Giornata mondiale senza tabacco: “Impegnati a smettere”

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Oggi, 31 maggio, ricorre la Giornata mondiale senza tabacco

La giornata mondiale senza tabacco è stata istituita il 7 Aprile 1988 dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità).
Questa giornata ha riscosso da quel momento approvazione e successo da parte di Governi, associazioni sanitarie e opinione pubblica.

Con la celebrazione della giornata mondiale senza tabacco si mira a raggiungere come obiettivo finale quello di spronare le persone ad eliminare il tabacco dalle loro vite. Si prova, inoltre, ad invogliare le persone che fumano ad astenersi almeno per 24 ore dal consumo di tabacco.
Grazie a questa giornata si ha la possibilità di analizzare il quadro della situazione per quanto riguarda la diffusione del tabagismo nel mondo. Allo stesso tempo, è l’occasione per far luce sugli innumerevoli effetti negativi che il fumo ha sulla salute umana.

Le conseguenze del consumo di tabacco non sono sempre del tutto conosciute o apprese con piena consapevolezza

Per questo motivo l’OMS in occasione di questa giornata indice delle campagne mirate a: sensibilizzare, informare, divulgare, supportare ed aiutare i consumatori di tabacco.
Il fine è quello di riuscire a richiamare l’attenzione sulla dipendenza da tabacco e tentare di scongiurare le sue conseguenze più gravi.
Quest’anno lo slogan della Campagna per la Giornata mondiale senza tabacco è “Impegnati a smettere”.

L’Istituto Superiore di Sanità ha organizzato, in streaming, il XXIII Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale; in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” e la Società Italiana di Tabaccologia.
Nel corso del convegno hanno approfondito la tematica proposta dall’OMS e sono stati divulgati i dati dell’ultimo Rapporto sul fumo in Italia.

I dati dell’OMS riportano che:

Sono più di 8 milioni le persone che muoiono ogni anno a causa delle gravi e numerose patologie,
(malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie e diabete) correlate al consumo di tabacco.
La maggior parte dei decessi si verifica nei paesi a basso e medio reddito, spesso bersaglio di intense interferenze e marketing dell’industria del tabacco.

L’OMS quest’anno ha posto l’attenzione sull’importanza dell’abolizione del fumo dalle nostre vite.
Soprattutto in un momento storico come questo, è emerso che i fumatori hanno maggiori probabilità di sviluppare una forma grave di COVID-19 rispetto ai non fumatori.

In tutto il mondo circa 780 milioni degli 1,3 miliardi di consumatori di tabacco affermano di voler smettere. Ma solo il 30% di loro ha accesso agli strumenti che possono aiutarli a farlo.
Questo divario nell’accesso ai servizi di cessazione è ulteriormente aggravato nell’ultimo anno, a causa del personale sanitario mobilitato nella gestione della pandemia.

Quindi la campagna lanciata dall’OMS punta a permettere a 100 milioni di consumatori di tabacco di avere la possibilità di attuare un tentativo per smettere.
Provando ad incidere con la creazione di reti di supporto e aumentando l’accesso ai servizi che hanno dimostrato di aiutare concretamente i consumatori di tabacco a smettere con successo.

Un servizio innovativo: “Florence”

L’OMS ha lanciato, quest’anno, un servizio di assistenza e supporto del tutto innovativo: Florence. Si tratta, di un operatore sanitario digitale, disponibile in inglese 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per aiutare le persone a smettere di fumare.
A questo si affiancano programmi di supporto su WhatsApp e Viber.
L’obiettivo, però, come rende noto l’Oms è raggiungibile anche attraverso l’aiuto di interventi politici per ridurre la domanda e l’offerta di tabacco.

La Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (WHO FCTC) espone le misure che i Paesi dovrebbero adottare, mostrando le linee guida da seguire sulla base del consolidarsi di prove scientifiche.

Le Strategie chiave proposte sono, tra le altre, l’estensione degli ambienti senza fumo, le politiche fiscali ben mirate, il controllo della pubblicità, la regolamentazione degli ingredienti e l’offerta di aiuto per smettere.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.