Siamo ai titoli di coda?

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Ineducazione e menefreghismo: miscela aberrante

Siamo in un momento, per la società civile, assai preoccupante. Non si riesce più a trovare il bandolo dell’intricata matassa e, senza essere eccessivamente pessimisti, la situazione si deteriora sempre di più.
Colpa della mia generazione, forse. Una generazione strana, complessa e compressa.
Compressa perché troppo schiacciata tra un, ancora recente, dopo-guerra e la fine degli anni ’60, fulcro inequivocabile di profondi mutamenti.
Complessa a causa, forse, del troppo assecondare i propri genitori e, in seguito, il dover annuire ai  figli.
Una generazione, comunque, non propriamente da “buttare”; il non trascurabile dettaglio di non aver trovato – ancora e per il momento – chi è riuscito a “rottamarla”, ne è lampante dimostrazione.
Resta, tuttavia, innegabile ed evidente, la prova di quanto abbiamo “partorito”.
Culturalmente è sufficiente guardare uno dei tanti quiz televisivi, per comprendere cosa passi il convento; Crotone in Veneto, Campobasso in Sicilia e il mare a Verbania, le Brigate Russe, il Monte Bianco nei pressi di Sassari, “urlano” vendetta.
Non va meglio la storia, con Hitler designato cancelliere nel 1979.
In prima persona, invece, mi consta che Flaminio Piccoli è un liceo di Roma e Fiorentino Sullo un giocatore del Genoa; Clelio Darida, paroliere, merita una menzione speciale.

Lo stato dell’arte

Poco importante, appare oggi, la circostanza che la giovane generazione non è in grado – nella stragrande maggioranza dei casi – di riconoscere una divisa ed i relativi gradi; nessuna meraviglia, si prova, a sentire che la Polizia di Stato è un corpo militare; non si percepisce, ormai e purtroppo, alcuna sorpresa se, sull’arenile, baldi giovani camminano sollevando – con le ciabatte all’uopo calzate – ampie zolle di sabbia, a beneficio di coloro che sono sdraiati sul lettino.
Il parlare a voce alta, vantando notevoli “misfatti” è assai in voga; quasi un “avvertimento” agli astanti.
Per tacere dei marciapiedi ad uso e consumo dei due ruote, in caso di traffico o strade chiuse al traffico, per lavori.
Ed ecco, quasi inevitabile e consequenziale, che un Carabiniere, fuori servizio, cercando di sedare una rissa tra “sbarbatelli” si ritrovi, in stato commotivo, all’ospedale.
Non ci sono soluzioni, se non si trovano i giusti deterrenti.
La scuola sembra non esercitare più il proprio, peculiare, compito e, per giunta,  la famiglia non  presente, come dovrebbe, nella crescita di giovani virgulti, sono  altri, evidenti, fenomeni negativi.
D’altra parte, se, all’entrata ed all’uscita, all’esterno delle scuole delle scuole elementari  o –  per essere più aderenti alla realtà – dell’obbligo in generale, si vedono in maniera sistematica e abitudinaria, scooter con bambini trasportati senza alcuna precauzione; rombanti motocicli condotti da minori, in barba a tutte le norme di sicurezza, stradale e personale, allora ci sta davvero poco da stare allegri.
Saranno loro, verosimilmente, il tessuto sociale di domani.

Intervento delle Autorità

Appare inverosimile, in verità, che al giorno d’oggi non si possa trovare soluzione adeguata a perseguire atti e comportamenti irriguardosi, al rispetto dell’altrui libertà.
Da qualche parte ci sarà un rimedio e, ne sono certo, non dovrebbe essere difficile individuarlo; ne va della buona riuscita delle future generazioni.
Dobbiamo impegnarci tutti, coordinati dalle preposte Istituzioni, affinché si verifichi un’inversione di marcia circa l’attuale andazzo.
Non possiamo assistere, passivamente, al totale disfacimento in cui versiamo.

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