La figura degli angeli nel corso della storia

angeli

Gli angeli: i messaggeri di Dio

Gli angeli sono i messaggeri di Dio. La parola “angelo”, designa infatti un essere soprannaturale con funzioni di intermediario fra l’uomo e la divinità ed è variamente presente nelle tre religioni rilevate (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo).

Nel Vecchio Testamento, l’esistenza degli angeli non fu oggetto di alcuno specifico insegnamento dottrinario e priva di ogni rilevanza teologica. Infatti, il rigido monoteismo biblico suggeriva di non enfatizzare il loro ruolo di spiritualità preesistenti o comunque autonome di fronte a Dio.

La Bibbia contiene innumerevoli esempi di angeli. Essi sono imperfetti e finiti. Non vengono infatti descritti né con le ali né con l’aureola, ma come comuni mortali, che mangiano e bevono, poiché sono lontani dalla perfezione e potenza di Dio.

Solo nel X capitolo del “Libro di Daniele“, la visione che si materializza davanti allo sbigottito profeta ha caratteri sovrannaturali.

L’angelologia, la scienza degli angeli, nacque nel Medioevo

Nel Medioevo gli angeli ebbero il periodo di maggior popolarità!

Divennero infatti oggetto di una vera e propria scienza, l’angelologia. Si stabilì che gli angeli sono creature incorporee, puri spiriti che devono mostrare agli uomini l’anima del Divino. Sono provvisti di un libero arbitrio e di una specificità individuale e sono capaci di una conoscenza intuitiva superiore a quella razionale umana. Sono inoltre utilizzati da Dio sia per intervenire nelle vicende del mondo (come strumento della Provvidenza) sia per governarlo (sono gli angeli le Intelligenze Celesti che muovono i cieli dell’universo).

A questa descrizione la religiosità popolare aggiunse molti simboli che l’iconografia pagana riservava agli dei. Questi erano: le ali, la capacità di volare, la possibilità di rendersi visibili all’uomo e di assumere particolari sembianze.

Questa contaminazione suscitò però, nei teologi cristiani, il ricorrente sospetto che un eccesso nel culto potesse riportare alla luce residui del politeismo. Per questo, dopo un po’, ci fu un’attenzione quasi maniacale nel determinare e razionalizzare la figura degli angeli.

Il modello antropomorfo nel Rinascimento

Questa razionalizzazione progressiva è ben visibile nella storia delle immagini. Infatti, nella strana fisionomia dei modelli arcaici traspare una notevole tensione simbolica e immaginativa. L’angelo è un serpente, un viso senza corpo, un essere luminoso, attorniato da sole ali.

Nel Rinascimento invece, ci si adeguò a un rigido modello antropomorfo. L’angelo si ridusse a un uomo dotato di ali, sempre meno suggestivo. Il simbolo venne svuotato da ogni carica emotiva e gli venne sottratta l’aura di maestà e di potenza. Di fatto, nella religiosità odierna poco rimane dell’antica popolarità degli angeli.

Questo cambiamento lo si può vedere anche nel mondo dell’arte. Ad esempio, nei dipinti degli artisti medievali, gli angeli vengono rappresentati come soggetti alati che fluttuano sullo sfondo di scene “sacre”. Durante il Rinascimento invece, le figure angeliche iniziano a sembrare meno eteree e più terrene.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.