Janis Joplin, la creatura fuori dagli schemi

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A cinquant’anni dalla morte, Janis Joplin resta una delle icone femminili più apprezzate del blues e del rock. Ma come sarebbe oggi?

Photo Credits: @janisjoplin

Ribelle, selvaggia, travolgente e travolta. Tanti sono stati gli aggettivi che hanno descritto Janis Joplin. O meglio, hanno provato a farlo. Perché a cinquant’anni dalla morte, avvenuta il 4 ottobre 1970 nella 205 del Landmark Motor Hotel di Hollywood per un cocktail di eroina, morfina e whisky, questi aggettivi sembrano riduttivi per una come lei. Simbolo del movimento psichedelico californiano, del femminismo e icona tra le più significative dei Sixties, anni coraggiosi e selvaggi come pochi. Ma come sarebbe Janis oggi, nella nostra epoca?

Janis Joplin: gli esordi

Janis nasce il 19 gennaio 1943 a Port Arthur, Texas. Port Arthur è una cittadina del Sud degli States con meno di sessanta mila abitanti. Si popola di gente annoiata, le cui aspirazioni non varcano spesso la soglia della fama e della notorietà. Un paesino del genere, a un’artista come Janis Joplin, stava stretto. Come poteva non essere così, del resto?

Ottenuto il diploma, continua gli studi presso quello che oggi viene indicato come Lamar University, ma frequenta soltanto cinquanta ore. In questo periodo la sua unica passione è infatti la musica. Nel 1964 registra alcuni standard blues con il chitarrista Jefferson Airplane Jorma Kaukonen e nel 1965, in California, avviene l’incontro e il sodalizio con i Big Brother and The Holding Company, alla ricerca di una vocalist. Diventerà il suo gruppo.

La carriera

Dotata di un timbro e di una voce più unici che rari, Janis Joplin in pochissimo tempo riesce a conquistare il cuore degli amanti del blues – e non solo – e diventa una delle icone più rappresentative dei Sixties, in quell’America i cui palchi hanno visto Jimi Hendrix, Jim Morrison e molti modelli femminili che prendono non poche distanze da Janis Joplin. Ruoli femminili cristallizzati e identificabili con Mia Farrow, Audrey Hepburn o Jane Fonda, così lontane dalla figura della insicura ma irriverente artista.

Formidabile espressione del canto bianco anche se l’apparenza la riconduce alla musica nera, Janis diventa archetipo di una nuova artista e di una nuova donna. Originale, impertinente, per nulla arrogante, disperata e talentuosa. Le canzoni di Joplin racchiudono il suo mondo e la sua essenza, riassumendola in pochi minuti di blues libero e coinvolgente, che molti non hanno esitato a definire sporco.

Il Club 27

Ciò che affascina di Janis Joplin ha affascinato già i fan di molti altri artisti morti a soli 27 anni come la nostra protagonista, rientrando nel Club 27, illustri personaggi del panorama musicale che hanno lasciato questo mondo senza riuscire a oltrepassare quel limite d’età. Oltre ai già citati Hendrix e Morrison, ricordiamo Brian Jones, Kurt Kobain, Amy Winehouse, tra gli altri.

Janis Joplin secondo i canoni di oggi

Janis Joplin era una ragazzina esclusa e derisa dai suoi compagni ed è diventata una donna sicura del suo valore artistico, ma ancora insicura sotto tanti altri punti di vista. Non smetterà di disperarsi e ce lo canterà. Continuerà a non piacersi e ce lo dimostrerà. Cercherà sempre nuovi amori e nuove esperienze, anche attraverso la droga. Oggi siamo abituati a dare un nome a molte cose, a etichettarle. Non è come prima. Se cinquant’anni fa un artista era tormentato, delineato da quel mix di malinconia e rabbia che rendevano la sua musica riconoscibile alle prime note, oggi guardiamo più al lato introspettivo e psicologico dell’individuo. Ed ecco che Janis Joplin appare fragile, a tratti depressa e autodistruttiva. Forse, nel mondo di oggi, avrebbe potuto risolverla con qualche seduta in più, a volerlo.

Il lato femminista

Janis è stata definita anche femminista. Oggi ne sarebbe forse una grandissima esponente, grazie all’animo indomito e assertivo. Era ribelle. Quando si esibiva voleva mostrarsi al naturale: non c’era trucco sul volto. Al massimo accessori, parecchi: collane, anelli e bracciali. Come si può vedere in uno dei pochi video disponibili in rete che la ritraggono, sembrava semplice e complessa allo stesso tempo. Voleva sentirsi viva e lo faceva attraverso il blues e chiunque volesse avere i brividi ascoltando la sua voce libera e anticonformista, cinquant’anni fa come oggi, poteva e può farlo con le note di I need a man to love oppure Piece of my heart.

Janis Joplin artista fuori dagli schemi

Altro cruccio di Janis erano i chili di troppo, che da sempre la assillavano. Oggi si celebra il body positivity (vedi la Incontrada), ma allora era un traguardo ancora troppo lontano.  Una donna come molte, dunque. Non importa se appartenga a un’altra epoca o no. Janis Joplin aveva tutte le caratteristiche di una donna fuori dagli schemi, animata dal blues e dalla passione. Non andava in cerca di elogi, voleva essere ascoltata. E noi, cinquant’anni dopo la sua scomparsa e oltre, continueremo ad accontentarla.

Fonte: DonnaModerna, CdS