Joan Mir campione del mondo di MotoGP a Valencia

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Il mondiale MotoGP si è concluso incoronando Joan Mir campione del mondo

Joan Mir è campione del mondo di MotoGP che non ti aspetti. Il classe ’97 ha vinto il suo primo mondiale nella classe massima in questo pazzo 2020. La prima (ed unica) vittoria dello spagnolo è avvenuta solo alla dodicesima gara, al GP d’Europa l’8 Novembre. Non era di certo il favorito per il titolo, non era l’uomo che ci si aspetti vinca, non aveva la moto migliore, ma era semplicemente l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto. Come se non bastasse ha portato in casa Suzuki un titolo che mancava da ben vent’anni, nell’anno del suo centenario. Sembra una classica storia da film, scritta dal più classico dei registi, ma che non può non emozionare.

La cavalcata di Joan Mir fino ad essere campione del mondo

L’inizio per il neo campione del mondo non è stato assolutamente esaltante, con due ritiri nelle prime tre gare, con il solo quinto posto al GP di Andalusia a portare qualche punto. Le cose però hanno iniziato a svoltare col secondo posto in Austria dietro a Dovizioso. Da quella gara Joan Mir è sempre andato a punti collezionando una vittoria e salendo per ben sei volte sui due gradini più bassi del podio. Vedendo gli anni precedenti nessun risultato eccezionale da far pensare alla vittoria del titolo, ma questo 2020 premia la costanza di un ragazzo che non ha mai smesso di crederci. Complice l’assenza di Marquez, un Dovizioso che si è andato pian piano spegnendo e l’assenza di qualcuno che riuscisse ad avere il suo stesso passo, lo spagnolo è stato premiato, meritando la vittoria con una gara di anticipo.

Il GP di Valencia consegna a Joan Mir la vittoria del titolo mondiale MotoGP

Le qualifiche non erano state delle migliori, con lo spagnolo che occupava la dodicesima casella della griglia di partenza, dietro Quartararo che poteva contendergli il titolo e prolungare la lotta fino all’ultima gara. A Joan Mir per evitare inutili rischi occorreva salire ancora una volta sul podio; impresa difficile ma non impossibile. Non gli è servito però compiere l’impresa. Quartararo commette il più classico dei suicidi sportivi al primo giro, battezzando male la staccata e uscendo di pista, rientrando in diciottesima posizione, al nono giro cadrà cercando di recuperare. La gara di Mir resta di attesa, studiando meticolosamente la pista e dove passare, fino ad ottenere la settima posizione finale, mostrando grande maturità e mentalità, necessarie per un campione. A nulla servono gli sforzi di Morbidelli, che vince la gara ma non riesce a rimandare la festa dello spagnolo.

Cambio della guardia

Il 2020 ci ha dato un campione del mondo di MotoGP inaspettato, ma forse è tutto frutto di un disegno di un qualcosa di più grande. Con un Marquez non pervenuto, Dovizioso che prenderà almeno un anno sabatico, un anno da dimenticare per Rossi che sente sempre di più gli anni che passano, la pandemia ci ha portato un nuovo piccolo campione Joan Mir, con una ritrovata Suzuki e un Franco Morbidelli pronto a dare battaglia il prossimo anno.

Photocredit: @Joanmir36official