Il 23° stato abolizionista degli Usa: la Virginia ha abolito la pena di morte

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Il 24 marzo 2021, il governatore democratico della Virginia, Ralph Northam ha firmato una legge che abolisce la pena di morte in Virginia


La Virginia è ora il primo stato del sud e il 23° degli Stati Uniti a mettere fine alla pena di morte; mentre la California, l’Oregon e la Pennsylvania hanno stabilito delle moratorie al riguardo

L’approvazione di questa legge risale all’inizio del 2021

La Virginia ha abolito la pena di morte. L’inizio di quella che sarebbe stata una vera e propria svolta per questo Stato, risale precisamente a febbraio.
A febbraio la nuova maggioranza democratica della Virginia, ha ottenuto l’approvazione dell’abolizione della pena di morte sia al Senato che alla Camera dello Stato.
In quell’occasione, il governatore Northam si era espresso in merito alla pena di morte dicendo queste parole al riguardo:

una punizione inutile e disumana.

L’abolizione della pena di morte in Virginia rappresenta una vera e propria grande svolta storica

Questo recente avvenimento rappresenta un grande passo storico.
Soprattutto alla luce del fatto che, la Virginia è il secondo stato degli Stati Uniti che ha eseguito il maggior numero di condanne a morte; dopo il Texas (che registra 569 giustiziati dal 1976).

Sono trascorsi 413 anni dalla prima esecuzione con la morte del capitano George Kendall, sottoposto al plotone d’esecuzione con l’accusa di tradimento nel 1608.
A seguire ci sono state altre 1389 esecuzioni, 500 delle quali nei confronti di schiavi afroamericani.

Mentre dal 1977, dopo un periodo di sospensione delle esecuzioni a seguito di una sentenza del 1972, la Virginia ha eseguito 113 esecuzioni.

In merito alla questione, si è espresso anche il direttore esecutivo dell’organizzazione Death Penalty Information Center, Robert Dunham, parlando della pena di morte in questi termini:

la pena di morte della Virginia ha profonde radici nella schiavitù, nei linciaggi e nelle leggi di segregazione (Jim Crow).

La Virginia ha abolito la pena di morte: giustiziati del XX° secolo

A supportare la veridicità di queste parole, ci sono i dati del Death Penalty Information Center che mostrano che la maggior parte dei condannati a morte in Virginia sono state persone afroamericane.
Infatti i dati riportano che dall’inizio del ventesimo secolo sono stati giustiziati 296 detenuti di colore rispetto a 79 bianchi.

E invece, riferendosi alla recente abolizione della pena di morte in Virginia, ne ha ribadito l’importanza dicendo:

«il valore simbolico di smantellare questo strumento usato storicamente come meccanismo per l’oppressione razziale della legislatura dell’ex capitale confederata».

Tutti gli abolizionisti e coloro che sperano e combattono affinché la pena di morte sia abolita ovunque hanno accolto con grande entusiasmo la notizia

A partire dalle ONG, impegnate nella difesa dei diritti umani, questo è considerato un importante passo storico.
Allo stesso tempo è per tutti anche una buona occasione per ricordare quanto la situazione mondiale riguardo la pena di morte sia ancora critica.
Le fonti riportano che nel 2019, hanno perso la vita con la pena di morte almeno 657 persone in 20 paesi.
La maggioranza delle sentenze capitali sono state praticate in Cina (maggior esecutore al mondo) e a seguire in  Iran, Arabia Saudita, Iraq e Egitto.
Per fortuna però la pena di morte è abolita nella legge o nella pratica, da più della metà dei paesi nel mondo.

La pena di morte costituisce una punizione disumana: viola il diritto alla vita ed è irrevocabile.
Fra i motivi di opposizione ad essa, vi è il fatto che può essere inflitta ad innocenti

In qualsiasi parte di mondo si scelga di applicare la pena di morte, essa può diventare (come già spesso accade) strumento di repressione e discriminazione. Nei regimi autoritari, la pena capitale è un’arma utile per minacciare e mettere in silenzio gli oppositori politici.


Fra le conseguenze più gravi e le riflessioni da fare c’è poi il fatto che nessuno Stato può eliminare il rischio di condannare persone innocenti

Negli Usa dal 1973 sono stati liberati 167 prigionieri, dopo che erano state trovate nuove prove per dimostrare la loro innocenza.
Alcuni dei detenuti sono arrivati ad un passo dalla morte dopo aver vissuto molti anni nel braccio della morte.
Ma non solo: sempre negli Usa, sono riportati diversi casi di prigionieri sottoposti alla pena di morte nonostante l’esistenza di molti dubbi sulla loro colpevolezza.

Il problema della potenziale condanna a morte di un innocente non è solo limitato agli Usa, ma in tutti i restanti Paesi del mondo, che ancora applicano la pena di morte.
Per questo motivo e molti altri, è auspicabile che come la Virginia e tanti Stati prima di questa, anche altri Paesi del mondo la aboliscano.