Storie di Revenge porn: l’insegnante torinese, vittima licenziata

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È difficile essere donna nel 2020, specie se sei un’insegnante e fai sesso

Revenge porn. È difficile essere donna nel 2020, è difficile se ami fare sesso e se allo stesso tempo sei un’insegnante e abiti in un paese che si scandalizza per molto poco e per le cose sbagliate.

La vicenda

A Torino una maestra è stata licenziata perché alcune sue foto hard, sono circolate sui social, diffuse illegalmente dall’ex fidanzato.
La vicenda ha avuto un riverbero enorme e la direttrice dell’istituto torinese ha deciso di licenziare di punto in bianco la docente.

Una volta succede che ti svegli e la tua vita sessuale, privata, viene divulgata. Smerciata sui social, come roba di tutti, riprodotta per immagini e completamente svilita. La vita di una persona distrutta in qualche battuta su whatsapp.

È reato: si chiama revenge porn

Però nessuno lo sa e neanche interessa saperlo, perché quello che è veramente importante della storia, è che una donna fa sesso.
Non che abbia gli anni che ha, che sia una insegnante capace, che arrivi prima a lavoro, ma che abbia impulsi sessuali e li appaghi come un uomo, in una società fatta a misura di uomo. Proprio piccola, fallocentrica, cattiva e senza niente da dire, immiserita dalle sentenze ipocrite della gente.
Però in una società a misura di uomo, ci sono anche le donne e fa riflettere perché diventano pure loro il problema di altre donne. È un tutti contro tutti, secondo le logiche di Hobbes e non c’è via di uscita. Tutto calato in un senso soffocante di omologazione del giudizio, estemporaneo, anacronistico, della donna non gaudente, perché se davvero gaudente, c’è solo da additare.

Una società piccola e patriarcale

Nel 2020, ancora emergono strascichi di una forma mentis patriarcale e maschilista e non c’è modo di estirparla o di ritrattarla, riformularla secondo parametri nuovi. È quello e basta. Va bene barricarsi dietro opinioni a sproposito, fingere che i problemi non ci siano, partorire pensieri prima ancora di poterli pensare veramente e fare il contrario di quello per cui si manda alla gogna qualcun altro.

Un giorno gli alunni di quell’insegnante…

Che andava presto a lavoro non si ricorderanno, ma si ricorderanno che lei è stata licenziata.
Non capiranno che quel licenziamento è stato ingiusto, illegale e figlio di un compromesso meschino. Si ricorderanno solo del perché ed ingenuamente, perché così è stato dimostrato dai fatti, penseranno che era l’unica cosa da fare. Quando l’unica cosa da fare, era parlare di Revenge porn e della donna nel 2020.

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