Microchip emozionale, o forse, neuronale

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Microchip

Mc Luhan, sociologo della Scuola di Toronto, anticipò il concetto di Determinismo Tecnologico. “Il Medium è il messaggio”, affermava uno degli aforismi più conosciuti e coniati da Marshall.

Qualsiasi tecnologia costituisce un medium, nel senso che è un’estensione e un potenziamento delle facoltà umane. McLuhan osservava che ogni medium ha caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi.

Oggi, se non porti il telefono, è come se avessi la sindrome dell’arto mancante. Siamo già in parte un cyborg”, con quest’affermazione, Elon Musk, fondatore di Neuralink, annuncia un futuro che è già arrivato. Infatti, tra meno di un anno si potrà vedere in funzione la prima interfaccia cervello-macchina su un essere umano.

Questa interfaccia prevede l’impianto di un microchip cerebrale, che potrebbe ripristinare la vista, la funzionalità degli arti e la perdita di memoria nelle persone private di suddetti sensi.

Neuralink e l’interfaccia cervello – computer

Neuralink sviluppa elettrodi ultrasottili che vengono inseriti nel cervello per stimolare le cellule nervose.

Il dispositivo Neuralink potrebbe ripristinare potenzialmente la vista e il senso dell’udito alle persone cieche e sorde. C’è un intero elenco di danni che potrebbero essere riparati. Come il ripristino della memoria nelle persone affette da Alzheimer.

Come viene effettuato l’intervento? Basterà realizzare un foro di 7-14 millimetri di diametro nel cranio. Una volta arrivati al cervello verrà inserito un chip avente dei fili molto sottili che andranno a posizionarsi esattamente nel punto desiderato.

I chip saranno collegati a una batteria posizionata dietro all’orecchio per alimentare il sistema. Proprio come un cellulare. La versione finale del dispositivo Neuralink sarà accessibile in modalità wireless, tramite una comune connessione Bluetooth. Consentendo, all’utente, di controllare le protesi grazie al proprio telefono cellulare o qualsiasi dispositivo informatico, basta un semplice click, o microchip?

Il via alla sperimentazione sugli uomini

Testato già su una scimmia e dei topi, grazie a un lavoro in collaborazione con l’Università della California: “I risultati sono stati molto positivi”.

Il cervello umano ha due strati: il primo strato, è composto dal sistema limbico che guida gli impulsi. Il secondo strato è il sistema corticale che cerca di controllare il sistema limbico agendo come uno strato di intelligenzaIl terzo strato potrebbe essere Neuralink, posizionato sopra questi due livelli per lavorare insieme. “Forse può esserci uno strato terziario in cui si trova la superintelligenza digitale. Sarà molto più intelligente della corteccia ma continuerà a coesistere pacificamente e in modo benigno con la corteccia e il sistema limbico”, ha dichiarato Elon.

Finalmente potremmo arrivare alla Telepatia

Secondo Musk saremo in grado di comunicare senza parole tra meno di 10 anni oppure di, in poco più di 25 anni, riuscire a creare un’intera interfaccia cerebrale, in modo che tutti i neuroni di una persona siano collegati a un’estensione. Può, dunque, questa super intelligenza digitale sostituire il nostro cervello? Probabilmente, potrebbe fare da super partes, bilanciando gli squilibri dei nostri cari neuroni, ma non dimentichiamoci che siamo fatti anche di emozioni ed esperienze che, nel tempo, forgiano la nostra mente.

Parafrasando Mc Luhan: “Il Microchip è il veicolo”.