La scoperta del talento dentro e fuori dal campo

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Ricercare il talento: un lavoro complesso

Gli scout (in gergo “osservatori”), si occupano della ricerca del talento fra le strade e sui campi delle scuole calcio.

Ad oggi, in Italia, migliaia di giovani ragazzi si recano presso le scuole calcio con il sogno di diventare giocatori professionisti della propria squadra del cuore.

Si tratta di persone formate e con competenze di un certo rilievo, nella comprensione e previsione dello sviluppo di futuri giovani talenti.

Ricercare talenti e fare azione di scouting può e deve essere un processo minuzioso ed attento ai particolari, ma non sarà mai una scienza esatta perché sono troppe le variabili che incidono:

  • predisposizione coordinativo-motoria
  • velocità di apprendimento
  • presenza di istruttori preparati
  • supporto della famiglia
  • motivazione del bambino
  • continuità ed impegno nel lavoro settimanale
  • amicizie/esperienze che vivrà durante il percorso di crescita

Cos’è il talento?

A questa domanda si potrebbe rispondere in tantissimi modi.

Bisogna tener conto del fatto che esistono tantissimi tipi di talento e che non sempre riguardano l’ambito della disciplina sportiva.

Sono tantissimi i campi in cui un giovane atleta può essere considerato un talento e anche se si allontanano dal mondo del calcio è compito dell’istruttore farli emergere attraverso gli strumenti di cui dispone: comunicazione, il sostegno, le conoscenze, ecc.

Lo scopo delle scuole calcio e società dilettantistiche è proprio quello di ricercare il reale talento all’interno di ogni ragazzo, indipendentemente da quale esso sia ed aiutarne lo sviluppo, tramite la disciplina dello sport.

Purtroppo ad oggi, risulta sempre più difficile trovare talenti cristallini nel mondo del calcio (grande spreco data la grande mole di ragazzi), soprattutto in Italia e la causa di tutto questo risulta essere sempre la stessa: non si investe abbastanza nel settore giovanile, nemmeno a livello agonistico.

I punti fondamentali da cui partire per individuare un talento di qualsiasi disciplina sportiva.

  1. Si tratta della non esclusività del talento: l’età biologica del bambino, ovvero l’età muscolo-scheletrica/cognitiva/psicologica (che può differire da quella cronologica), può portare ad escluderne le potenzialità che possono invece uscire fuori dopo.
  2. Modello predittivo del talento: il talento è tanto più esprimibile quanto è minore l’età dell’atleta ed è tanto più grande quanto è minore il tempo che ne intercorre tra la scoperta e l’effettiva “esplosione”.
  3. Una volta individuato il talento, bisogna cercare di curare e valutare non solo gli aspetti prettamente sportivi e ad esso collegabili (che descriveremo in seguito) ma anche quelli esterni quali: supporto della famiglia, compagnia ed esperienze che vive fuori dal campo, impegno e serietà generale in ogni campo.

Aspetti tecnici

In genere, gli step da effettuare una volta che si visiona un giovane atleta, sono i seguenti:

  1.  La prima volta che si valuta un bambino non è mai per un caso singolo.
  2. osservare cosa il bambino fa quando la palla è in possesso dei compagni o degli avversari, prima ancora di vedere cosa fa quando la palla è in suo possesso (quindi valutare subito le capacità cognitive e la capacità di orientamento nello spazio rispetto al pallone).
  3. Valutare le doti di trasmissione e ricezione, sia in termini tecnici, sia in termini di orientamento. Bisogna prestare grande attenzione ai controlli orientati nello spazio.
  4.  valutare il movimento che fa appena liberato del pallone e le traiettorie di corsa che effettua.
  5. Valutazione della rapidità con e senza palla.

Di rilevante importanza è anche la fantasia del giovane atleta che spesso risulta essere una caratteristica innata.