Lo stato di flow

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Il piacere di lavorare attraverso lo stato di flow

Vi è mai capitato di provare un profondo benessere mentre stavate lavorando, nonostante fossero passate molte ore?

Siete mai stati rapiti dal piacere di lavorare, a tal punto da non sentire nessuna stanchezza ? Nessuna magia! Nessun trucco! E’ semplicemente lo stato di flow! Purtroppo siamo più abituati a paragonare le prestazioni lavorative alle “dodici fatiche di Ercole”. Molte persone infatti fissano le lancette dell’orologio, impazienti di terminare il turno di lavoro e arrivano a fine giornata sopraffatti dalla stanchezza. Il pensiero costante è quello di lavorare troppo!

Eppure, anche se potrebbe sembrare un’esperienza fantascientifica, la sperimentazione del cosiddetto piacere di lavorare attraverso uno “stato di flow”, è molto più frequente di quanto si possa immaginare.
Per di più , sorprendentemente gli studi dimostrano che per l’essere umano è più semplice vivere questo stato sia a lavoro, che nel tempo libero!
Esso infatti rientra nella motivazione intrinseca di ciascuno di noi, cioè il prestarsi a fare una determinata attività lavorativa, sentendoci completamente immersi e coinvolti. A guidarci è il piacere stesso di farla, a prescindere da premi o tornaconti economici.

Le caratteristiche

Lo stato di flow genera piacere, pur restando in una condizione prolungata di sforzo. Ciò avviene perché il lavoratore è portato ad avere concentrazione intensa ed orientata totalmente sul compito. E’ una condizione caratterizzata per di più da una sensazione di estasi, come se si vivesse in una realtà differente e parallela che non lascia spazio a nessun tipo di preoccupazione; dall’avere obiettivi chiari che ci danno il pieno controllo di cosa dobbiamo raggiungere e come; dalla distorsione del tempo perché non ci si rende conto del suo scorrere e dal senso di padronanza che ci permette di trovare il giusto bilanciamento tra la difficoltà del compito e la consapevolezza delle proprie abilità.

Il padre di questo concetto

Il teorizzatore dello stato di flow è stato Mihaly Csikszentmihalyi,uno psicologo ungherese che si impegnò nel capire cosa accumunasse le persone che erano solite svolgere le proprie attività con grande piacere e soddisfazione e, dopo innumerevoli studi, arrivò a queste conclusioni:

“Contrariamente a quello che abitualmente crediamo,i momenti migliori delle nostre vite non sono passivi, ricettivi, rilassanti…I momenti migliori, di norma, occorrono quando il corpo e la mente di una personasono portati al proprio limite in uno sforzo volontarioper realizzare qualcosa di difficile e meritevole”.Mihaly Csikszentmihalyi


Realizzare il proprio significato di vita nel contesto lavorativo, sentirsi adeguati e competenti nello svolgere il proprio compito ed esprimere a pieno le proprie potenzialità: è quindi tutto ciò a rappresentare la massima aspirazione dell’essere umano, nonché la sua più grande fonte di felicità e benessere.

Basti pensare che quella di rendere magico il luogo di lavoro per vivere esperienze ottimali è anche l’idea ispiratrice di Masaru Ibukas,il fondatore della Sony:

«Creare un posto di lavoro dove gli ingegneri possano provare la gioia dell’innovazione tecnologica, essere consci della loro missione nella società elaborare finché ne hanno la voglia e il piacere”. Masaru Ibukas

Assolutamente fantastico ed assolutamente possibile: l’dea di trovare completezza e realizzazione a lavoro, senza avvertire nessun effetto collaterale!

Come esercitare ogni giorno lo stato di flow

Ma a questo punto, sembra lecito chiedersi: “come fare a provare il piacere di lavorare? Come trascorrere la maggior parte del proprio tempo nello stato di flow?”.
E’ stato lo stesso Mihaly a dare risposta, con i suoi studi e sondaggi, a questo quesito. Lo psicologo arrivò alla conclusione che la premessa fondamentale è imparare a conoscere se stessi, analizzando i propri punti di forza e le proprie attitudini personali. Bisogna quindi prima cercare di capire cosa ci piace davvero fare, cosa ci viene naturale e ci rende vivi. Solo cosi possiamo dirigere la nostra orchestra interiore, più consapevoli di tutti “gli strumenti” che la compongono e con l’impegno di non lasciare inascoltata nessuna delle nostre melodie interiori. Talvolta è proprio dietro una di queste che si nasconde il più grande ed auspicato cambiamento!

Il passaggio successivo alla scoperta di sé, è l’elaborazione di un piano di azione graduale e giornaliero, che ci permetta di raggiungere il nostro obiettivo e perché no, trasformare le nostre passioni ed hobby, col tempo e quando possibile, nel proprio lavoro.

Alla ricerca del tuo stato di flow


Che dire, leggendo dello stato di flow a molti sarà sicuramente venuto in mente  il famoso film “Limitless”,con Bradley Cooper, in cui il protagonista, preso da un momento di sconforto personale e professionale, decide di assumere una pasticca di Nzt per ritornare ad essere efficiente ed operativo. A seguito dell’assunzione della pasticca gli si aprono infatti mondi sconosciuti, connessioni neuronali inaspettate e scopre un senso di autostima ed autoefficacia mai conosciuti prima di allora. Potremmo quindi paragonare lo stato di flow a quella famosa pasticca, ma con la grande differenza che lo stato di flow non porta nessun effetto collaterale, può durare per sempre ed è proprio lì, dentro ognuno di noi, che aspetta solo di essere portato in superficie!

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