Si può amare da morire, ma morire d’amore? Pure.

La sindrome di Takotsubo: l’infarto da cuore spezzato. La ricerca si sta incentrando sempre di più sul dimostrare l’asse cuore-cervello nella patogenesi della sindrome.

La sindrome di Takotsubo è un tipo di cardiomiopatia non ischemica (ossia non vi sono interruzioni al flusso di sangue diretto al miocardio). Generalmente si tratta di una sofferenza temporanea al cuore, che però mima i sintomi dell’infarto: si ha quindi dolore toracico, dispnea, alterazioni elettrocardiografiche e alterazioni degli enzimi di necrosi. Tutto questo viene scaturito da situazioni molto stressanti o da emozioni molto forti. Per tal motivo viene definita anche sindrome del cuore infranto, sindrome da crepacuore o cardiomiopatia da stress. 

La sindrome venne descritta per la prima volta in Giappone, nel 1991. Tali descrizioni dimostrarono che forti stress o emozioni potevano ripercuotersi sulla salute del miocardio in maniera temporanea.

Da dove nasce il termine Takotsubo?

I ricercatori giapponesi hanno attribuito questo appellativo alla sindrome poiché, dalla risonanza magnetica e dalle immagini ecocardiografiche, si nota come il ventricolo sinistro assuma la forma del tutto simile al cestello utilizzato dai pescatori giapponesi per la cattura dei polpi, definito appunto takotsubo. La parola è composta da due termini: tsubo, che significa cestello e tako, che vuol dire polpo. 

Epidemiologia

Non temete però! Si tratta di un evento abbastanza raro: la sindrome colpisce una persona su 36.000. Su 100 pazienti sottoposti a coronarografia, in seguito a un dolore toracico, solo uno o due sono riconosciuti affetti. La tipologia di pazienti più colpita (circa il 90%) sono le donne, in particolar modo nel periodo della menopausa e della post menopausa (probabilmente dovuto a questioni ormonali). Infatti, la fascia d’età interessata va dai 58 ai 75 anni, mentre solo il 3% dei casi riguarda donne con età inferiore ai 50 anni. Inoltre, la sopravvivenza è piuttosto alta: si aggira attorno al 96%. La percentuale, ovviamente, diminuisce se vi sono dei problemi cardiaci pregressi. Secondo alcune stime, nei paesi occidentali, la sindrome di Takotsubo riguarderebbe soltanto il 2-3% di tutte le persone che manifestano i sintomi di un infarto. 

Prognosi

La prognosi è generalmente buona, se non ottima. Infatti, se non vi sono complicazioni e le cure sono effettuate in modo adeguato, la persona colpita dalla sindrome si riprende totalmente nel giro di un mese. In base alle statistiche, le complicazioni sono molto rare.

Prevenzione e cura

Per prevenire la sindrome del cuore infranto può aiutare molto imparare a gestire lo stress, ad esempio utilizzando tecniche di rilassamento e meditazione (come lo yoga), effettuare un’appropriata attività fisica e coltivare degli hobbies. Invece, per quanto concerne la cura della sindrome di Takotsubo, oltre alla cura farmacologica, ai pazienti che hanno sofferto della sindrome, consigliano di rivolgersi a un esperto, come lo psicoterapeuta, esperto in tecniche di rilassamento e di gestione dello stress, così da sviluppare le capacità necessarie ad affrontare nella maniera più adeguata le situazioni più emotivamente intense e stressanti. 

Evidenze dell’asse cuore-cervello

In uno studio risalente allo scorso anno apparso sull’European Heart Journal, i ricercatori hanno messo in risalto un nuovo aspetto riguardante la patogenesi della sindrome: l’asse cuore-cervello. 

Già in uno studio del 2018, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, il gruppo di ricerca ha confrontato 20 donne affette dalla sindrome di Takotsubo con 30 persone sane. Attraverso delle tecniche di neuroimaging, si è visto che era presente una differenza volumetrica nelle aree dell’amigdala, dell’ippocampo, dell’insula e della corteccia del cingolo. Tutte queste aree appartengono al sistema limbico, tra le cui funzioni rientra anche il controllo delle emozioni. Questi risultati, dunque, hanno corroborato l’ipotesi dell’asse cuore-cervello, e le ricerche sono proseguite in questa direzione.

Nell’ultimo studio, i ricercatori hanno quindi impiegato la risonanza magnetica funzionale per analizzare la connettività cerebrale nei pazienti colpiti in network chiave per la regolazione delle emozioni: il network simpatico, il network parasimpatico e il Default Mode Network (DMN). Su un campione di 15 pazienti affette dalla sindrome di Takotsubo e 39 persone sane sono emerse nuovamente delle differenze statisticamente significative: infatti, è emersa una ipo-connettività dei 3 network analizzati tra le pazienti affette dalla sindrome, la quale dimostra che è presente una minore comunicazione tra i neuroni appartenenti ai differenti network.

Sitografia

https://lamedicinainunoscatto.it/2019/06/sindrome-takotsubo-verso-la-comprensione-dellasse-cuore-cervello/

https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/sindrome-takotsubo.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_tako-tsubo#:~:text=La%20sindrome%20tako%2Dtsubo%20chiamata,acuta%3A%20dolore%20toracico%2C%20dispnea%2C

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