Myanmar: cinque romanzi da leggere

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Myanmar: cinque romanzi da leggere. La Birmania è attualmente sulla “bocca di tutti”, la letteratura birmana un po’ meno. Cosa leggere?

Attualmente la Birmania, ufficialmente Repubblica dell’Unione del Myanmar, sta vivendo una vera e propria guerra civile. Un paese “tra Cina ed India” che non riesce a consolidare quella faticosa conquista che è la democrazia.

Un paese abilmente raccontato in cinque titoli che sfatano definitivamente il mito della “terra dei gelsomini”.

La sposa birmana di Journal-Gyaw Ma Ma Lay

Edito in Italia nel 2008 da ObarraO Edizioni, “La sposa birmana” è forse il romanzo più famoso della letteratura contemporanea del paese indocinese.

Journal- Gyaw Ma Ma Lay è infatti la più celebre scrittrice birmana.

Tra i molti riconoscimenti, la scrittrice detiene anche quello di aver contribuito in maniera sostanziale alla nascita della letteratura moderna del suo Paese.

“Donna di lettere, ma anche giornalista, editrice, studiosa di medicina tradizionale, femminista e ardente nazionalista, si è battuta contro il colonialismo britannico e l’imperialismo giapponese. È stata presidente dell’Associazione degli scrittori birmani. Con l’ascesa del regime di Ne Win fu sospettata di simpatie comuniste e incarcerata come “nemico del popolo” dal 1963 al 1967. Le sue opere sono tradotte in moltissimi paesi”.

Ambientato negli anni ’40, il romanzo segue le vicende di una donna forte ed indipendente che non si piega “alla volontà del compagno di privarla di un’autonomia di cui la donna birmana ha storicamente goduto. Uno scontro di culture calato nella vita quotidiana, un passaggio storico descritto con efficacia attraverso semplici azioni”.

In questa storia non c’è solo la volontà di raccontare il periodo di colonizzazione che ha sconvolto un paese privandolo dell’identità, ma anche tutta una serie di vicende storiche che hanno contraddistinto la Birmania a partire da quando, nel 1886, i britannici la costituirono come una provincia dell’India con capitale Rangoon

Tormentata è anche la storia raccontata nel romanzo “Una vita da dissidente” di Win Tin, braccio destro di Aung San Suu Kyi e cofondatore della Lega Nazionale per la Democrazia.

Una vita da dissidente di Win Tin

“Questo libro è dedicato agli eroi del passato e del presente, giovani e vecchi, a coloro che lottano per la democrazia, per la libertà e per i diritti umani, e all’eroina di tutti loro e noi, Daw Aung San Suu Kyi, nella lotta che portiamo avanti oggi, che porteremo avanti domani, e forse anche dopodomani”.

Win Tin- 9 giugno 2009

Di certo il lettore potrà ripercorrere tutti quelli che sono gli antefatti del clima orwelliano che ancora oggi vige nel paese dove: “il solo fatto di pensare diventa un atto eroico”.

Il racconto attraverso gli occhi di un dissidente, in carcere per sedici anni, è una lettura imprescindibile per comprendere meglio il ruolo, il lavoro e gli scritti di Daw Aung San Suu Kyi.

Una figura, quella dell’attivista politica, ad oggi controversa, per quanto riguarda il genocidio dei Rohingya.

La mia Birmania di Alan Clements e Daw Aunng San Suu Kyi

In Italia edito nel 2010, “La mia Birmania” è la lunga intervista realizzata dal giornalista Alan Clements in cui la leader democratica Premio Nobel per la pace nel 1991 si racconta.

“Dove nasce, in lei, così tanta forza e convinzione? Come è riuscita a conservare la sua straordinaria pacatezza di fronte alle ingiurie, agli arresti – da anni è prigioniera nella propria casa e per più di due è rimasta senza notizia di suo marito e dei suoi figli – ai soprusi quotidiani”

Queste sono solo alcune delle domande a cui Daw Aunng San Suu Kyi risponde con chiarezza dando vita ad un volume ancora oggi “scottante”.

A questo titolo va poi affiancato “L’altra storia della Birmania. Una distopia del XXIesimo secolo” di Thant Myint-U

L’altra storia della Birmania. Una distopia del XXIesimo secolo di Thant Myint-U

Un racconto che delinea in maniera lucida contraddizioni, criticità e fatti storici che hanno portato oggi a quella che può considerarsi una vera e propria distopia letteraria.

Il lettore in questo caso è consapevole che ciò che è narrato in queste pagine non è frutto della fantasia dello scrittore, ma è “la realtà che supera l’immaginazione”.

“Dopo la liberazione di Aung San Suu Kyi, nel 2010, il mondo ha eletto questo Paese schiacciato tra Cina e India, sormontato dalle vette dell’Himalaya e disteso verso il golfo del Bengala, uno dei luoghi più attrattivi del mondo, per poi tornare con severità a dichiararlo un luogo da evitare. Semplificarne la storia in una lotta tra buoni e cattivi ha deluso molti: se dopo i lunghi e oscuri decenni di dittatura i progressi verso una democrazia sembravano inevitabili, le speranze hanno presto vacillato con il persistere della guerra civile e la crisi umanitaria provocata dalla persecuzione del popolo rohingya”

Vi è poi tutto uno spaccato di quotidianità birmana da esplorare in “Cronache birmane” di Guy Delisle.

Cronache birmane di Guy Delisle

“Buddismo e dittatura militare, paesaggi selvaggi e templi meravigliosi, monaci in processione e drogati di eroina, Aids e miniere, monsoni e Ong per un altro reportage del canadese dalla matita pungente e poetica”.

Guy Delisle accompagna ancora una volta sua moglie in missione con Medici senza Frontiere (volume precedente “Croncache di Gerusalemme”) esplorando la vita, le tradizioni, le contraddizioni della Birmania nella Graphic novel: “Cronache birmane”.

Il protagonista della storia è il figlio della coppia che si troverà a vivere in Birmania al tempo della dittatura militare avendo come vicina di casa “The Lady”: Daw Aung San Suu Kyi.

Questi sono solo alcuni dei libri che potrebbero far luce sulle tante immagini di cronaca il cui protagonista è il Myanmar.

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