Maxi Processo contro Google

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Il colosso digitale indagato per conto del governo statunitense


La Silicon Valley in guai giudiziari (ancora)

L’antitrust americana, muove pesanti accuse contro una delle aziende più potenti al mondo; altri guai in arrivo nella Silicon Valley quindi, dove già altre volte aziende simili sono state coinvolte in vicende legali.

La stessa Google ha già avuto a che fare con altre cause, ma appunto non è l’unica azienda tech situata in California ad aver ricevuto gravi accuse. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, in questi anni ha dovuto servirsi di avvocati per via di alcune cause che ha dovuto affrontare.
Quanto affermato contro di loro ha della verità, dato che sono due aziende molto potenti e in possesso di tantissimi dati sensibili.

Google e Facebook: grandi aziende in grossi guai

Già nel lontano 2008, il signor Zuckerberg ha affrontato una causa.
Tra controversie e non, oggi è uno degli uomini più ricchi al mondo, ma anche uno dei più potenti; si pensa al fatto che quest’uomo possiede Facebook, Instagram e anche WhatsApp. Fondò Facebook per i motivi ben spiegati nel film “The Social Network”, mentre l’azienda fondata nel 1997 da due ragazzi statunitensi, aveva ragioni un po’ diverse. È però arrivata ad oggi si arricchendosi ed acquisendo parecchia rilevanza, ma in modi ragionevolmente sospetti. Le accuse alimentanti il Maxi Processo, riguardano il modo in cui il loro motore di ricerca si sia affermato e sul come mantenga “il primo posto” tra i motori di ricerca.

Tanti pro e moltissimi contro per Google

È vero che funziona piuttosto bene, che non è difficile da usare e che offre un buon servizio. Quest’ultimo punto, gli ha permesso di fare sempre più soldi, per via di Google Ads: è un servizio che permette di sponsorizzarsi e che fa raggiungere moltissima clientela in modi molto chiari.
Però, come è possibile notare, Google è presente ovunque, quasi imponendosi. Quel quasi potrebbe non essere necessario, tuttavia, come ha dichiarato Google, “Sono le persone che scelgono di usare Google”, il che è vero. Infatti, possiamo tranquillamente installare un altro browser sui nostri smartphone e usare quelli. Ma il problema già sorge perché sui diversi device Google, è preinstallato tant’è che gli utenti, soprattutto chi magari non se ne intende o chi non si pone troppi problemi, vanno direttamente sulla loro applicazione.
Di Browser ce ne sono, ma è anche vero che non tutti sono completamente validi; tra i Browser più noti, il motore di ricerca più usato e quello messo in primo piano è proprio Google. Sono quindi gli utenti a dover cambiare, ma non scegliere in partenza. Da qui deriva un’altra notizia, certamente degna di riflessione.

Quanto è necessario Google? E perchè?

Per via dell’incongruenza tra Trump e la Cina, l’azienda produttrice di tecnologia Huawei, la quale ha preso sempre più piede all’interno del mercato degli smartphone, si sta rafforzando ancor di più. Essa ha iniziato a lanciare sul mercato telefoni senza i cosiddetti Servizi Google e sta anche lavorando ad un proprio sistema operativo sul quale punta moltissimo soprattutto ora che ha più ragioni per farlo.
Ebbene sì, i nostri smartphone funzionano soprattutto con e grazie a Google; il sistema operativo per telefoni non prodotti dalla Apple è Android, il quale è sviluppato da Google; quegli stessi telefoni necessitano di Google per poter funzionare al meglio. Quindi Google ha una presa enorme sul mercato degli smartphone che quasi non potrebbe esistere senza quest’ultima. Quel che Huawei sta dimostrando, è che invece dei device senza Google possono esistere senza problemi.
Ricordo anche che Google Chrome, che è effettivamente un ottimo browser, è anche il più pesante dal punto di vista dello spazio e della RAM utilizzata.
Solo di recente, è stata aggiunta la possibilità di cambiare motore di ricerca andando ad aggiungere DuckDuck Go. Cos’è? È un motore di ricerca che ci tiene in modo particolare alla privacy. Infatti quando lo si utilizza, si può stare molto più tranquilli grazie alle prevenzioni da loro messe in atto.
Può essere che il maxi processo contro Google, cambi molte cose all’interno del web, ma può anche non succedere nulla; vale la pena tentare dopotutto.

Tanta attesa e molto su cui riflettere

Insomma, chi avrà la meglio non si saprà a breve, però nell’attesa del verdetto di questo maxi processo, possiamo prenderci del tempo per riflettere sulla strada intrapresa dai colossi della tecnologia e soprattutto su come e quanto la nostra è messa a rischio.

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