Premier Sanna Marin insultata. Ma per cosa?

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Premier Sanna Marin insultata,
la premier della Finlandia criticata per un abito non consono al suo ruolo. Ma le donne la difendono

Premier Sanna Marin insultata. Siamo quindi alle solite: eccoci in politica, una donna, la premier della Finlandia, è stata criticata pesantemente per una foto con un abito scollato. L’immagine in questione, è comparsa il 9 ottobre sulla rivista Trendi.
Si tratta di Sanna Marin, la prima donna e la più giovane del mondo che, dal 10 dicembre 2019, ricopre il ruolo di primo ministro del suo Paese.  

Giovanebelladonna: ecco in climax i motivi degli insulti ricevuti.
Ma per cosa? La foto in abito scollato, ha generato una valanga di offese sessiste perché “non dovrebbe posare per un magazine con quella scollatura, vista la sua posizione”.  

Premier Sanna Marin insultata: la vera ragione degli insulti alla premier

Questa sarebbe la motivazione apparente, ma sveliamo la verità sotto la menzogna: Sanna Marin non è solo la donna politica di cui si è accennato.
E’ figlia di una coppia formata da due donne, è mamma ed è stata ex commessa di un negozio. Insomma, è l’esempio perfetto di una scalata sociale fatta con sacrificio. Lei stessa ha risposto così su Twitter, dopo le accuse sessiste del politico estone Mart Helme: 

“Qui una bambina di una famiglia povera può avere un’istruzione ed ottenere molte cose nella vita. La cassiera di un negozio può diventare primo ministro” 

E lo sappiamo, se sei donna devi lavorare il triplo e dopo essere diventata premier, ti becchi anche gli insulti, perché dovresti vestirti in base al ruolo che ricopri.  

Di pregiudizi su outfit “fuori luogo” se n’è già parlato

Ma Sanna Marin non è mica l’unica vittima di pregiudizi per un outfit “fuori luogo”: anche la ragazza turista a Parigi, lo scorso 10 settembre, per poter visitare il museo d’Orsay, ha dovuto coprirsi il décolleté con una giacca.
E perché? “Perché chi è interessato alla cultura e vuole visitare un museo, non si veste in quel modo“.
Con imbarazzo, la ragazza si è pure coperta per entrare, ma dopo si è confrontata con tutto il mondo con un post su Twitter, che nel giro di pochissimo tempo è diventato virale, tanto che la direzione del museo le ha inviato le sue scuse. 

Un esercito di donne a difendere Sanna

La stessa cosa è successa alla premier e qui a difenderla è arrivato un esercito di donne che, con l’hashtag #iamwithSanna, ha sovrastato di gran lunga le voci negative sul suo conto. Questa è la dimostrazione più concreta di quanto la solidarietà femminile possa essere potente.
Seppur se ne sente parlare di rado, le donne che si difendono e si supportano rappresentano un gesto di altruismo disinteressato, perché significa mettersi nei panni di una donna insultata, anche quando la vicenda non ci riguarda per niente. La potenza di questa sorellanza si nota dai suoi effetti proprio nel caso di Sanna Marin: l’hashtag è arrivato perfino qui in Italia e abbiamo ritwittato #iostoconSanna, sulle bacheche dei nostri social media. 

E per chi crede che un eccessivo femminismo possa appannare la vista nel giudicare oggettivamente situazioni così assurde, io rispondo che agli uomini non sarebbe capitato. Anzi, a loro proprio non capita mai.
Hanno posato a torso nudo? È la loro vita privata, cosa c’entra con la loro professione! 

E allora perché sforzarsi di trovare una logica in un sistema che proprio non ne ha? 

Siamo nel 2020, che “l’abito non fa il monaco” dovremmo già saperlo bene tutti. Eppure quando si tratta di donne, si torna sempre al Medioevo.
E poiché l’unica arma più letale rimane sempre la parola, allora non smettiamo mai di parlarne, di discuterne, di contestare le logiche illogiche, di difendere una qualsiasi donna attaccata dalla superficialità dei pregiudizi.
Perché è vero quando si dice che la storia di una è la storia di tutte

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