Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: opportunità per il Sud

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Il Futuro tecnologico del Mezzogiorno dipenderà dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza

Obbligati a Crescere. Il Piano – L’economia della prossima generazione” è il titolo del webinar realizzato, in diretta streaming, giovedì 6 maggio, e organizzato dal Gruppo Caltagirone Editore. Al centro della discussione il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) e l’impatto che avrà sul nostro Paese, in particolare per quel che concerne il Mezzogiorno.

A moderare l’evento, il Vicedirettore Vicario del Messaggero, Osvaldo De Paolini, e la giornalista Maria Latella

Una nuova stagione di riforme

Il suo scopo precipuo consiste nella rimozione di tutti gli impedimenti al fine di uno sviluppo complessivo della nostra economia. 

Una stagione di riforme, piani di sviluppo e sostanziosi investimenti è alle porte. Sul piatto 235,12 miliardi di euro. 

Un’opportunità per l’Italia, ancor di più per il Mezzogiorno.

A trainare la ripartenza economica e occupazionale saranno due driver di sviluppo fondamentali nell’attuale Quarta Rivoluzione Industriale: la transizione ecologica e il digitale (tramite il rafforzamento della banda ultra larga). 

Entrambi questi asset strategici coinvolgono, in maniera trasversale, il Governo e le imprese.

Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: il punto dei relatori 

Per discutere di queste importanti tematiche sono stati chiamati ministri e rappresentanti di consolidate realtà economiche nazionali

Sono intervenuti per la Politica: i ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico), Vittorio Colao (Innovazione Tecnologica), Roberto Cingolani (Transizione Ecologica), Enrico Giovannini (Infrastrutture e Mobilità Sostenibile) e Mara Carfagna (Sud e Coesione Territoriale). 

Per le realtà economiche, invece, hanno discusso: Carlo Messina (CEO Intesa Sanpaolo), Alessandro Profumo (AD Leonardo), Silvia Candiani (AD Microsoft Italia), Francesco Starace (AD e DG ENEL S.p.A.), Pietro Innocenti (AD Porsche Italia S.p.A.), Pietro Salini (AD Gruppo WeBuild) e Gianfranco Battisti (AD e DG Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane). 

Sviluppo tramite il Digitale e la banda ultra larga

È fondamentale crescere ora perché nei prossimi anni avremo un problema demografico: pochi giovani a fronte di molti anziani. 

Dobbiamo essere veloci nell’adottare tutte le misure necessarie, per poter agire in maniera coerente e tempestiva. 

Nel contesto delineato, il digitale è fondamentale per poter lavorare, connettendosi, contemporaneamente, con tutto il mondo, tramite un semplice click

Per realizzare una banda ultra larga per tutti sarà necessario indire gare mirate, così da poter arrivare a risultati concreti in tempi certi e brevi (anche la Rete infrastrutturale è da potenziare).

Borghi attualmente spopolati potranno essere finalmente ripopolati proprio grazie alla banda ultra larga, e al relativo 5G, che consentirà di lavorare da remoto.

Questo perché è volontà del Governo connettere digitalmente tutta la Penisola, così da facilitare il lavoro in qualsiasi parte d’Italia

Quattro obiettivi fondamentali per l’Italia

In cinque anni sarà possibile superare il resto dell’Europa tramite quattro obiettivi da raggiungere assolutamente: connettività, digitalizzazione, sburocratizzazione e resilienza.

Elementi da studiare per poter crescere saranno le tecnologie afferenti all’ambiente, all’ecologia e all’informatica. 

Questo grande progetto va portato avanti fino alla fine, dando, nel contempo, fiducia al cittadino e certezza al dipendente pubblico di essere trattati equamente (tenendo ben distinte le due cose). 

Solo così potremo liberare le immense energie di questo splendido Paese. 

La mobilità sociale, i giovani e le donne

Per realizzare un circolo virtuoso di sviluppo economico è necessario puntare anche sulla mobilità sociale, sui giovani e sulla conoscenza: così da poter procedere “mattoncino dopo mattoncino”, come se stessimo realizzando una grande casa (dove poter vivere tutti insieme). 

E’ necessario, pertanto, riconoscere e valorizzare le competenze delle donne. 

Non dobbiamo dimenticare che ad oggi le donne sono più svantaggiate, rispetto agli uomini, perché va tenuto presente anche l’impegno familiare al quale sono chiamate. 

Come colmare il gap tra Nord e Sud dell’Italia?

Durante il webinar Ministri e Amministratori Delegati hanno discusso del Mezzogiorno e dell’evidente necessità di colmare il gap tra Nord e Sud.

230 miliardi di euro saranno utilizzati per progetti concernenti il Mezzogiorno, ponendo le basi per una riunificazione economica e sociale della Penisola. 

Il Piano di Resilienza deve essere utile, a partire da un impatto economico ed occupazionale valutato, per il Sud, in 24 punti percentuali di PIL in 5 anni (15 in tutta Italia). 

Centinaia di migliaia di donne e giovani potranno lavorare grazie agli investimenti messi in campo. 

I laureati, nel Meridione, sono in tanti, ma emigrano per mancanza di opportunità lavorative.

Grazie ad un primo decreto, studenti meno abbienti potranno dotarsi di tablet e pc. 

Inoltre, la frequenza di ragazze a corsi di laurea a carattere tecnico-scientifici deve essere incentivato.

L’impatto del Fattore Umano è fondamentale, per il raggiungimento dell’uguaglianza tra Nord e Sud. 

I fondi ci sono, le risorse umane anche: dobbiamo solo rimboccarci le maniche, ripartire più ambiziosi di prima, con rinnovato entusiasmo, ed avere fiducia in noi stessi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.