L’impoverimento del linguaggio

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Depauperamento e impoverimento del linguaggio

Impoverimento del linguaggio o no? Al giorno d’oggi stiamo assistendo, con sempre maggiore frequenza, ad un fenomeno che potremmo definire di vero e proprio depauperamento del linguaggio. Con tale termine si intende far riferimento a quella forma di impoverimento; esso sta in qualche modo mettendo in secondo piano l’importanza della parola nella costruzione del discorso nel contesto sociale quotidiano.

Questo fenomeno è stato descritto ed analizzato approfonditamente dallo scrittore Davide Bianco. Egli nella presentazione del suo libro “Monte Fato” avvenuta il 3 marzo presso la sede dell’Ex Base Nato, ha sostenuto come “la parola sia un punto fondamentale del libro; è un’epoca in cui assistiamo ad un impoverimento del linguaggio ed il livello di attenzione è sceso drasticamente. Tanto che non c’è più lo sforzo di cercare una parola per comprenderne il significato”.

É questo quanto affermato da Davide; sottolineando più volte nel corso dell”intervista l’importanza della parola e soprattutto come essa abbia inciso sulla redazione del libro. In esso, l’autore ha voluto racchiudere “sentimenti ed emozioni” coniugandoli attraverso “un certo tipo di linguaggio spesso impegnativo al punto da aiutare a riscoprire la parola”.

In un periodo in cui siamo costretti a rimanere in casa per motivi di salute, possiamo sfruttare la dilatazione del tempo a nostra disposizione per ritrovare il contatto ed il senso con parole perdute.

Infatti lo scrittore ha motivato la scelta di pubblicare il libro in un momento così particolare “perché ciascuno di noi ha avuto modo di riscoprirsi e di ricercare nuovi interessi”. Non c’è modo migliore allora di reinventarsi riscoprendo il significato di parole ormai poco utilizzate; anche a causa dell’uso sintetico e veloce del linguaggio “contemporaneo”. Quello che privilegia l’impiego degli smartphone e degli altri sistemi di nuove tecnologie rispetto alla tradizionale e desueta carta e penna. Arricchire il linguaggio con termini recuperati dal passato può farci ritrovare, a detta dell’autore, quella “padronanza linguistica che può essere un arma potentissima di differenziazione”.

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