37 anni dall’attentato Rocco Chinnici

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Rocco Chinnici 37 anni dopo,

a Palermo l’omaggio all’ideatore del pool

37 anni dall’attentato a Rocco Chinnici: infatti, trentasette anni fa, la strage che nel 1983 provocò la morte del giudice Rocco Chinnici, capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, di due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi.

Alle 9.30 è avvenuta la deposizione di corone di fiori in via Pipitone Federico, davanti al civico 59; subito dopo, sempre a Palermo, la messa in ricordo delle vittime della strage presso la Chiesa di San Michele Arcangelo. Alle 11.30 a Misilmeri, in piazza Rocco Chinnici, e alle ore 19 a Partanna, in piazza Umberto I, deposte corone di fiori.

Le sue origini

Rocco Chinnici non è stato vittima soltanto della mafia militare, è stato la vittima di un sistema di potere composto da pezzi importanti della classe dirigente che hanno visto nel suo lavoro un’attività pericolosa e destabilizzante”.

Rocco Chinnici nacque a Misilmeri il 19 gennaio del 1925; entrato in magistratura nel 1952, dopo un lungo periodo di permanenza a Partanna come pretore, nell’aprile del 1966, a Palermo, è nominato giudice dell’ottava sezione dell’Ufficio Istruzione del Tribunale; dai primi anni Settanta iniziò a occuparsi di delicati processi di mafia.

Nel 1975 divenne consigliere istruttore aggiunto, mentre quattro anni dopo (nel 1979) consigliere istruttore, proprio negli anni in cui la mafia sferrava un terribile attacco allo Stato.

I fatti dell’attentato: 37 anni dall’attentato Rocco Chinnici

Chinnici ebbe allora un’intuizione che fece di lui un magistrato particolarmente moderno: progetta e crea, nel suo ufficio, un gruppo di lavoro, una scelta per allora rivoluzionaria e non ancora supportata da un apposito sostegno legislativo, dando forma a quello che sarà poi definito Pool Antimafia.

Accanto a sé, Chinnici chiamò due giovani magistrati:

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed è proprio con loro che mise in cantiere i primi atti d’indagine (come ricordiamo a 37 anni dall’attentato a Rocco Chinnici), di quelli che si caratterizzeranno come i più importanti processi di mafia degli anni Ottanta.

L’attività del Giudice Chinnici non si esaurì all’interno delle aule giudiziarie: fu un magistrato impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni rivolgendosi, particolarmente, alle giovani generazioni.
Rocco Chinnici fu ucciso il 29 luglio del 1983 all’età di cinquantotto anni, con il primo attentato che utilizza la tecnica dell’esplosivo comandato a distanza.

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