Il Met riparte con «About time: fashion and duration»

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Posticipata a causa della pandemia mondiale, la mostra annuale del Costume Institute del Met «About time: fashion and duration» aprirà finalmente le porte al pubblico a partire dal 29 ottobre

“About Time: fashion and duration”: questo il tema scelto per il 150esimo anniversario del Met.

L’esibizione del 2020 del Costume Institute, traccerà un secolo e mezzo di moda, dal 1870 ad oggi: introducendo il concetto del filosofo Henri Bergson della durée -la continuità del tempo- ci mostra come i vestiti generano delle associazioni temporali tra il passato, presente e futuro.

Fashion

La linea temporale si svincola in due gallerie adiacenti costruite ad immagine del quadrante di un orologio, organizzate secondo “60 minuti” di fashion.

Ogni minuto corrisponderà ad un paio di indumenti: il primo rappresenta la linea naturale della moda, il secondo il suo carattere ciclico. 
Ad esempio l’abito serale di velluto nero di Yves Saint Laurent del 1978 accostato ad una creazione invernale firmata Elsa Schiaparelli del 1938.
O ancora un abito principesco di seta nera del 1870 accostato alla gonna “Bumster” Alexander McQueen del 1995.

I 60 abbinamenti, o minuti, sono accompagnati da citazioni di Virginia Woolf, che farà da “ghost narrator” all’esibizione. 

Un percorso rivelatore attraverso i suoi romanzi, da una tradizionale interpretazione del tempo come una sequenza cronologica di eventi, ad una incentrata sulla durata, del passato che coesiste con il presente

Ad illustrare il concetto di durata, i lavori appaiati saranno connessi dal taglio, motivo, materiale, tecnica e decorazione.

Tutti i capi saranno neri per enfatizzare la silhouette, fatta eccezione dell’ultimo look dello spettacolo: un vestito bianco dalla collezione primavera/estate 2020 di Viktor & Rolf.

Un abito patchwork riciclato, è sospeso come un angelo appena prima dell’uscita, con un alone di pizzo e luce intorno alla testa del manichino. 

Andrew Bolton, il curatore Wendy Yu responsabile del Costume Institute, afferma che l’aspetto haute couture serve come un segno di speranza per idee di sostenibilità, comunità e unione per trasformare la moda del futuro. 

And Duration

La moda è indelebilmente legata al tempo. Non solo riflette e rappresenta lo spirito dei tempi, ma cambia e si sviluppa con essi, fungendo da segnatempo particolarmente sensibile e preciso. Attraverso una serie di cronologie, la mostra utilizza il concetto di durata per analizzare i colpi di scena e le svolte temporali della storia della moda .

Andrew Bolton

Assistiamo dunque, ad una costruzione e decostruzione concettuale degli abiti, con lo scopo di creare un dialogo tra il vecchio e il nuovo. 

Si esalta il concetto di atemporalità della moda, che esiste e resiste nel tempo.

Siamo invitati a riflettere sull’importanza che la moda ha a livello sociale, di quanto possa essere silente, ma rivoluzionaria. Di come sia l’immagine di una società, un indice storico e comportamentale.

Ci consente di guardare il fashion con occhi diversi.

About time

È quasi paradossale parlare di tempo nell’anno in cui il tempo si è fermato.

Isolati nelle nostre case, di ore per pensare ne abbiamo avute a sufficienza, tanto da constatare quanto spesso fossero sottovalutate. 

Abbiamo imparato a contare i minuti, ma ad apprezzarne i secondi.
A riflettere sul passato, ma a progettare -armati di speranza- per il futuro.

Il tempo è sacro, ma effimero e fugace. Transitorio e di breve durata.

Adesso, a causa di cosa sta accadendo, c’è una grande differenza tra il tempo oggettivo e il tuo tempo interiore [..] Il tempo nella tua testa non è sincronizzato al tempo dell’orologio.

Andrew Bolton

Abbiamo una nostra personale percezione del tempo, indipendentemente dal ticchettio orario delle lancette. 

È in questo modo che possiamo fare accostamenti tra il passato e il presente, trovare correlazioni ed associazioni tra eventi e cose lontane. Renderlo atemporale.

Andrew Bolton ci ha visto lungo.