Olio di CBD illegale in Italia: nuova legge

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Dichiarato illegale l’olio di CBD in Italia

Da oggi, 30 Ottobre 2020 in Italia, l’olio di CBD sarà reso illegale.
Il ministro della salute Roberto Speranza, ha classificato come stupefacente l’olio di CBD. Pertanto, non potrà essere in commercio.

Al momento, poichè una quantità di THC è presente nel CBD, si considera come limite lo 0,6% per non avere effetti collaterali.

Differenze tra CBD e THC

Il THC è una sostanza psicoattiva che altera la mente.

Il CBD è un cannabinoide non psicoattivo, che si lega ai recettori CB2 nelle cellule T del sistema immunitario ed è presente nella canapa.
I benefici del CBD sono molteplici:

  • riduce gli spasmi muscolari (per l’epilessia)
  • ha effetti antiepilettici, antispasmodici e anticonvulsivanti
  • proprietà antinfiammatorie (per esempio si può usare per i dolori muscolari, ci sono molte creme che hanno come ingrediente la canapa)
  • effetti calmanti e antipsicotici (utile per il disturbo ossessivo compulsivo)
  • contrasta forme di ansia, depressione, stress e insonnia
  • stimola l’appetito e riduce il senso di nausea
  • può essere usata per diminuire gli effetti collaterali della chemioterapia.

Comunque potrebbero esserci effetti collaterali (sonnolenza), infatti per prevenirli si consiglia di usare massimo 300mg e non oltre.

Perché l’Italia ha reso illegale l’olio di CBD?

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i prodotti a base di CBD non dovrebbero essere inseriti nelle tabelle di medicinali con stupefacenti, ma il ministro della salute ha comunque deciso di rendere illegale l’olio di cannabinoide.
A quanto pare, la questione della legalizzazione sembra sempre più utopica.

Questa decisione, comporterà delle conseguenze nella Green economy, un settore dell’economia composto da 15mila operatori che si dedicano alla coltivazione della canapa, colpendo anche l’occupazione giovanile che comprende l’80%.

In questo modo, si sottrae il mercato dalle aziende italiane per inserirlo nelle case farmaceutiche.

CBD, nuova legge e M5G: intervista

Il 20 Agosto 2014, è nata la pagina Instagram “Movimento 5 grammi” e ad oggi ha circa 259mila followers. Principalmente è a sfondo comico, con meme sulla cannabis, ma i ragazzi hanno molti progetti in riservo.
Come mai questo nome?

In quel periodo il Movimento 5 stelle aveva ottenuto molti consensi, così abbiamo avuto l’idea di creare una pagina divertente prendendo spunto dal loro nome, ma mentirei se ti dicessi che ci aspettavamo questo riscontro…

Durante il periodo di quarantena, i ragazzi della pagina hanno preso l’iniziativa di collaborare e mettere in commercio i prodotti di Crystal Weed (producono, confezionano e spediscono cannabis light, solo online, ma legalmente). I prodotti hanno avuto un ottimo riscontro e durante il periodo di lockdown c’è stata una gran richiesta.
In futuro, c’è l’intenzione di avere anche negozi fisici, per il momento hanno da poco aperto un canale Twitch.

Come vi gestirete dopo la nuova legge?

“Non ci siamo meravigliati della nuova legge, lo Stato preferisce le lobby farmaceutiche, dovremmo prendere esempio dalla Spagna e dai Cannabis Social Club.”

Secondo voi è un bene o un male rendere legale il CBD?

“Sicuramente è un bene, ci sono molti benefici. Speriamo che lo Stato possa capire quanti introiti possa portare una legalizzazione completa.”

Colpo di scena!

Proprio questa mattina, il ministro della salute ha ritirato la legge… a quanto pare si stanno rendendo conto che il nostro è un pregiudizio infondato.
Forse c’è qualche speranza per la Cannabis Light, soprattutto dal momento in cui molte leggi sono prima approvate e poi modificate.

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