Mille giorni di me e di te

Messi e il Barcellona: avanti, ma da separati in casa. Una storia ancora tutta da scrivere, ma solo per un altro anno.

Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto
Da tutto e tutti per non farmi più trovare
E adesso che torniamo ognuno al proprio posto
Liberi finalmente e non saper che fare

Se questa storia dovesse essere una canzone, “Mille giorni di te e di me” di Claudio Baglioni sarebbe sicuramente un’ importante candidata: perfetta nel testo, melanconica nella melodia, struggente nel significato; come tutte le grandi storie d’amore che giungono al capolinea.

I rapporti incrinati col presidente Bartomeu, un progetto non più all’altezza del nome della squadra, uno spogliatoio non più unito come una volta, le ambizioni che cambiano: queste, alcune delle motivazioni che stavano spingendo il talento di Rosario lontano dalla sua casa, lontano da Barcellona.

Un passo indietro

Messi al termine della stagione calcistica probabilmente più strana di sempre, dopo la assurda sconfitta subita dai Blaugrana per 2-8 contro il Bayern Monaco, decide di prendersi del tempo. La più classica delle pause di riflessione, quelle che in realtà celano decisioni già prese, verità difficili da accettare per se stesso e per l’altro. Una decisione che navigava a galla già da tempo secondo la Pulce, che nelle sue dichiarazioni ha così chiarito la sua posizione:

“Da tempo non c’è un progetto credibile, si va avanti con inutili espedienti e si tappano buchi navigando a vista. Ho ripetuto per un anno intero che avrei voluto andarmene, non è stato certo per l’8-2 contro il Bayern. Credevo fosse giunto il momento di farmi da parte, perché ero convinto che ci fosse bisogno di gente più giovane e che la mia avventura a Barcellona fosse giunta al termine

Non ti lasciai un motivo né una colpa
Ti ho fatto male per non farlo alla tua vita
Tu eri in piedi contro il cielo e io così
Dolente mi levai, imputato alzatevi

Perchè quando si ama, quando ci si è amati per così tanto tempo e in maniera così forte, è impossibile non pensare al bene dell’altra parte coinvolta, oltre che al proprio. Farsi da parte: un gesto nobile.

Le tappe

Il 25 Agosto scoppia la bomba mediatica. Messi tramite burofax comunica la sua decisione al club. Sul web impazzano le voci sul suo prossimo trasferimento e, tra le tante, in particolare quella che lo rivorrebbe di nuovo tra le braccia del suo grande amore calcistico: Pep Guardiola e il suo Manchester City.

Ci separammo un po’ come ci unimmo
Senza far niente e niente poi c’era da fare
Se non che farlo e lentamente noi fuggimmo
Lontano dove non ci si può più pensare
Finimmo prima che lui ci finisse


“L’ho fatto dopo il 10 giugno perché a quella data la stagione era ancora in corso. Ho provato a parlare con Bartomeu, ma lui mi ha ignorato.

Il 30 Agosto la Pulce non si presenta ai test a cui l’intera squadra dovrebbe sottoporsi. Le parti sembrano lontanissime, l’epilogo già scritto.
Il 2 Settembre finalmente pare sbloccarsi qualcosa: il padre, Jorge Messi, arriva a Barcellona deciso a sbloccare la situazione. La situazione comincia a diventare insostenibile, le divisioni intorno al club diventano sempre più evidenti. I tifosi sono già in un mare di disperazione.
Il 4 Settembre, il colpo di scena: Messi conferma che continuerà a giocare coi Blaugrana per un’altra stagione, fino al termine del suo contratto.

“Adesso resterò, perché il presidente ha detto che l’unica maniera di andarmene era pagare un indennizzo di 700 milioni, che è impossibile”

La causa

Messi poi nega di aver mai pensato di portare la vicenda in tribunale:

“Mi ha fatto male leggere falsità. Leggere che avrei potuto andare in tribunale per trarne beneficio. Non avrei mai potuto farlo. Ripeto, sarei andato via perché era mi diritto e lo diceva il contratto. Ciò non toglie che mi sarebbe comunque costato tantissimo. Volevo andarmene per essere felice negli ultimi anni di carriera che mi restano e nell’ultimo anno non lo sono stato”.

Io e te
Che facemmo invidia al mondo, avremmo vinto mai
Contro un miliardo di persone?
E una storia va a puttan
e

Un giusto finale?


Per quanto Messi abbia potuto ribadire il suo amore per questa maglia e per questi colori, qualcosa si è rotto, si è incrinato. Sarà molto probabilmente un anno particolare per la squadra catalana, con il suo più grande protagonista che vivrà la stagione con la consapevolezza di chi a fine stagione farà le valigie e saluterà tutti. Non il miglior epilogo per quella che è stata una delle storie d’amore più belle del calcio moderno. Un talento cristallino come quello della Pulce, cresciuto fin dai primi passi nella cantera Blaugrana, quando il Barcellona fu una delle poche squadre a credere in quel bambino pieno di talento e belle speranze, ma le cui problematiche fisiche destavano tanti dubbi.

Messi e il Barcellona, un connubio quasi inscindibile.
Insieme hanno vinto tutto, sono saliti sul tetto di Spagna, d’Europa, del mondo. Messi è diventato uomo con addosso questi colori, ha cresciuto e accompagnato una intera generazione di tifosi che adesso soffrono, come il più classico dei figli farebbe quando i due genitori vivono da separati in casa.

Perchè i grandi amori e i grandi spettacoli non dovrebbero mai finire.

Messi e il Barcellona, “The Last Dance”.

Nella speranza dei tifosi Blaugrana che le cose possano cambiare.

incontro a chi
Insegneremo quello che
Noi due imparammo insieme
E non capire mai cos’è

Se c’è stato per davvero
Quell’attimo di eterno che non c’è
Mille giorni di te e di me

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