L’opera di Raffaello in mostra al museo di Capodimonte

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Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospiterà l’officina del grande artista urbinate

Dal 10 giugno al 13 settembre 2021, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ospiterà la mostra Raffaello a Capodimonte: l’officina dell’artista. L’esposizione rientra fra gli eventi pensati per celebrare i 500 anni dalla morte dell’artista, ma rinviati a causa della pandemia.

Lungo un percorso artistico che offre ai visitatori la possibilità di ammirare il ricco e variegato repertorio delle opere raffaellesche conservate al museo, saranno mostrati i risultati ottenuti dalle indagini diagnostiche condotte presso il dipartimento di restauro. La mostra, infatti, si pone l’obiettivo di guidare l’osservatore all’interno dell’officina del grande artista urbinate, dove sarà possibile osservare non solo le opere originali di Raffaello ma anche copie e derivazioni prodotte dai suoi allievi.

Sulle tracce di quella “bella maniera” che Giorgio Vasari aveva riconosciuto nella creazione degli artisti quattrocenteschi, ha inizio così un viaggio conoscitivo diretto alla (ri)scoperta del genio di Raffaello.

La grande madre natura temette di morire con lui

Antonio Tebaldi

L’opera di Raffaello in mostra al museo di Capodimonte: le indagini diagnostiche

Il recente sviluppo tecnologico ha permesso di ricavare informazioni più precise sui processi esecutivi e creativi di un’opera. Di conseguenza, le ricerche si sono avvalse di alcune tra le tecniche più innovative per rilevare i materiali e le fasi esecutive che hanno guidato Raffaello e i suoi allievi nella realizzazione dei loro dipinti.

Dal 2018 il Museo e Real Bosco di Capodimonte, ha avviato una importante campagna di indagini diagnostiche sui dipinti delle sue collezioni. In particolare, gli studi condotti sulle opere di Raffaello sono parte di un programma di collaborazione che ha coinvolto il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania Vanvitelli e il LAMS (Laboratoire d’Archéologie Moléculaire et Structurale) di Parigi.

I metodi adoperati per effettuare l’analisi delle opere sono: la radiografia a raggi X (XRR), che consente di rilevare la struttura più interna di un dipinto, senza causare danni al manufatto; la riflettografia a infrarossi (IRR), che restituisce il disegno preparatorio sottostante allo strato pittorico; la fluorescenza a raggi X (XRF), attraverso cui è possibile individuare gli elementi chimici che compongono il materiale pittorico; l’imaging MA-XRF, che fornisce la distribuzione accurata di ciascun elemento della raffigurazione sulla superficie della tela.

Una scuola eccezionale: maestri e fratelli maggiori. Gli autori che ispirarono il giovane Raffaello

Il percorso espositivo della mostra ha inizio nella sala cinque del primo piano, destinata ad accogliere la sezione Una scuola eccezionale: maestri e fratelli maggiori. Come suggerisce il titolo stesso, quest’area riunisce alcune opere realizzate dagli autori che maggiormente ispirarono la creazione pittorica del giovane Raffaello.

Innanzitutto, la delicatezza e la grazia dei colori prendono forma sulla tela Madonna col bambino di Perugino; mentre la Natività di Luca Signorelli rivela, in tutta la loro volumetria, le figure dei personaggi rappresentati. Infine, la ricchezza e la vivacità degli elementi decorativi abbondano nell’Assunta di Pinturicchio.

Raffaello a Capodimonte: dall’inizio alla piena maturità. La sintesi dell’arte e la creazione di uno stile originale

Raffaello da Urbino, il quale studiando le fatiche de’ maestri vecchi e quelle de’moderni, prese da tutti il meglio; e fattone raccolta, arricchí l’arte della pittura di quella intera perfezione, che ebbero anticamente le figure di Apelle e di Zeusi e piú

Giorgio Vasari

Raffaello possiede il merito di aver raccolto l’eredità artistica dei maestri che lo hanno preceduto e ispirato. Grandi autori come Perugino, Leonardo e Michelangelo hanno tracciato una strada che sarà proseguita e ultimata proprio da Raffaello, rielaborando in modo originale i modelli precedenti.

L’infaticabile sperimentazione, che ha contraddistinto la sua breve esistenza, sarà esemplificata da due fra le principali opere esposte nella sala sei del primo piano. In primo luogo, sarà possibile ammirare la ricostruzione della pala d’altare perduta Incoronazione del Beato Nicola da Tolentino, eseguita sulla base dei disegni preparatori dell’artista e di una copia prodotta in seguito all’ultimazione dell’opera. Inoltre, l’analisi di parte degli elementi figurativi e dei materiali – desumibili dai frammenti pervenutici – ha consentito ai ricercatori di ottenere informazioni riguardo alle dimensioni delle assi del supporto, le proporzioni delle figure e la costruzione prospettica dello spazio.

In aggiunta, presso il museo di Capodimonte sono conservati due dei frammenti della pala – Eterno Padre e Vergine – acquistati alla fine del Settecento per entrare a far parte delle collezioni borboniche. Infatti, nel 1789 l’opera fu venduta a papa Pio VI e suddivisa in vari quadri, alcuni dei quali sono stati rinvenuti – e sono tuttora custoditi – a Brescia e al Museo del Louvre di Parigi.
In secondo luogo, i visitatori potranno osservare la Madonna del Divino Amore. A tal proposito, la riflettografia ha rivelato che il dipinto nasconde al di sotto della copertura pittorica un disegno preparatorio impiegato dall’autore per apportare modifiche alla composizione.

L’opera di Raffaello in mostra al museo di Capodimonte: derivazioni, variazioni, copie, repliche

Dopo la morte di Raffaello, le sue opere cominciarono ad essere replicate ed imitate dagli allievi della sua bottega e da altri artisti. Ciò spiega il gran numero di copie, imitazioni e derivazioni di cui ancora oggi risulta difficile individuare l’autore e fornire informazioni dettagliate.
Tuttavia, il confronto tra i dipinti di Raffaello e quelli dei suoi allievi potrebbe costituire uno strumento efficace attraverso cui stabilire analogie e differenze e comprendere più a fondo la poetica figurativa dell’artista urbinate.

Per questo motivo, nella sala sette del primo piano sono riunite le opere attribuite agli allievi e seguaci di Raffaello. Prima fra tutte, vi è la Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Giovannino, anche nota come Madonna della gatta.
In passato si credeva che la tavola fosse stata commissionata a Raffaello dai Gonzaga, ma attualmente è attribuita al suo principale allievo, Giulio Romano. Non a caso, le indagini diagnostiche hanno registrato una stesura molto stratificata, per cui le figure appaiono modificate in modo più marcato in superficie. Probabilmente, quindi, il dipinto sarebbe stato cominciato da Raffaello e ultimato, alla morte di quest’ultimo, da Giulio Romano secondo il proprio stile.
Infine, l’itinerario artistico offerto dal museo di Capodimonte si conclude con una copia del Ritratto di papa Leone X, firmata da Andrea del Sarto. Una copia eseguita in maniera eccellente e così identica all’originale, da indurre Giulio Romano ad affermare:

io non lo stimo meno che s’ella fusse di mano di Raffaello; anzi molto più, perché è cosa fuor di natura che un uomo eccellente imiti sì bene la maniera d’un altro e la faccia così simile.

L’opera di Raffaello in mostra al museo di Capodimonte: date e orari

10 giugno13 settembre 2021, tutti i giorni (chiuso il mercoledì).

Dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (con ultimo accesso alle ore 18.30).

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.