Il tentativo della tutela dei diritti dell’uomo

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Che cos’è il diritto?

Il tentativo della tutela dei diritti dell’uomo. Con la parola diritto, si indica il complesso delle leggi che regolano i rapporti sociali; è quindi una facoltà della legge manifestare o mettere in atto una determinata volontà. I diritti umani, sono da sempre stati un tema caldo, il tentativo di tutelarli è però messo sempre in discussione.

Quali forze mettono a rischio il diritto?

Vi sono infatti molteplici forze che si oppongono alla realizzazione di questi diritti: regimi autoritari, tirannici, dove i “più forti” utilizzano la violenza contro le persone innocenti, indifese.
Inoltre, a discapito dei diritti umani, vi sono molteplici forze anche illecite, quali ad esempio la mafia detta anche “cosa buona” o “‘ndrangheta”.
Un insieme di organizzazioni criminali, che rappresentano un male per la società, le quali operano senza curarsi degli altri.

Il “Darwinismo sociale”

L’uomo ha in sé due parti: l’uomo sociale e l’uomo biologico.
Quest’ultimo comprende gli istinti primordiali animali, che l’uomo possiede; il disprezzo prevale sull’amore, usato solo come una sorta di pretesto, per riprodursi e far in modo che la propria specie sopravviva. Come la teoria di Charles Darwin, il “darwinismo sociale“, ovvero la sopravvivenza del più forte e l’adattamento all’ambiente circostante.

I diritti umani e il tentativo di tutelarli

I diritti sociali, sono quindi una vittoria dell’io sociale, su quello biologico, vengono eliminati i propri istinti per dar spazio all’accettazione.
Una sorta di filantropia, un amore tra gli uomini che aiuta a distruggere le forze maligne e far sì che la sopravvivenza risulti più semplice.
La tutela internazionale dei diritti umani, si misura nell’arco di generazioni, non è quindi immediata; è inoltre un processo spezzato da ricadute, ristagni e lunghi silenzi.

L’inizio della svolta

Tra i più grandi individui che hanno lottato per la libertà, per attuare il tentativo della tutela dei diritti dell’uomo, vi è colui che sostiene che quest’ultima è solo una delle tante “colline da scalare”, ovvero uno dei tanti ostacoli da superare.

“Io ho un sogno”

I diritti umani hanno sempre rappresentato una lotta, una sorta di battaglia tra le diverse popolazioni, basti pensare a figure quali Martin Luther King, colui che ha lottato per far sì che gli uomini di colore, avessero potuto ottenere gli stessi diritti dei bianchi. Infatti loro erano visti come estranei, vi era addirittura una distinzione per i sedili degli autobus, per i bagni.
Proprio Martin Luther King organizzò scioperi e proteste per realizzare quest’uguaglianza riguardo i diritti. Ricordiamo l’incipit di uno dei suoi grandi discorsi recitava “I have a dream” già, un sogno come se i veri sogni fossero quelli di convivere come un vero cittadino e non come un animale, come se vivessimo in un mondo all’insegna del disprezzo.

La lotta al razzismo

Ma tale lotta al razzismo, è un argomento più attuale che mai, basti pensare al movimento Black Lives Matter nato in seguito alla morte di George Floyd. Egli era un uomo di colore, di quarantasei anni, strangolato da un agente della polizia, tutto documentato dal video agghiacciante di un passante. Secondo una ricostruzione, la vittima era nell’auto in stato alterato e in seguito alla richiesta degli agenti di scendere dall’auto egli oppose resistenza, così le autorità decisero di scaraventarlo fuori dalla vettura e uno dei due ha, mediante un ginocchio, bloccato il giovane afroamericano, strangolandolo e, nonostante le sue lamentele, ciò non è bastato a fermare l’agente crudele. Gli americani si sono sollevati ovviamente contro questa brutalità, mediante manifestazioni, addirittura davanti alla casa bianca e molteplici personaggi famosi, hanno donato soldi a tali associazioni.

Una violenza che non conosce confini

Sebbene tali manifestazioni si siano verificate prevalentemente dal Minnesota a New York, episodi del genere si sono riscontrati anche in Italia, con la morte del piccolo Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di appena ventuno anni ammazzato di botte da alcuni teppisti, per aver difeso un suo amico, la quale brutalità è stata più volte evidenziata dalla sorella, in una lettera commovente al giovane che recita:

[…] ammazzare di botte una persona è un gesto associato ad un mostro e non a una persona

Una vera dittatura?

Nel 2020 è ancora lecito continuare tale lotta? La legge non è forse uguale per tutti? Siamo cittadini, non oggetti, siamo uomini, sottomessi al dominio di una politica democratica mascherata, dove forse i più deboli sono destinati, come da anni a soccombere, davanti al potere dei più forti.

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