Yandere: il partner ideale o un incubo?

Yandere

Partner Yandere tra amore ed ossessione, ma fino a che limite?

Per chi non lo sapesse, il termine Yandere ha origini giapponesi. Ma cosa significa esattamente? Nasce dall’unione delle parole yanderu e deredere. Significano rispettivamente e letteralmente, “malato” e “innamorato”. Pertanto con yandere indichiamo una persona “malata d’amore” che all’inizio potrà sembrare premurosa e dolce, ma successivamente, rivelerà un’eccessiva gelosia ed ossessione nei confronti del partner. Di solito viene attribuito a una persona di genere femminile, ma ultimamente si sta usando in generale (anche al genere maschile) per indicare questo stereotipo di partner.

Il gioco

La diffusione del termine è dovuta anche grazie al gioco stealth “yandere simulator”. Il personaggio principale è una studentessa liceale innamorata di un ragazzo. Per gelosia, deve eliminare tutte le ragazze che potrebbero essere interessate al ragazzo che ama, ma mantenendo sempre l’immagine di una persona innocua. La ragazza è troppo timida per confessare i suoi sentimenti al ragazzo, ma non riesce nemmeno a immaginarlo con altre. Arriverà ad assumere atteggiamenti violenti pur di sabotare la sua vita amorosa.

Ogni settimana, una nuova ragazza si innamorerà del ragazzo e potrà essere eliminata massimo in 5 giorni. Se non riuscirà a ucciderla in tempo, confesserà il suo amore e fidanzandosi sarà un Game Over.
Si può perdere anche nel caso in cui la ragazza è espulsa, arrestata oppure ottiene una brutta reputazione.

Le rivali possono essere eliminate con metodi letali (avvelenamento o folgorazione) oppure non letali (rapimento o facendo innamorare la ragazza di un altro ragazzo).

Il gioco è al momento in sviluppo e una build demo è disponibile nel blog e nel sito dello sviluppatore.

La yandere reale: il caso avvenuto in Giappone

In Italia se ne è parlato poco, ma un caso particolare è avvenuto in Giappone e sembra quasi la trama di un videogioco o di un anime. Una ragazza giapponese (Yuka Takaoka, nata nel 1998) chiama la polizia di Tokyo dopo aver accoltellato con un coltello da cucina il ragazzo di 20 anni.
Gli agenti di polizia sono rimasti abbastanza scioccati dalla disinvoltura della ragazza che li stava aspettando nell’atrio del palazzo macchiata di sangue.
Non si sa con esattezza se fosse il fidanzato o un amico di cui era innamorata. Fortunatamente, il ragazzo sembra non aver riportato ferite mortali.

La ragazza ha dichiarato di aver avuto l’intenzione di ucciderlo, vederlo morire per suicidarsi subito dopo. Inoltre si è giustificata spiegando che a causa dell’amore che provava, l’unica soluzione per un’unione eterna sarebbe stata la morte. Durante un interrogatorio, sono state riportate testuali parole:

“Credevo che frasi come «mi piaci» e «vorrei essere con te» sarebbero diventate realtà se fossimo morti entrambi. Dopo che l’ho accoltellato, mi ha detto che gli piacevo”.

In Giappone adottano ancora la pena di morte. Nel caso in cui la vittima muoia, si arriva a questa condanna. Se invece la vittima sopravvive, le accuse sono di tentato omicidio e si avrà una pena detentiva con supporto psicologico prima, dopo e durante il processo.

Quello che preoccupa non è tanto il caso, quanto la reazione scatenata sul web. La ragazza è abbastanza attiva sui social, soprattutto su Instagram e presenta il tipico stile da ragazza manga. Se da una parte c’è chi critica il suo operato, dall’altro c’è anche chi la sta idolatrando. Si è arrivati al punto da identificarla come la ”yandere reale” e si possono trovare pagine fandom, fan art e community dedicate a lei.

Il limite che esiste tra il mondo irreale e reale

Le ragazze yandere stanno diventando popolari come personaggi di videogiochi e anime. Esempi di personaggi anime sono Yuno Gasai di Mirai Nikki, oppure Sakura Matō, eroina di Fate/stay night. Ma proprio per questo è necessario che si tenga bene a mente che il mondo reale è diverso.

Molti adolescenti stanno idolatrando questo stereotipo, dimenticandosi che questi atteggiamenti sono causa di una instabilità mentale che può portare situazioni pericolose individuali e sociali. Non è sano pensare di voler un partner yandere. Si tratta di persone che diventano ossessive nei vostri confronti, mettendo a rischio la vostra salute o degli altri. Non è un amore sano, anzi è davvero grave e pericoloso, non può essere sottovalutato o reso bramoso.
Nella nostra generazione i mezzi d’intrattenimento sono molteplici e ciò ci rende difficilmente impressionabili. Infatti, le trame di giochi, film, anime spesso sono situazioni che assomigliano alla realtà, ma che presentano elementi irreali. Va bene cercare di sfogare sentimenti repressi con giochi e la visione di film, va bene avere un personaggio preferito, ma ricordate che nella realtà le cose funzionano diversamente.

Spesso per provare un minimo di emozioni, tendiamo a voler riportare nella realtà cose che appartengono al mondo virtuale. Bisogna stare attenti al limite che intercorre tra i due mondi, per il bene nostro e di chi ci sta attorno.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.