Quando la salute passa in secondo piano per favorire la globalizzazione

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La salute è ritenuta così importante su scala globale?

La salute globale. Prima la salute o prima il commercio?
Per dare una risposta a questa domanda basta fare un piccolo passo indietro, nel momento dello scoppio dell’epidemia del Covid-19, nel periodo antecedente al primo lockdown.

La domanda è strettamente legata all’aumento e all’espansione del Covid-19. Ma qual è il collegamento?

Il virus si affaccia a Wuhan, intaccando la salute globale

Torniamo al Dicembre 2019, in Cina, più precisamente nella città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei, laddove tutto ebbe inizio.

Primi casi, prime paure, prime repressioni e prime censure da parte del governo cinese: far uscire una notizia del genere comporterebbe un isolamento del porto di Wuhan – uno dei poli commerciali più importanti dell’intera nazione – se non addirittura dell’intera nazione.
Il governo fa orecchie da mercante, idem le aziende e gli altri stati – inconsapevoli – continuano lo scambio di merci e i trasporti di persone.

Si sistemerà” avrà pensato Li Keqiang, primo ministro del Consiglio di Stato.
Silenzio!” avranno ordinato a Li Wenliang, il medico che per primo aveva lanciato l’allarme, ricevendo solo sguardi di disapprovazione e minacce.

Poco più tardi del silenzio imposto, Li Wenliang muore. Causa del decesso: Covid-19, a soli trentaquattro anni.

Il caso Li Wenliang smuove i cinesi, ma non il mondo

Ed è qui che il popolo cinese comincia a preoccuparsi realmente.
I cinesi hanno cominciato a piangere ed urlare di rabbia per un eroe caduto al fronte. «È morto il dottor Li Wenliang, medico di Wuhan che aveva cercato di dare l’allarme sull’epidemia, ma immediatamente redarguito e zittito dalle autorità»: questa notizia è stata lanciata dal Global Times, giornale comunista di Pechino.

Nonostante queste palesi avvisaglie il tempo passa, il commercio continua, il virus si espande e bussa alle porte dell’Europa. Ed il vecchio continente apre tra incertezza e superficialità

La conseguenza è ciò che quotidianamente tutti noi siamo costretti a vivere, i relativi disagi e le continue incertezze.

Conta più la salute o l’interesse economico?

La domanda è quindi: se il virus avesse avuto origine in una qualsiasi altra città con minor importanza a livello commerciale di Wuhan, si sarebbe aspettato lo stesso tempo prima di chiudere le frontiere e dichiarare la quarantena nazionale?

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