Il Burnley vince e condanna il Fulham alla retrocessione

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Il Burnley vince lo scontro diretto – nel Monday Night – e condanna il Fulham alla retrocessione. Agli uomini di Parker non è bastata una buona prestazione, perché è mancata la cattiveria in zona goal; un problema appalesatosi per tutta la stagione. Onore al Burnley: ha disputato una buona gara e ha meritato la permanenza in Premier League.

Il Burnley vince lo scontro diretto

Sfida da dentro o fuori, tra Fulham e Burnley.
Gli ospiti trovano la rete del vantaggio al 35’ con Ashley Westwood, a conclusione di una splendida azione, in contropiede, con un bel tiro.
Passano soli sei minuti di gioco e arriva anche la rete del raddoppio. Chris Wood trova un gran goal da fuori area col pallone che si infila all’incrocio.
Il primo tempo termina 0-2.
Padroni di casa che al 65’ protestano per un mancato calcio di rigore, ma il VAR non interviene.
Al minuto 71 Zambo Anguissa prova a riaprire la partita, ma la sua conclusione colpisce in pieno la traversa.
Il Fulham attacca nel finale di match, ma non riesce ad evitare la sconfitta. Il Burnley vince e condanna gli avversari alla retrocessione.

Riepilogo di Premier League

Il Chelsea sconfigge il Manchester City, in quello che si può considerare un anticipo della finale di Champions League, ritardandone la vittoria della Premier League.
Il Manchester United vince e si assicura l’aritmetica qualificazione alla prossima, massima, competizione europea. Aritmetica qualificazione mancata dal Leicester, causa della sconfitta contro il Newcastle. I “Foxes” dovranno sudarsi la qualificazione fino alla fine, anche se solo un miracolo calcistico potrà permettere al West Ham di recuperare i cinque punti di distacco proprio dal Leicester.
Sembrano esclusi dalla corsa Champions League il Liverpool, il Tottenham e l’Everton, ormai troppo distanti e dovranno lottare per un posto in Europa League.
Il Fulham farà compagnia al West Bromwich e allo Sheffield, il prossimo anno, nella seconda categoria inglese.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.