“Proprio a me”: il nuovo podcast di Selvaggia Lucarelli

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La storia di un amore tossico e di una dipendenza affettiva che può far paura (a tutti)

Proprio a me: è il nuovo podcast di Selvaggia Lucarelli, presente sulla piattaforma digitale Spotify dal 23 marzo.
Il titolo non è casuale. Ripercorre, attraverso l’impiego del format a voce, alcune tappe significative di una storia d’amore vissuta dalla conduttrice. Ora, in realtà, è evidente fin dall’esordio, confezionato in un trailer di una manciata di minuti ad hoc, che la storia della Lucarelli d’amore ha ben poco. O si fonda su una percezione dell’amore abbastanza idealizzato e mono direzionale.

Come nasce un “amore” tossico?

Quella della Lucarelli resta una vicenda personale in cui la giornalista si racconta come una persona fragile, in balìa di una storia particolarmente tormentata e di una dipendenza affettiva non gestibile. Perché succede. Un giorno si incontra una persona e sembra andare tutto per il verso giusto. Nel primo spezzone di podcast, la stessa Lucarelli racconta di come le cose inspiegabilmente funzionassero all’inizio. Di come ci si sentisse bene e di come esista una tendenza, rovinosa e molto consueta, a idealizzare l’altro. Così capace, prestante, compatibile. Funziona. Si diventa un pochino meno rigidi, le mancanze sono un po’ meno marcate ed in fondo è una bella sensazione. Il problema sta nel non equilibrio delle parti. Quando uno è “avanti”, più stimato, meno coinvolto e meno fuori da sé (che è la base imprescindibile di un qualsiasi legame sociale). L’altro “dietro”, arrancante emotivamente, difettoso (o per lo meno così ci si sente). L’amore è complesso, ma si fonda su un equilibrio, un tacito accordo di perfetta parità. E se viene meno questa sorta di coerenza chimica, sociale, relazionale, è evidente che si finisce in situazioni non piacevoli dove uno soffre e l’altro ci gongola pure. Non è una cosa premeditata, non è essere cattivi, è il naturale corso degli eventi quando c’è una discrepanza enorme tra i chiamati in causa.

…e come si fa poi?

Non è facile sottrarsi ad una forma di dipendenza affettiva perché ci sono di mezzo le emozioni o strascichi di emozioni passate, magari forti, ma poi venute meno. Ci si impantana in una proiezione di come le cose dovrebbero essere, ma mai di come sono. Per questo non si può ridurre tutto a “semplici cottarelle passeggere”; né si può sminuire la tossicità di alcuni rapporti. In questo, il podcast della Lucarelli è molto centrato. Lei non solo vuole parlare della sua storia; vuole proprio lanciare dei messaggi circa persone, ma poi tutti, che da innamorate passano a essere vittime per una cattiva gestione delle situazioni. Non a caso, uno dei mezzi comunicativi più efficienti è la testimonianza, specie di una crisi poi fortunatamente superata. Questo in sostanza dice il podcast di Selvaggia Lucarelli

PhotoCredits: choramedia.com

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