarpe da ginnastica di tela blu.       

Dalla deposizione della madre emerge un fatto alquanto singolare, Simonetta indossa oltre agli indumenti descritti, un anello d’oro, un girocollo d’oro, un braccialetto e orecchini d’oro.

Il fatto è singolare, considerando che Simonetta avrebbe dovuto essere da sola in ufficio e che nei suoi piani c’era il rientro a casa prima di andare a cena con gli amici.

Verso via Poma

Simonetta aspetta la metro alla fermata Subaugusta per poi scendere a quella Lepanto. La logica fa pensare che da qui Simonetta abbia seguito il percorso più breve per arrivare a via Poma. 

Visto il mezzo usato e la distanza, gli inquirenti sono tutti concordi nell’affermare che per compiere il tragitto da Subaugusta a via Poma, Simonetta abbia impiegato, indicativamente 40 minuti.  

Giunta al cancello apre con le chiavi e sale.
Nessuno dichiarerà di averla vista arrivare e salire
L‘orologio presumibilmente segna un orario compreso tra le 16.00 e le 16.15.
E’ la prima volta che Simonetta si trova completamente sola nel grande ufficio di via Poma, dove normalmente ci lavorano diverse persone.   

Non abbiamo modo di sapere cosa abbia fatto Simonetta appena arrivata in ufficio, presumibilmente ha preparato il necessario per finire il lavoro per il quale si trovava li.

Alle 17.15 la signora Luigina Berrettini, secondo quanto testimoniato, riceve a casa una telefonata. Una voce femminile, che riconosce come Simonetta, le chiede chiarimenti per inserire al computer la contabilità della Residenza Universitaria Casa dello Studente di via de Lollis. E’ da tener ben presente che, come da sua deposizione, Luigina Berrettini non ha mai incontrato personalmente Simonetta, ma l’ha solo sentita al telefono al massimo due volte.       
La certezza che sia stata Simonetta al telefono quindi non l’abbiamo.       

Ed è strano, tra l’altro, che Simonetta contatti lei per chiedere informazione sull’inserimento dei dati, e non cerchi il ragioniere Menicocci, suo tutor fino a qualche giorno prima, di cui ha il numero ed è in casa. 
Per logica avrebbe potuto chiamare la Baldi di cui ha anche il numero e sicuramente avrebbe potuto aiutarla. 

Questi elementi e altri che vedremo più avanti, nel corso della narrazione dei fatti, di cui uno molto importante, ci fanno pensare con ragionevolezza, che non fosse Simonetta al telefono con la signora Berrettini


Cercando Simonetta

Sono da poco passate le 17.30 e Claudio Cesaroni porta la 126 di Simonetta dal meccanico. La macchina viene riparata con la sostituzione di un tubicino. Cesaroni resta in officina convinto che Simonetta passi a ritirare l’autovettura.

Sono le 19.40, Simonetta non si vede e non chiama.      
Il meccanico deve chiudere e Claudio Cesaroni torna a casa. Simonetta ancora non c’è, Paola è in giro con il fidanzato.    
Verso le 20.25 la mamma di Simonetta comincia a preoccuparsi per l’assenza della figlia.

Intanto Paola e Antonello rincasano e la signora Anna le chiede di andare incontro alla sorella che non è ancora rientrata.

I due ragazzi, in sella al motorino di Antonello partono subito. Il tempo di arrivare alla fermata Subaugusta e tornare indietro, ma nel tragitto Simonetta non c’è.       
Paola da casa decide di chiamare Volponi, il titolare della Reli, ma l’utenza risulta occupata. Decide di recarsi da lui di persona.       

L’abitazione di Volponi non è distante da casa Cesaroni e Paola sa dove si trova in quanto è stata la stessa Simonetta una mattina ha mostragliela.     
Sono ormai le 21.30 quando a casa Volponi suona il citofono e Paola spiega velocemente perché è li, e aggiunge che prima di recarsi da lui ha provato a telefonargli ma il telefono era sempre occupato.

Volponi si giustifica dicendo che l’apparecchio telefonico è guasto e aggiunge che non ha notizie di Simonetta, anche lui aspettava una sua telefonata alle 18.30 ma non l’ha chiamato. 

Decidono di recarsi presso gli uffici dove Simonetta lavora, ma Volponi dichiara di non conoscere l’indirizzo in quanto è il suo socio Bizzochi a seguire il cliente.  

L’uomo prende l’agenda e chiama il suo amico Caracciolo che potrebbe aiutarli ma scatta il fax. Allora cerca tra i fogli il numero di quella che lui stesso chiama “Associazione”, ma non trova nulla.

Altro particolare strano è che Volponi usa il telefono senza alcun problema, poco prima aveva detto essere guasto!

Manca sempre qualcosa…continua

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