La presunzione della tracotanza senza l’umiltà della volontà di apprendere

draghi

Tra un’e-mail errata e un mancato riscontro: nessuno si è peritato di verificare

La presunzione della tracotanza imperversa. Poi ci si meraviglia della cultura e dell’applicazione delle “anagrafi” più datate. Non poteva essere altrimenti, dal momento che oggi nessuna valenza è connotata nelle cognizioni basilari di competenze e di esperienze. Emerge, così, la presunzione della tracotanza senza l’umiltà della volontà di apprendere.

Anzi! Procura anche fastidio. Eppure, nell’odierno quadro culturale, riconoscere una divisa è già un problema; distinguerne i gradi, addirittura un rebus di difficilissima soluzione. I più giovani non conoscono neppure le collocazioni dei vessilli, in seno alle Istituzioni, agli enti locali, alle esposizioni in genere.

Proprio oggi, certe “figuracce” appaiono ancora più evidenti

La nostra Repubblica compie 75 anni, ma irrimediabili appaiono i vulnus per una generazione tutta protesa, ormai, a consapevolezze che nulla hanno a che vedere con l’effettivo spessore delle concretezze fattuali.

Eppure, con un briciolo di buona volontà e una manciata di sana umiltà, sarebbe stato sufficiente consultare il web.

In altri tempi ed in altre realtà, oltre alla volontà ed alla sana curiosità, bisognava avere anche una buona dose di fortuna; quella necessaria affinché poter contare su enciclopedie e libri da consultare. La “benedetta” cultura di fonte cartacea.

Per i frequentatori delle odierne “fattorie” didattiche – o presunte tali – è un’aggravante il poter contare su molteplici sorgenti atte a corroborare scarne competenze.

Un funzionario, con un curriculum di tutto rispetto ed un’età non certo giovane, si è accorto della sciagurata sciocchezza realizzata. Una figura di grande spessore e di competenze acclarate, si è posta una semplice domanda: “vediamo come è venuta questa targa”.

Adesso siamo alla “commedia” dell’identificazione, per stabilirne la punizione adeguata.

In un Paese dove ormai vige, imperterrita e diuturna, l’avventatezza totale; in un contesto in cui l’autorevolezza sembra un elemento di disturbo; nelle circostanze dell’adesso è così e tra un minuto cosà; nessuna soluzione appare possibile.

Si procede a tentoni, si naviga a vista: questa è la presunzione della tracotanza

Risultato? Evviva l’autoreferenzialità, ode all’arroganza, plauso all’indolenza, lodi alle prevaricazioni, acclamazioni alla scostumatezza.

Venghino Signori, venghino! Tanto domani è un altro giorno.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.