Per poter “stabilire” è necessario aver saputo bene “ubbidire”

pincopallo

Quando la tracotanza travalica ogni buon senso e l’ineducazione viene spacciata per timidezza

Siamo ormai impossibilitati a parlarci. Oggi il solo apparire è talmente assordante che è davvero incredibile come non ci sentiamo gli uni con gli altri. E insistiamo. autoconvincendoci di essere superiori; in realtà riusciamo solo a suscitare esclusivamente pochezza.

È sempre più raro ascoltare gente che parla dopo aver messo in azione il cervello; saranno i cervelli ad avere problemi o chi apre la bocca a non aver sufficiente intelletto? Forse assai più elementare è la spiegazione: la tracotanza non ha più confini e il sentirsi superiore è ormai sinonimo di assoluta e infinita autostima. Insomma, orgasmo da potere. Mi chiedo: addò so appojano?

Leggo di indignazioni che pervadono personaggi e personaggini di svariati settori e leggo di improvvisati politici che denotano gravi mancanze strutturali circa la formazione. Mi piacerebbe conoscere il parere di costoro sulla situazione attuale, al di là di slogan e frasi fatte. Oggi è opinione comune che ormai le ideologie non animano più la storia, ma che la storia stessa è sollecitata da situazioni assai diverse, come ad esempio i mercati o le mode. Io credo che agli inizi degli anni Novanta ci siamo sentiti appagati e abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo pensato, erroneamente, che quel passaggio storico fosse Panacea, o uno dei suoi fratelli. Insomma, gli indignati non offrono uno straccio di proposta e i farmaci indicati dalla classe politica non mi pare ispirino molta fiducia. New Deal (Nuovo Patto) o qualcosa del genere. Sarebbero, forse, tollerati anche i commissari politici, ma non commissariare la politica; oppure un’azione di ridistribuzione delle ricchezze (intese come risorse). Qualcosa, si faccia qualcosa. Si proponga qualcosa. Del “May – Day May – Day” mi pare di averne piene le tasche.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.