L’unico modo per liberarsi di una tentazione è… prevenirla

unico-modo-di-resistere-alle-tentazioni

Un recente studio, condotto dai ricercatori dell’Università del Wyoming e pubblicato sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin, evidenzia come, per liberarsi dalle tentazioni, sarebbe molto più efficace prevenirle che curarle.

Durante la nostra giornata, mille tentazioni si materializzano di fronte ai nostri occhi, che sia un dolce, un prodotto sponsorizzato in tv o sui social network. Dobbiamo resistervi, però, per tutelare i nostri obiettivi a lungo termine, come ad esempio portare a termine una dieta ipocalorica, oppure risparmiare in vista di un acquisto importante.

Le strategie di autocontrollo

L’autocontrollo è ritenuto generalmente “reattivo”, ossia focalizzato sull’inibizione delle risposte suscitate dalle tentazioni nel momento in cui esse si presentano dinanzi a noi, richiedendo anche un grosso sforzo.

In realtà esistono anche delle strategie di autocontrollo “proattive”, quindi da attuare prima che si presenti direttamente la tentazione (magari anche pianificando come gestirla). Proprio queste ci consentono di darci maggiori possibilità di tener fede ai nostri propositi.

L’esperimento

A tal fine, i ricercatori hanno condotto due esperimenti aventi come target degli studenti universitari, per valutare l’efficacia di cinque strategie diverse di autocontrollo (le prime quattro “proattive” e l’ultima “reattiva”) nel perseguimento di obiettivi a lungo termine.

Le strategie proattive

La prima, consiste nella selezione della situazione, ossia nell’evitamento di circostanze in cui è presente la tentazione. Ad esempio, se si è in cucina, e si sa che lì potrebbero esservi dei biscotti, si potrebbe scegliere di andare in un’altra stanza.

La seconda strategia è detta modifica della situazione e consiste nel ridurre al minimo l’influenza di ciò che ci tenta. Ad esempio, se bisogna necessariamente recarsi in cucina per aiutare qualcuno a preparare il pranzo, si potrebbe chiedere di spostare i biscotti altrove.

La terza strategia è quella della distrazione e si basa sul distogliere l’attenzione dagli stimoli tentatori. Per esempio, le persone che sono a dieta potrebbero scegliere di non guardare i biscotti invitanti, anche quando restano di fronte a loro.

Già un precedente studio aveva dimostrato che i bambini che si erano allenati a distogliere lo sguardo dai marshmallow, erano più capaci di rimandare la loro consumazione per ricevere una ricompensa maggiore dopo. Inoltre, anche un altro studio del 2019, aveva ipotizzato che gli individui, per resistere alle tentazioni, si distraevano, ad esempio pensando allo sport piuttosto che a dei cibi particolarmente gustosi.

La rivalutazione è la quarta strategia, che consiste nel cambiare il modo in cui si pensa alla tentazione, per renderla meno attraente. Questo implica che bisogna focalizzarsi sulle qualità negative dei biscotti, come sul fatto che sono nocivi per la salute.

La strategia reattiva

L’ultima strategia è l’inibizione della risposta e necessita di uno sforzo attivo per evitare di cedere a una tentazione, una volta che si palesano di fronte ai nostri occhi (ad esempio, ho dei biscotti davanti, cerco di non cedere alla tentazione).

Conclusioni

I ricercatori, dunque, hanno constatato che proprio quest’ultima strategia sia quella meno efficace, perché è la meno pianificabile in anticipo. Infatti, durante le diverse prove, i partecipanti che in precedenza avevano pianificato tutto per gestire le tentazioni utilizzando una o più strategie proattive, sono stati significativamente più in grado degli altri di rimanere fedele ai loro propositi.

Bibliografia

https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/prevenire-le-tentazioni-e-meglio-che-curarle/

Williamson L. Z., Wilkowski B. M.(2019), «Nipping temptation in the bud: Examining strategic self-control in daily life», Personality and Social Psychology Bulletin, DOI: 10.1177/0146167219883606

error: Il contenuto è protetto da Copyright