La paura di fallire

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I ragazzi coi pensieri

I ragazzi sono strani: ridono, scherzano, gioiscono e tutto sembra sempre andare per il verso giusto. Tutto sembra andare bene, almeno fino alla sera, fino al momento in cui nel letto di notte, chiudono gli occhi ed iniziano a pensare, prima di addormentarsi. Perché i ragazzi sono così: durante la giornata cercano di distrarsi e pensare ad altro, ma quando arriva la sera, quando sono soli, fanno i conti con se stessi. E sono molte le paure, i dubbi, i pensieri e fra questo uno in particolare: la paura di fallire.

Ed è per questo che ho deciso di chiedere ad Angela Papi coach (e non solo), qualcosa in merito.

La paura di fallire: l’intervista ad Angela Papi

Angela Papi: divulgatrice, coach e scrittrice; cose non da poco, data la giovane età. Ma nel dettaglio, cos’è il coaching?

Il coaching, è un metodo con cui tecnicamente si rimuovono le interferenze per far sì che la persona esprima al meglio chi vuole e chi decide di essere. E’ come fare un’attività di pulizia da erbacce velenose, così che il proprio giardino possa fiorire e prosperare come si deve.

TikTok ha dato una grande svolta alla tua vita, tutti hanno iniziato a riempirti di domande, ma l’argomento su cui vorrei concentrarmi oggi è appunto la paura di fallire. Pensi che la paura del fallimento, faccia (anche se inconsciamente) parte di ognuno di noi?

TikTok è stato un successo inaspettato, soprattutto perché quando mi ci sono iscritta, non sapevo nemmeno come funzionasse. Ma poi, un giorno ho iniziato a parlare di ansia, paure, autostima e si è smosso il mondo.
La paura di fallire si, fa parte dell’uomo, a nessuno piace non riuscire nei propri intenti, ma secondo me è molto sopravvalutata. Spesso, a bloccare le persone, è una paura che in tanti non pensano nemmeno di avere, ovvero la paura del successo. Si tratta della paura di abbandonare una vecchia immagine di sé, quella in cui ormai siamo abituati a riconoscerci e da cui ci distacchiamo con fatica, anche se in vista di qualcosa di “oggettivamente” migliore.

Pensi che ci sia davvero un modo per potersi sentire pienamente soddisfatti di se stessi?

C’è sicuramente un modo per provare apprezzamento profondo per quello che facciamo, ma la soddisfazione completa e definitiva non credo esista; per fortuna. E dico per fortuna perché se esistesse, ad un certo punto verrebbe a mancare la tensione necessaria per evolversi e prospere.

Non raggiungere un obiettivo è per alcuni motivo per riprovare e fare meglio, per altri invece di abbattersi e voltare pagina. Attraverso un percorso di coaching, può cambiare il proprio modo di reagire?

Assolutamente si. Quello di cui parli nella domanda, tecnicamente si chiama mindset; ovvero il modo in cui la nostra mente è settata e attraverso cui reagisce a stimoli esterni. Spesso queste risposte ci sembrano automatiche, come quando schiacciamo un interruttore e la luce si accende, ma non è così. Il coaching ci insegna a riprendere controllo sulle risposte che diamo al mondo esterno sviluppando il mindest più utile per noi, come ad esempio: grinta, focus, determinazione, che, a differenza di quanto si pensi, non sono doti innate.

E adesso, momento sincerità: nella tua vita privata, segui davvero tutti i consigli che cerchi di dare agli altri?

Un anno fa ti avrei risposto: “in parte!”. Adesso invece ti dico: “sì, sì e ancora sì”. Il mio obiettivo nel 2020, è stato quello di fare divulgazione solo su ciò in cui credo profondamente e che soprattutto applico nella mia vita; e nel lavoro con gli altri. Qualche settimana fa, ho parlato sui social del fatto che fosse ok sentirsi tristi e per l’appunto qualche giorno dopo, ho avuto una questione delicata da affrontare che mi ha impedito di essere solare come le persone sono abituate a vedermi. Ci ho messo la faccia e ho detto: “sto male”. Non sono più disposta a farmi tramite di idee che non vivo pienamente, né mai lo farò.

Ultima domanda, ma non per importanza: se avessi un figlio, quale sarebbe la cosa che vorresti che lui capisse più di tutte?

Che domanda! Gli passerei la capacità di mettere in dubbio qualsiasi cosa gli venga trasmessa (anche i miei insegnamenti). Si pensa spesso che la sicurezza sia la chiave per crescere ed è per questo che la gente ispira ad averne sempre tanta. Io invece, piuttosto vorrei promuovere la bellezza del dubbio, perché è proprio attraverso l’incertezza che siamo portati a muoverci per scoprire ed è proprio in quel momento che di solito cresciamo. Gli insegnerei a mettere in discussione ciò che viene presentato come verità assoluta. Diventerebbe un bel rompiscatole, ma ne varrebbe la pena.

Qualcosa in più su Angela Papi

Mi sento fortunata a seguire su Instagram Angela Papi. Sembra quasi sapere sempre come mi sento ed è grazie alle sue parole che ho iniziato a capire che le nostre debolezze, sono in realtà il nostro punto forte. Ed è per questo che vi lascio qui la sua pagina Instagram e il suo sito.

Photocredit:@angelapapi