La nuova tela urbana di Jorit è Bagnoli, e non è un caso!

jorit

La classe operaia “aspetta” il paradiso, è come se Jorit ce lo ricordasse raccontando Hasel in un playground di Bagnoli da oggi a regola di street art

Realismo e tecnica pittorica si incontrano in Jorit e nelle sue opere, che si impongono sui muri e per le strade di periferia, al servizio di un’impeccabile denuncia sociale che punta dritta alle coscienze, “per abbellirle” come dice lui.

Tra l’asfalto, il cemento e la pece, spesso delle periferie degradate, i suoi volti rispondono, puntuali, ad un’esigenza espressiva, figlia di profondi viaggi introspettivi che regalano spunti di riflessione, dando vita a dibattiti e voce a realtà dimenticate.

Ma parliamo di Jorit a Bagnoli

Jorit Agoch, all’anagrafe Jorit Ciro Cerullo, artista italiano figlio della periferia napoletana, classe ’90, madre olandese e padre partenopeo.

Specializzato in arte urbana, riconosciuto da critici d’arte internazionali del calibro di Achille Bonito Oliva.

Scrivono di lui testate giornalistiche come The Guardian, BBC, Middle East Eye, TeleSur, Euronews, The Telegraph.

I volti sono l’oggetto di ricerca che più gli interessa e attraverso i quali muove la sua sensibilità artistica.

Jorit racconta Hasel

Siamo a Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli, per la precisione in un campo da Basket (l’ex campetto bruciato) e tra un canestro e l’altro Jorit ci regala un’opera d’arte calpestabile e a cielo aperto.

Questa volta il volto è di Pablo Hasel, il rapper “maledetto”, noto alle cronache Spagnole per il recente arresto che ha dato vita a scontri e manifestazioni in diverse città della Spagna.

Condannato a nove mesi di carcere con l’accusa di insulto alla Corona e incitazione al terrorismo nei testi delle sue canzoni e in alcuni dei suoi tweet, in cui si mostra strenuo sostenitore dell’indipendenza della Catalogna, accusando la Corona di essere principale attore di un sistema oppressivo che nuoce alla libertà d’espressione.

Tra Hasel e Bagnoli mettici Jorit

La scelta della location, da parte di Jorit, non è casuale.

In un quartiere nato per i lavoratori dell’Italsider, come Bagnoli, ritrarre il volto di Hasel, da sempre legato a temi come il miglioramento dello stato sociale, è un messaggio di forte impatto e di grande valenza politica (come d’altronde ognuna delle opere di Jorit).

L’attenzione al mondo operoso, retaggio economico e culturale del passato recente di Bagnoli, ispira Jorit a rappresentare attraverso il ritratto di un Hasel sul terreno con lo sguardo rivolto verso l’alto (o l’altro), il sogno di una Bagnoli restituita alla sua bellezza, da ammirare in alto e dall’alto.

In attesa che a Bagnoli sia riconosciuto e riqualificato il potenziale che in sé racchiude, Jorit ne anticipa un tassello, dipinge la base, da colore e tono a un quartiere che merita un posto tra le zone belle di Napoli e che ad oggi fa fatica a risollevarsi.

Dall’ex campetto bruciato di Bagnoli fino al Telegraph

Quando ti dicono non serve a niente, quando ti dicono è una battaglia persa … si, sarà pure così ma noi lo facciamo lo stesso!

Jorit

Sono queste le parole di Jorit nel suo ultimo post su instagram, in cui condivide un articolo di “The Telegraph” (uno dei quotidiani inglesi più importanti al mondo) che riporta una foto del murale dedicato a Pablo Hasel.

“Il giornalismo artistico” di Jorit

La sua arte non conosce freni e non si lascia intimidire. Irriverente come la street art in generale, che si impone su intere facciate di edifici o come in questo caso sull’intero perimetro di un campo da basket.

Jorit “lo fa lo stesso”, costruisce sulla scia di un’esigenza espressiva incombente, un vero e proprio museo a cielo aperto.

Gli occhi dei suoi volti ti catturano nel traffico dal finestrino dell’auto, a passeggio per le strade, o come in questo caso tra due passaggi e un canestro.

Si prestano tutti ad essere emblema di idee o messaggi politici.

É come se le opere di Jorit potessero essere viste anche come “giornalismo artistico”, nell’intenzione di raccontare la contemporaneità sulle tante tele urbane che ravviva e colora con testimonianze vestite di volti.

Nel 2020 a Firenze con Gramsci, e oggi nel 2021 a Bagnoli con Hasel, Jorit non delude mai, e arriva, come sempre, chiaro, puntuale e diretto alle coscienze.

PhotoCredits: @jorit

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