Io e te siamo ciliegie intere, non metà di mele

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L’importanza del confine tra l’io e il tu: voglio sapere dove finisco io e dove inizi tu

L’autrice Antonia Storace nel suo romanzo Donne al quadrato scrive:

«Non ho mai creduto molto alla teoria secondo la quale ognuno di noi è metà di una mela. Penso, piuttosto, che l’amore somigli alle ciliegie: vivono in coppia e il picciolo di ognuna di esse è congiunto in cima al picciolo dell’altra ma, se divise, e prese singolarmente, rappresentano due perfetti interi».

Sentirsi incompleti

La maggior parte di noi cresce pensando di dover necessariamente trovare un compagno, o una compagna, per costruirsi una vita insieme.
In caso contrario, resteremo per sempre incompleti.
Convinzione del tutto errata.

La metafora di Antonia Storace è perfettamente efficace per spiegare la differenza che esiste tra l’unione di due metà e l’unione di due interi.
Entra in gioco, quando si tratta di qualsiasi tipo di relazione, il concetto di confine tra ciò che sono io e ciò che sei tu.

In amicizia, in amore e in ogni legame profondo che stabiliamo, entriamo in contatto con un altro, con il quale avremo inevitabilmente punti in comune e non.
Accade spesso che, nel momento in cui ci sentiamo particolarmente fragili, insicuri, magari persi, concentriamo tutte le nostre energie su di una persona che ci sembra essere la più vicina.

Dipendenza

Nascono, molto spesso in questi casi, rapporti di dipendenza affettiva.

In particolare in amore, è normale che di base ci sia una leggera dipendenza l’uno dall’altra, un desiderio di stare insieme, di condividere più cose possibili.
Bisogna imparare, nel corso della vita, a gestire questa dipendenza e a cercare di mantenere, quanto più possibile invariata, la nostra vita individuale così come era prima di incontrare il nostro lui o la nostra lei.

In caso contrario si stabilisce una dipendenza affettiva.
Essa nasce nel momento in cui si arriverebbe a qualsiasi compromesso, pur di non mettere fine ad un rapporto.
Sopravvive quando siamo disposti ad accettare anche umiliazioni e sofferenze, pur di non mettere un punto.
I nostri desideri, le nostre aspirazioni, i nostri bisogni diventano nulla, rispetto al pericolo di poter perdere quel “noi” che ci ha fatto dimenticare la nostra individualità.

Se perdo te, perdo anche me

Quando ci lasciamo assorbire troppo da una relazione, rischiamo di trascurare tutti i nostri rapporti, e non è raro che si perdano amicizie. Nulla, che non comprenda la persona con la quale viviamo in simbiosi, pare aver senso.

In questi momenti, nessuna metafora diviene più reale di quella che ci riduce ad essere metà di una mela, un po’ malconcia.

Quando riusciamo a venir fuori da questi rapporti che, ci si può scommettere, fortunatamente, nella maggior parte dei casi hanno vita breve, ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale non perdere mai di vista il nostro essere individui completi.

La linea di demarcazione, tra me e te, mi consente di restare ciò che sono, di riuscire ad amare te, per ciò che sei, e di non costruire un rapporto in cui tutto ciò che faccio per te, non dipende dal bene che ti voglio, ma dalla paura di perderti.
Paura di perdere te perché, in un rapporto in simbiosi, se perdo te, perdo anche me.

Imparare a gestire il proprio bisogno dell’altro

Anche se non si stabilisce una vera e propria dipendenza affettiva, che alle volte è sintomo di qualche trauma da risolvere con se stessi, può anche accadere, semplicemente, di sentirsi trascinati in un amore che non sappiamo gestire, che ci fa perdere il controllo di noi stessi.

Soprattutto quando si è molto giovani, ci si trova a dover imparare a tenere a bada il nostro cuore che, ci sembra esplodere nel petto, ogni volta che vediamo colei o colui che amiamo.
In questi casi, è davvero comune non riuscire a gestire le proprie emozioni, e arrivare a sentirsi assorbiti, continuamente, dal rapporto che stiamo vivendo.

Cominciamo a trascurare la nostra vita, i nostri hobby e i nostri doveri, e in breve tempo, se non riusciamo a gestirci a dovere, ci troviamo in un vortice: non so più dove finisco io e dove cominci tu.
Sembra una frase romantica da dedicarsi, mentre in realtà è un vero problema da non sottovalutare.

L’amore raddoppia, non sottrae

Non bisogna dimenticare che un rapporto, vissuto in simbiosi, non può mai essere tutto rose e fiori. Proprio perché la parte di noi che ancora sopravvive, fremerà per uscire, e diverrà sempre più insofferente ad una relazione che non le dà spazio.
Non riesco a stare con te, ma ho paura di stare senza di te.

Un rapporto, d’amore o d’amicizia, che sia divenuto malato, a causa della mancanza di un confine, non deve necessariamente smettere di esistere. Non ci troviamo di fronte ad una strada, dalla quale non possiamo più uscire.

Il primo passo, è proprio quello di rendersi conto che si è intrappolati in un “noi” che ci sta assorbendo completamente, e ci sta facendo dimenticare chi siamo.
Dopodiché diviene necessario ritagliarsi momenti per sé, riprendere i rapporti che avevamo lasciato andare, socializzare.
Riscoprirsi, per rendersi conto, che siamo perfettamente in grado di essere sereni e felici, anche se la nostra ciliegia non è sempre attaccata a noi.

La prima grande storia d’amore, in fin dei conti, ce l’abbiamo con noi stessi.
L’amore deve solo raddoppiare. Abbia sempre vita breve un amore che dimezza.

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