Poetry slam: la poesia conquista le stazioni

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Quando si parla di poesia, si immagina qualcosa di etereo. Parole in rima baciata. Leggere come piume.
Ma la poesia non esiste. Almeno non in questa forma.
Qualche volta cruda, dolorosa, scomoda. La poesia è vita vissuta, reale.
Per tre mesi a partire dall’8 febbraio 2021, essa si impossesserà di uno degli spazi di vita più frequentati in assoluto: le stazioni dei mezzi di trasporto pubblico.
Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione fra il collettivo artistico Caspar – Campania Slam Poetry e Videometrò News Network, l’emittente televisiva della Metropolitana della Regione Campania.

Alle origini del Poetry Slam

“Perché qualsiasi cosa così eccessiva è lontana dallo scopo della recitazione, il cui fine (…) era ed è di reggere lo specchio alla natura”

William Shakespeare

Così decanta William Shakespeare nel terzo atto dell’opera La tragedia di Amleto, principe di Danimarca.

Lo scopo della recitazione, nonché della poesia, è di rappresentare la realtà. Il poetry slam si fa portatore di questa unione fra realtà, scrittura ed interpretazione.
Il collettivo Caspar, nato nel 2017 da un gruppo di giovani artisti campani, ha contribuito alla sua diffusione organizzando numerosi incontri sul territorio.

Ma cos’è il poetry slam? È una competizione dove vari artisti si sfidano recitando i versi delle proprie poesie al cospetto di un pubblico, all’interno del quale vengono individuati a sorte cinque giurati.
Ha un’origine urbana, popolare e tutt’oggi continua ad avere queste caratteristiche. Nasce per le strade di Chicago negli anni ’80. Si diffonde fuori dai teatri, fuori dai luoghi formali e patinati dell’arte.
Persino in quest’anno complicato, esso si è spesso reinventato con sessioni online.

Poetry slam è sinonimo di convivialità ed apertura. Chi ha avuto l’occasione di prendere parte ad uno di questi eventi organizzati dal collettivo Caspar ricorderà non solo il piacere ed il brivido dell’esibizione, ma anche la serenità e la leggerezza con cui si beve un bicchiere o si parla con chiunque di qualsiasi argomento.
È un’esperienza da provare: parola di chi l’ha già fatto.

Poesia pendolare: l’iniziativa

Con queste premesse, il Caspar- Campania Slam Poetry non può che impegnarsi in progetti originali.

Dal mese di febbraio al mese di maggio 2021, l’interpretazione delle poesie di undici artisti autoctoni accompagnerà i pendolari dei mezzi di trasporto su ferro della città di Napoli. I monitor installati dal canale Videometrò News Network proporranno ognuna delle undici poesie per un’intera settimana.
I testi tratteranno gli argomenti più disparati, spesso delicati e dalla forte rilevanza sociale. Si va dalla donazione di organi – tema che ha inaugurato l’iniziativa e che verrà trasmesso sino al 14 febbraio – agli abusi sessuali per finire alle innumerevoli sfaccettature dell’amore.

L’iniziativa, in cantiere già dal 2019, è un tentativo di oltrepassare la corazza dell’uomo contemporaneo. Sovraccaricato di stimoli, spesso così impegnato a correre da un capo all’altro del proprio mondo da dimenticare cosa voglia dire fermarsi ad ascoltare. Sembra non esserci più spazio né tempo per l’espressione artistica.
Eppure, cosa può far breccia nell’insofferenza della vita quotidiana se non l’arte?
La poesia si lancia dunque alla riconquista della società. Le stazioni sono un perfetto punto di partenza.

È doveroso, in ultimo, ricordare gli artisti che hanno preso parte a questo progetto: Alessandro Bruno, Maria Pia Dell’Omo, Antonio Di Lorenzo, Milena Di Rubbo, “Dopamina”, Andrea Doro, Stella Iasiello, Claudio Lamberti, Alfredo Martinelli, Massimiliano Mazzei e Fabio Napodano.

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