La Salernitana ritorna in A: un’impresa storica

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Dopo 23 anni il sogno si ripete

La Salernitana ritorna in Serie A grazie alla vittoria con il Pescara in Serie B. La squadra campana è stata promossa nella massima serie calcistica dopo 23 anni. Il team di Fabrizio Castori raggiunge il Napoli in Serie A. Un risultato grandioso per i salernitani che ritornano in massima serie dopo le apparizioni del 1947-1948 e del 1998-1999. La squadra di un giovane Gennaro Gattuso e degli inizi carriera dell’ex giocatore napoletano Raffaele Palladino, ha suscitato un forte interesse mediatico.

Il Presidente della Regione De Luca si è complimentato, attraverso un post su Instagram, con la squadra della sua città. Però, la giornata di festeggiamenti è stata rovinata dalla morte tragica di un tifoso 28enne nei cortei.
Egli è stato coinvolto in un incidente stradale con lo scooter, battendo la testa contro un’auto fino a morire nel tragitto verso l’ospedale.

La cronaca della partita

Il match, giocato sul campo del retrocesso Pescara, rimane sullo 0-0 nel primo tempo. Nella ripresa, al 66’ sul dischetto Anderson spiazza Fiorillo e porta in vantaggio i campani. Al 71’ Sorensen pasticcia col pallone e serve involontariamente Casasola, che salta Guth e batte il portiere sul primo palo. Tutino, l’attaccante ex Napoli, chiude i conti all’81′.

Il successo                              

La Salernitana ritorna in A dopo una cavalcata formidabile; solo 2 sconfitte nel girone di ritorno fino ad arrivare seconda e a raggiungere la promozione. La squadra dell’Arechi guidata da Fabrizio Castori ha meritato il secondo posto: i campani hanno totalizzato ben 69 punti con diciannove vittorie, dodici pareggi e sette sconfitte. E l’epilogo per la squadra, è la conquista della Serie A.

Ecco alcune delle dichiarazioni dell’allenatore Castori ai microfoni di Dazn:

Vincere un campionato è una cosa stupenda, soprattutto farlo in una piazza come questa. É stato un torneo difficile, ci togliamo delle soddisfazioni. Vincere un campionato lo si fa soltanto con un buon gruppo, questi ragazzi, dall’inizio, si sono calati in questa realtà“.

Le rivalità

Sono storiche le rivalità della tifoseria granata. La rivalità con il Napoli si ha sin dalla stagione ’93-94 quando, in occasione della sfida decisiva per il play off di Serie C tra Salernitana e Juve Stabia, allo Stadio San Paolo molti tifosi del Napoli sostennero la Juve Stabia. Le rivalità si sono accentuate quando la Salernitana cominciò ad andare meglio del Napoli e nel ’98 fu promossa in Serie A mentre il Napoli fu retrocesso in B. Nel territorio regionale ci sono ostilità anche con l’Avellino, la Cavese e la Juve Stabia. Le rivalità regionali e storiche si sommano a quelle nazionali con i tifosi di Verona, Atalanta, Genoa e Perugia. Dall’altro lato ci sono anche dei gemellaggi con il Bari, la Reggina e il Brescia e in Europa con il Liverpool e lo Shalke 04.

L’insidia della proprietà

La Salernitana è una squadra di proprietà del Presidente della Lazio Claudio Lotito e del cognato Marco Mezzaroma.
Il patron della squadra romana ha avuto una deroga dalla federazione 10 anni fa per gestire anche una seconda squadra. Secondo il regolamento federale della FIGC, non ci possono essere due squadre controllate dallo stesso presidente. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha ribadito di non voler prorogare la deroga. Lotito avrà un mese di tempo dall’iscrizione all’inizio del nuovo campionato, al massimo entro Ferragosto, per vendere la squadra a un nuovo proprietario.

La Salernitana ritorna in Serie A e il calcio campano sarà rappresentato come minimo da due squadre nella stagione 2021-2022, aspettando gli esiti della lotta salvezza del Benevento. Il tempo stringe e la sessione di calciomercato si avvicina; prima di fare il toto nomi per le compravendite, i giochi si fanno subito sul serio…

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.